Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39338 del 10/12/2021

Cassazione civile sez. II, 10/12/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 10/12/2021), n.39338

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Felice – Presidente –

Dott. BELLINI Ubaldo – Consigliere –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rosanna – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 23069-2016 proposto da:

M.Z.I.V., V.K., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA A. VALLISNERI, 11, presso lo studio dell’avvocato CHIARA

PACIFICI, che li rappresenta e difende unitamente all’avvocato HANS

LUNGER;

– ricorrenti –

contro

CONDOMINIO (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G.

AVEZZANA N. 1, presso lo studio dell’avvocato ORNELLA MANFREDINI,

che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato CAROLA

BUONINCONTI;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 34/2016 della CORTE D’APPELLO SEZ.DIST. DI di

BOLZANO, depositata il 29/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/10/2021 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI;

udito l’Avvocato.

 

Fatto

RILEVATO

che:

V.K. e M.Z.i.V. hanno impugnato per cassazione la sentenza della Corte d’appello di Trento, Sezione Distaccata di Bolzano, pubblicata in data 29.2.2016, con ricorso notificato al Condominio (OMISSIS) in data 6.10.2016;

il Condominio (OMISSIS) non ha svolto attività difensiva; in prossimità dell’udienza, il ricorrente ha depositato memorie illustrative ed ha chiesto il rinvio a nuovo ruolo dell’udienza.

Diritto

RITENUTO

che:

la richiesta di rinvio avanzata dal ricorrente, motivata dall’impossibilità di comporre la lite con il condominio in quanto privo di amministratore, in seguito all’annullamento della delibera di conferma del precedente amministratore, non merita accoglimento;

la giurisprudenza di questa Corte è costante nell’affermare che, nei casi di revoca od annullamento della delibera di nomina dell’amministratore, l’amministratore continua ad esercitare legittimamente, fino all’avvenuta sostituzione, i poteri di rappresentanza, anche processuale, dei comproprietari, sul presupposto della presunzione di conformità alla volontà dei condomini e dell’interesse del condominio alla continuità dell’amministrazione (Cassazione civile sez. VI, 19/03/2019, n. 7699; Cassazione civile sez. II, 30/10/2012, n. 18660);

il ricorrente poteva sottoporre all’amministratore di condominio, revocato o non confermato dall’assemblea, le ipotesi transattive relative alla controversia in esame sicché la ragione del rinvio è priva di fondamento; il ricorso è inammissibile perché tardivamente proposto oltre sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, considerando la riduzione della sospensione feriale dei termini, per effetto della modifica introdotta dal D.L. n. 132 del 2014;

deve essere infatti considerata, al fine del calcolo del termine per l’impugnazione, la riduzione della durata del periodo di sospensione feriale, decorrente dal 1 al 31 agosto di ogni anno ai sensi della L. n. 741 del 1969, art. 1 nel testo modificato dal D.L. n. 132 del 2014, art. 16, comma 1, conv. con modif. dalla L. n. 162 del 2014;

detta normativa è immediatamente applicabile con decorrenza dall’anno 2015, in forza dell’art. 16, comma 1 dello stesso D.L., a nulla rilevando la data di introduzione del giudizio, in attuazione, peraltro, del principio “tempus regit actum (ex multis Cassazione civile sez. VI, 06/09/2017, n. 20866; Cass. 11758/2017; Cassazione civile sez. VI, 31/12/2020, n. 30053); il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile perché il termine per la notifica scadeva il 30.9.2016 ed il ricorso è stato notificato il 6.10.2016;

la memoria non offre elementi per mutare l’orientamento consolidato di questa Corte in materia di applicabilità del termine di sospensione feriale ai procedimenti introdotti nel 2015;

non deve provvedersi sulle spese, non avendo l’intimato svolto attività difensiva;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta Civile – 2 della Suprema Corte di cassazione, il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2021

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