Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39267 del 10/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 10/12/2021, (ud. 03/11/2021, dep. 10/12/2021), n.39267

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco M. – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – rel. Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 1121/2021 proposto da:

L.R.V., elettivamente domiciliata in ROMA, presso la

CANCELLERIA della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato DANIELA LA RUNA;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI SIRACUSA, elettivamente domiciliato in ROMA, presso la

CANCELLERIA della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato ALDO BURGIO;

– controricorrente-

avverso la sentenza n. 888/2020 della CORTE D’APPELLO DI CATANIA,

depositata il 28/05/2020;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 03/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. Marco

DELL’UTRI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

con sentenza resa in data 28/5/2020 (n. 888/2020), la Corte d’appello di Siracusa ha confermato la decisione con la quale il giudice di primo grado ha rigettato la domanda proposta da L.R.V. per la condanna del Comune di Siracusa al risarcimento dei danni subiti dall’attrice a seguito di una caduta in cui la stessa era incorsa nel transitare sul marciapiede di una strada comunale;

a fondamento della decisione assunta, la corte territoriale ha rilevato l’infondatezza della domanda proposta dall’attrice, non avendo la stessa fornito la prova che il fatto dannoso si fosse verificato secondo la descrizione dalla stessa fornita in sede giudiziale, e dovendo, in ogni caso, ritenersi configurabile, nella fattispecie, l’incidenza di un caso fortuito, idoneo a interrompere alcun nesso di casualità tra l’uso della strada comunale e i danni denunciati dall’attrice;

avverso la sentenza d’appello, L.R.V. propone ricorso per cassazione sulla base di due motivi di impugnazione;

il Comune di Siracusa resiste con controricorso;

a seguito della fissazione della Camera di consiglio, la causa è stata trattenuta in decisione all’odierna adunanza camerale, sulla proposta di definizione del relatore emessa ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

con i due motivi d’impugnazione proposti, la ricorrente censura la sentenza impugnata per omesso esame di fatti decisivi controversi, nonché per violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., degli artt. 2697, 2051 e 2043 c.c., e del D.M. n. 236 del 1989, artt. 4.2.1. e 4.2.2. (in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3), per avere la corte territoriale omesso di tener conto, nella valutazione degli elementi istruttori sottoposti al suo esame, della documentazione fotografica prodotta agli atti del giudizio riproducente lo stato dei luoghi e la condizione del marciapiede (chiaramente intriso di sedimento scuro) all’indomani dell’accadimento, nonché per aver erroneamente escluso che il complesso degli elementi di prova acquisiti agli atti del giudizio fossero valsi a comprovare in maniera incontrovertibile la responsabilità del Comune nella manutenzione della strada comunale nell’occasione percorsa dall’odierna ricorrente, al punto da indurre la verificazione del fatto dannoso denunciato in questa sede;

entrambi i motivi – congiuntamente esaminabili per ragioni di connessione – sono inammissibili;

al riguardo, osserva il Collegio come, attraverso le censure indicate (sotto entrambi i profili di cui all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5), la ricorrente si sia sostanzialmente spinta a sollecitare la corte di legittimità a procedere a una rilettura nel merito degli elementi di prova acquisiti nel corso del processo, in contrasto con i limiti del giudizio di cassazione e con gli stessi limiti previsti dall’art. 360 c.p.c., n. 5 (nuovo testo) sul piano dei vizi rilevanti della motivazione;

in particolare, sotto il profilo della violazione di legge, la ricorrente risulta aver prospettato le proprie doglianze attraverso la denuncia di un’errata ricognizione della fattispecie concreta, e non già della fattispecie astratta prevista dalle norme di legge richiamate (operazione come tale estranea al paradigma del vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 3), neppure coinvolgendo, la prospettazione critica della ricorrente, l’eventuale falsa applicazione delle norme richiamate sotto il profilo dell’erronea sussunzione giuridica di un fatto in sé incontroverso, insistendo propriamente la stessa nella prospettazione di una diversa ricostruzione dei fatti di causa, rispetto a quanto operato dal giudice a quo;

nel caso di specie, al di là del formale richiamo, contenuto nell’epigrafe del secondo motivo d’impugnazione in esame, al vizio di violazione e falsa applicazione di legge, l’ubi consistam delle censure sollevate dall’odierna ricorrente deve piuttosto individuarsi nella negata congruità dell’interpretazione fornita dalla corte territoriale del contenuto rappresentativo degli elementi di prova complessivamente acquisiti e dei fatti di causa;

si tratta, come appare manifesto, di un’argomentazione critica con evidenza diretta a censurare una (tipica) erronea ricognizione della fattispecie concreta, di necessità mediata dalla contestata valutazione delle risultanze probatorie di causa; e pertanto di una tipica censura diretta a denunciare il vizio di motivazione in cui sarebbe incorso il provvedimento impugnato;

ciò posto, il motivo d’impugnazione così formulato deve ritenersi inammissibile, non essendo consentito alla parte censurare come violazione di norma di diritto, e non come vizio di motivazione, un errore in cui si assume che sia incorso il giudice di merito nella ricostruzione di un fatto giuridicamente rilevante, sul quale la sentenza doveva pronunciarsi, non potendo ritenersi neppure soddisfatti i requisiti minimi previsti dall’art. 360 c.p.c., n. 5, ai fini del controllo della legittimità della motivazione nella prospettiva dell’omesso esame di fatti decisivi controversi tra le parti;

a tale ultimo riguardo (così pervenendo all’esame del primo motivo di impugnazione, riferito al preteso vizio di cui all’art. 360 c.p.c., n. 5), è appena il caso di sottolineare come detto vizio possa ritenersi denunciabile per cassazione, unicamente là dove attenga all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito sicuramente diverso della controversia);

sul punto, nel rigoroso rispetto delle previsioni degli artt. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e dell’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il fatto storico, il cui esame sia stato omesso, il dato, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il come e il quando tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua decisività, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sé, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (cfr. Sez. 2, Ordinanza n. 27415 del 29/10/2018, Rv. 651028 – 01);

pertanto, dovendo dunque ritenersi definitivamente confermato il principio, già del tutto consolidato, secondo cui non è consentito richiamare la corte di legittimità al riesame del merito della causa, le odierne doglianze della ricorrente devono ritenersi inammissibili, siccome dirette a censurare, non già l’omissione rilevante ai fini del citato art. 360 c.p.c., n. 5, bensì la congruità del complessivo risultato della valutazione operata nella sentenza impugnata con riguardo all’intero materiale probatorio, che, viceversa, il giudice a quo risulta aver elaborato in modo completo ed esauriente, sulla scorta di un discorso giustificativo dotato di adeguata coerenza logica e linearità argomentativa, senza incorrere in alcuno dei gravi vizi d’indole logico-giuridica unicamente rilevanti in questa sede;

sulla base di tali premesse, dev’essere formalmente rilevata l’inammissibilità del ricorso, con la conseguente condanna della ricorrente al rimborso, in favore del Comune controricorrente, delle spese del presente giudizio secondo la liquidazione di cui al dispositivo, oltre all’attestazione della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al rimborso, in favore del controricorrente, delle spese del presente giudizio, liquidate in complessivi Euro 2.300,00, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15%, agli esborsi liquidati in Euro 200,00, e agli accessori come per legge.

Dichiara la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile – 3, della Corte Suprema di Cassazione, il 3 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA