Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39284 del 10/12/2021

Cassazione civile sez. trib., 10/12/2021, (ud. 09/11/2021, dep. 10/12/2021), n.39284

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – rel. Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 22051/2015 R.G., proposto da:

T.M., rappresentata e difesa dall’avv.to Massimo

Basilavecchia, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma,

via Paolo Emilio, n. 34 presso lo studio dell’avv.to Quirino

D’Angelo;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e difende ope

legis;

– controricorrente –

Avverso la sentenza n. 163 della Commissione tributaria tegionale

dell’Abruzzo (di seguito, CTR), depositata in data 17/02/2015 e non

notificata;

udita la relazione svolta dal Consigliere Dott.ssa D’Angiolella

Rosita nella camera di consiglio del 9 novembre 2021.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1. Con la sentenza in epigrafe, la CTR dell’Abruzzo rigettava l’appello della contribuente, T.M., avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Chieti che, a sua volta, aveva rigettato il ricorso proposto dalla stessa avverso l’avviso di accertamento con il quale l’Ufficio aveva rideterminato per l’annualità 2008, ai fini IRPEF e relative addizionali, un maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato dal contribuente.

2. Avverso tale sentenza T.M. ha proposto ricorso per cassazione cui ha resistito con controricorso l’Agenzia delle entrate.

3. A ridosso dell’udienza camerale del 9 novembre 2021, la ricorrente ha depositato memoria contenente istanza di cessazione della materia del contendere a seguito di procedura di definizione agevolata, D.L. 22 ottobre 2016, n. 193, ex art. 6, come convertito, con modificazioni, dalla L. 1 dicembre 2016, n. 225. All’uopo ha allegato l’istanza di adesione alla definizione agevolata (all. 1) l’estratto di ruolo al 31/11/2016 (all. 2), la comunicazione di Equitalia recante l’accettazione dell’istanza di adesione (all. 3), le ricevute di pagamento delle 5 rate (all. 4).

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. La documentazione allegata all’istanza di cessazione della materia del contendere avanzata dalla contribuente T.M. (v. allegati n. 2-3-4) comprova la sussistenza della procedura di condono (cd. rottamazione delle cartelle) in pendenza dell’impugnazione dell’avviso di accertamento (OMISSIS), per l’anno 2008, oggetto della sentenza della CTR n. 163/2015, qui impugnata (R.G.N. 22051/15).

2. Con Istanza di cessazione della materia del contendere la contribuente ha, altresì, formalizzato la rinuncia al ricorso (D.L. n. 193 del 2016, art. 6, conv. con mod. in L. n. 225 del 2016 e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 44).

3. Per effetto di tali fatti, sopravvenuti al ricorso in cassazione intentato dalla T., viene a mancare l’interesse della ricorrente alla prosecuzione del giudizio in cassazione, né, d’altro canto, l’Agenzia delle entrate – controricorrente – risulta aver formulato pretese contrapposte.

4. Sul punto, il Collegio fa proprio l’indirizzo della giurisprudenza di questa Corte secondo cui quando nel corso del giudizio di legittimità intervenga un fatto che determini il venir meno dell’interesse per il quale si era azionata la lite, è ravvisabile una causa di inammissibilità del ricorso, sia pure sopravvenuta, idonea a consentire, ai sensi dell’art. 372 c.p.c., la produzione dei documenti che ne comprovi la sussistenza. E ciò, per effetto dell’evidente ed attuale insussistenza di ogni interesse della parte ricorrente ad una pronuncia sul merito dell’impugnazione (cfr. Sez. 5, 11/06/2004, n. 11176), così come, peraltro, dalla stessa parte assunto nella memoria del 24 settembre 2021.

5. Le spese del presente giudizio vengono interamente compensate tra le parti, tenuto conto della sopravvenienza del condono e della rinuncia al ricorso della ricorrente.

6. Non sussistono i presupposti per imporre alla ricorrente il pagamento del cd. “doppio contributo unificato” (Sez. 5, 07/12/2018, n. 31732).

P.Q.M.

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza dell’interesse all’impugnazione. Spese compensate.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Quinta sezione civile, il 9 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA