Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39318 del 10/12/2021

Cassazione civile sez. trib., 10/12/2021, (ud. 24/11/2021, dep. 10/12/2021), n.39318

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRUCITTI Roberta – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. FRACANZANI Marcello – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Paolo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore, legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, ex lege,

dall’Avvocatura Generale dello Stato, ed elettivamente domiciliata

presso i suoi uffici, alla via dei Portoghesi, n. 12, in Roma;

– ricorrente –

contro

B.M. e B.G., rappresentati e difesi,

giusta procura speciale allegata in atti, dall’Avv.to Paola Beconi,

del Foro di Prato, ed elettivamente domiciliati presso lo studio

dell’Avv.to Ilaria Scatena, alla piazza Ara Coeli, n. 1, in Roma;

– controricorrenti –

la sentenza n. 71/2012/17 pronunciata dalla Commissione Tributaria

Regionale della Toscana il 2.4.2012, e pubblicata il 9.5.2012;

ascoltata la relazione svolta dal Consigliere Paolo Di Marzio;

la Corte osserva.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. L’Agenzia delle Entrate notificava alla B. Costruzioni Sas (poi B. Costruzioni Srl) atto impositivo relativo ad un maggior reddito accertato nella misura di Euro 680.000,00, in riferimento all’anno 2005. Erano pertanto notificati a B.G. e B.M., in quanto soci al 5% ed al 95%, i conseguenziali avvisi di accertamento relativi al reddito di partecipazione conseguito, rispettivamente recanti n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS).

2. I soci impugnavano gli atti impositivi innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale di Firenze, che riuniva i ricorsi e, rilevato che il ricorso proposto avverso l’avviso di accertamento di un maggior reddito societario era stato accolto dalla stessa CTP, in separato processo, annullava gli atti impositivi relativi ai redditi di partecipazione conseguiti dai soci.

3. L’Amministrazione finanziaria spiegava appello avverso la decisione sfavorevole conseguita in primo grado, innanzi alla Commissione Tributaria Regionale della Toscana, che rigettava il ricorso.

4. Avverso la decisione assunta dalla CTR di Firenze ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, affidandosi a due motivi di impugnazione. Resistono mediante controricorso i contribuenti, che hanno pure depositato successive memorie corredate da allegati.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Con il suo primo motivo di ricorso, introdotto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Ente impositore contesta la violazione o falsa applicazione dell’art. 2909 c.c., per avere il giudice dell’appello annullato gli avvisi di accertamento relativi al reddito di partecipazione conseguito dai soci di società di persone, sul solo presupposto dell’intervenuto annullamento dell’avviso di accertamento notificato alla società, disposto però con provvedimento non ancora divenuto definitivo.

2. Mediante il suo secondo strumento di impugnazione, proposto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, l’Amministrazione finanziaria censura la nullità della decisione adottata dalla CTR, per non essersi avvalsa dello strumento della sospensione necessaria del processo di cui all’art. 295 c.p.c., sebbene ne ricorressero i presupposti di legge.

3. Non sussistono le condizioni perché siano esaminati nel merito i motivi di ricorso proposti dalla ricorrente Agenzia delle Entrate.

I controricorrenti, infatti, hanno proposto a questa Corte istanza, completa di allegati, domandando la sospensione del giudizio fino al 10 giugno 2019, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 10, intendendo aderire alla definizione agevolata delle controversie. La loro richiesta è stata accolta con provvedimento collegiale del 18.1.2019.

3.1. I contribuenti hanno quindi depositato copia delle istanze di adesione alla normativa beneficiale, n. (OMISSIS) ( B.M.) e n. (OMISSIS) ( B.G.), conteggio degli oneri effettuato dall’Incaricato per la riscossione, e prova del pagamento della prima rata.

Entro il termine fissato dalla legge, il 31 luglio 2020 (D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 12), l’Agenzia delle Entrate non ha notificato il diniego della definizione, ed entro il termine del 31 dicembre 2020 (D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 13, prima parte) non è stata presentata alcuna istanza di trattazione del giudizio.

4. Il processo deve pertanto essere dichiarato estinto, a seguito dell’intervenuta cessazione della materia del contendere, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 13, come conv., e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 46.

Le spese del giudizio restano a carico della parte che le ha anticipate, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 13, ult. periodo.

La Corte.

P.Q.M.

dichiara estinto il giudizio introdotto dall’Agenzia delle Entrate, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, come conv., e dichiara cessata la materia del contendere.

Così deciso in Roma, il 24 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2021

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