Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39571 del 13/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 13/12/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 13/12/2021), n.39571

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – rel. Consigliere –

Dott. GUIZZI Stefano Giaime – Consigliere –

Dott. GORGONI Marilena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26516-2020 proposto da:

M.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA VERONA, 9,

presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE MARIA TIRABOSCHI,

rappresentato e difeso dagli avvocati PIETRO ASSANDRI, RENATO

SIRINGO;

– ricorrente –

contro

S.M.M.G.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 295/2020 del TRIBUNALE di SAVONA, depositata

il 19/06/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 12/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. PAOLO

PORRECA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

M.P. ricorre per cassazione, sulla base di due motivi, avverso la sentenza del Tribunale di Savona che, pronunciando sull’opposizione proposta dal ricorrente insieme a M.G., l’ha respinta;

secondo quanto esposto in ricorso, con l’opposizione si era dedotto che S.M.M.G. aveva proceduto a un pignoramento presso i terzi Poste Italiane e Cantiere Navale P.M. s.r.l., dopo averne in particolare promosso uno immobiliare, senza l’esatta indicazione del credito azionato, posto che non era stato scomputato quanto già ottenuto a seguito di aste giudiziarie portate a termine né il valore degli immobili distintamente pignorati di cui la creditrice aveva domandato, e parimenti ottenuto, l’assegnazione;

il Tribunale, in sede di riassunzione e dopo la sospensione della procedura coattiva disposta dal giudice dell’esecuzione, ha osservato che:

– non essendo propriamente contestato l’an” dell’esecuzione, ed essendo invece contestata la legittimità del pignoramento sull’assunto dell’inesatta indicazione del credito azionato, l’opposizione andava qualificata agli atti esecutivi;

– il creditore era legittimato a cumulare mezzi espropriativi;

– era sufficiente l’indicazione del credito quale oggetto della statuizione fatta propria dal titolo giudiziale azionato, al netto degli scomputi da effettuare in sede distributiva;

– la stessa convenuta aveva riconosciuto di aver ottenuto specificate somme in sede di distinta esecuzione immobiliare;

– non vi era invece evidenza delle pretese assegnazioni di lotti;

– non era pertinente il richiamo ad ulteriore procedura esecutiva poiché non afferente al credito azionato con quella oggetto dell’opposizione; -l’opposizione andava dunque accolta limitatamente alla rideterminazione riduttiva del credito spettante;

la creditrice è rimasta intimata.

Diritto

RILEVATO

che:

con il primo motivo si prospetta la violazione e falsa applicazione degli artt. 492 e 543 c.p.c., poiché il Tribunale avrebbe errato confondendo il credito indicato nel titolo giudiziale azionato con quello da indicare esattamente nell’ingiunzione pignoratizia, derivando dall’inesatta specificazione, la nullità del pignoramento medesimo;

con il secondo motivo si prospetta la violazione e falsa applicazione dell’art. 483 c.p.c., poiché il Tribunale avrebbe errato muovendo dall’erroneo presupposto dell’idonea indicazione del credito quale riportato nel titolo giudiziale azionato, e quindi concludendo per il legittimo cumulo di mezzi espropriativi, senza considerare che vi erano nelle more stati introiti ottenuti da esecuzioni forzate portate già a termine;

Vista la proposta formulata del relatore ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

Rilevato che:

va premesso che il ricorso odierno è ammissibile poiché il giudice “a quo” (a pag. 3) ha qualificato l’opposizione in parola, sia in via principale che subordinata, espressamente ai sensi dell’art. 617 c.p.c.;

ciò posto, la sentenza dev’essere cassata con rinvio per difetto di litisconsorzio necessario con i terzi pignorati sin dal primo grado di giudizio;

questa Corte ha di recente precisato che in tema di espropriazione presso terzi, nei giudizi di opposizione esecutiva si configura sempre litisconsorzio necessario fra la parte creditrice, il debitore diretto e il terzo pignorato (Cass., 18/05/2021, n. 13533);

nel caso, davanti al Tribunale non risulta integrato il litisconsorzio con i terzi pignorati di cui in parte narrativa;

spese al giudice del rinvio.

P.Q.M.

La Corte cassa la decisione impugnata e rinvia al Tribunale di Savona perché, in diversa composizione, pronunci anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 13 dicembre 2021

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