Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3929 del 08/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 08/02/2022, (ud. 27/01/2022, dep. 08/02/2022), n.3929

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. ROSSI Raffaele – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 19364/15 R.G., proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura generale dello Stato che la rappresenta e difende ope

legis;

– Ricorrente –

contro

N.G.N. e C.R.;

– Intimati –

avverso la sentenza n. 775/52/15 della Commissione tributaria

regionale della Campania, depositata in data 26/1/2015, non

notificata;

Udita la relazione svolta dal consigliere D’Angiolella Rosita nella

Camera di Consiglio del 27 gennaio 2022.

 

Fatto

CONSIDERATO

che:

L’Agenzia delle entrate, Direzione provinciale II di Napoli, emise tre avvisi di accertamento nei confronti della società N. Gioielli s.a.s. di N.G.N. & C. (avviso di accertamento n. TF502AG04513/2012), di N.G.N., socio maggioritario, al 95% (avviso di accertamento n. TF501AG05677/2012), e di C.R., moglie di N.G.N. e socia per il restante 5% (avviso di accertamento n. TF501AG05661/2012), riprendendo a tassazione, per l’annualità 2008, maggiori imposte, ai fini Irpef e addizionali, oltre sanzioni ed interessi (v., parte relativa al “Fatto” della sentenza impugnata);

“parte contribuente” (v. sentenza impugnata, pagina 2) impugnò gli avvisi innanzi alla Commissione tributaria provinciale di Napoli che, con sentenza n. 462 del 31/07/2013, “resa nel costituito regolare contraddittorio tra le parti nel processo identificato con il n. RGR 5445/2012, al quale erano stati riuniti gli altri due, li rigettava e condannava i contribuenti alle spese processuali determinate in Euro 1.100,00” (così, ultimo capoverso della pagina 2, della parte espositiva in “Fatto” della sentenza impugnata).

“parte contribuente” propose appello innanzi alla Commissione tributaria regionale della Campania (v. sentenza impugnata pag. 3, lett. B);

dall’epigrafe della sentenza impugnata, n. 775/52/15, sono indicati, come appellanti, N.G.N. e C.R., ma non è riportata come appellante la società nei cui confronti venne emesso l’avviso di accertamento n. TF502AG04513/2012 (v. pagina 2 della sentenza impugnata, lett. a);

nella parte riguardante i “Motivi della decisione” della sentenza impugnata si dà atto che dagli stessi avvisi di accertamento risultava che la società N. Gioielli s.a.s. di N.G.N. & C., era cessata dalla data del (OMISSIS) e che “gli stessi soci della s.a.s. (…) si erano costituiti in s.r.l., quasi contestualmente alla cessazione nella medesima sede e con lo stesso oggetto sociale continuando senza interruzione l’attività commerciale”;

la CTR, con la sentenza impugnata, ha ritenuto che “parte contribuente” avesse fornito la prova che l’attività dei soci si riferiva agli stessi articoli rimasti invenduti nelle precedenti gestioni societarie e che si era inteso soltanto limitare la responsabilità dei soci nei limiti di cui all’art. 2462 c.c., dichiarando “la nullità degli accertamenti in epigrafe” (v. sentenza impugnata pag. 3);

avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate, affidato ad un unico motivo, con il quale si denuncia la violazione e falsa applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 92, comma 7, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3;

il ricorso è stato notificato, a mezzo posta, in data 27/07/2015, ai soci N.G.N. e C.R., rimasti intimati, ma non alla società contribuente;

l’emissione degli avvisi di accertamento nei confronti di soci e società, l’instaurazione del giudizio originario da parte di soci e società (così come dato atto nella motivazione dei giudici di appello sopra riportata), la proposizione dell’appello di “parte contribuente”, l’annullamento da parte della CTR degli “accertamenti in epigrafe”, ovvero di tutti e tre gli avvisi emessi nei confronti di soci e società, impone di verificare la regolarità del contraddittorio del giudizio di appello se, cioè, instaurato soltanto dai soci oppure anche la società, e quindi, se la società N. Gioielli s.a.s. di N.G.N. & C., poi trasformata in s.r.l., sia stata oppur no parte del giudizio di appello.

P.Q.M.

rinvio a nuovo ruolo per l’acquisizione del fascicolo d’ufficio.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Quinta Sezione civile, il 27 gennaio 2022.

Depositato in Cancelleria il 8 febbraio 2022

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