Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39367 del 10/12/2021

Cassazione civile sez. II, 10/12/2021, (ud. 14/07/2021, dep. 10/12/2021), n.39367

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ORILIA Lorenzo – Presidente –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14757-2017 proposto da:

M.A., rappresentato e difeso dall’avvocato MARIO

ROCCAFORTE, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

C.I.G., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

TARANTO 95 LOTTO D SC A 1.8, presso lo studio dell’avvocato DANIELA

COMPAGNO, rappresentato e difeso dall’avvocato GIOVANNI MOTOLESE,

giusta delega in atti;

– controricorrente –

nonché contro

P.M.P.L.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 52/2017 della CORTE D’APPELLO DI LECCE –

SEZIONE DISTACCATA DI TARANTO, depositata il 10/02/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14/07/2021 dal Consigliere Dott. CHIARA BESSO MARCHEIS.

 

Fatto

PREMESSO

CHE:

M.A. ricorre per cassazione avverso la sentenza 10 febbraio 2017 n. 52, con la quale la Corte d’appello di Lecce ha riformato la pronuncia del Tribunale di Taranto, che aveva condannato C.I.G. e P.M.P.L. a rimuovere la porzione del fabbricato di loro proprietà in quanto il corpo di fabbrica da essi realizzato in aderenza a quello preesistente violava la distanza tra costruzioni e le norme urbanistiche del comune.

C.I.G. resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

I. Il ricorso è articolato in due motivi.

1. Il primo motivo denuncia “nullità della sentenza per violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., nonché degli artt. 61,62 e 196 c.p.c. ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4”: la Corte d’appello, una volta ritenuto che le risposte del consulente tecnico d’ufficio ai quesiti formulati dal primo giudice fossero insufficienti ai fini del decidere, avrebbe dovuto disporre la rinnovazione o l’integrazione della consulenza tecnica, in quanto necessaria per pronunciarsi sulla domanda ai sensi dell’art. 112 c.p.c.

Il motivo è fondato. In primo grado il Tribunale di Taranto ha condannato C.I.G. e P.M.P.L. a rimuovere una porzione del loro fabbricato, in quanto violava le distanze tra costruzioni e le norme urbanistiche del comune. La Corte d’appello ha accolto il motivo di impugnazione di C. e P. che denunciava la mancata specificazione da parte del giudice di primo grado delle distanze legali da rispettare, distanze legali che non risultavano neppure dalla relazione del consulente tecnico d’ufficio. Il giudice d’appello, rilevato che il giudice di primo grado non aveva individuato o riferito quali fossero le distanze prescritte nella specie e la misura della rispettiva violazione, si è limitato a constatare che non poteva essere ordinata la rimessione in pristino e che la gravata sentenza andava riformata con rigetto della domanda.

La Corte d’appello è così venuta meno al proprio dovere di conoscere d’ufficio, in applicazione del principio iura novit curia, non solo le disposizioni di legge, ma anche “le prescrizioni dei piani regolatori generali e degli annessi regolamenti comunali edilizi che disciplinano le distanze nelle costruzioni” (così da ultimo Cass. 2661/2020), eventualmente disponendo la rinnovazione o l’integrazione della consulenza tecnica d’ufficio.

2. La fondatezza del primo motivo comporta l’assorbimento del secondo, che contesta “violazione e falsa applicazione degli artt. 873 c.c., L. n. 1150 del 1942, art. 41-quinquies nonché del D.M. n. 1444 del 1968, artt. 2 e 9 ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3”.

II. La sentenza impugnata va pertanto cassata in relazione al motivo accolto e la causa va rinviata alla Corte d’appello di Lecce; il giudice di rinvio provvederà anche in relazione alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo, assorbito il secondo motivo di ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Lecce, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale della sezione seconda civile, il 14 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2021

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