Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39240 del 10/12/2021

Cassazione civile sez. III, 10/12/2021, (ud. 21/06/2021, dep. 10/12/2021), n.39240

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. VALLE Cristian – rel. Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 24698/2018 proposto da:

B.S., in proprio, anche quale erede di M.L., e

nella qualità di legale rappresentante della Fib S.r.l.,

elettivamente domiciliato in Roma, alla via Michele Mercati n. 38,

presso lo studio dell’avvocato Di Cencio Marco, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato Pilloni Francesco;

– ricorrente –

contro

Intesa San Paolo S.p.a., in persona del legale rappresentante in

carica, elettivamente domiciliato in Roma alla via Francesco Denza

n. 50-a, presso lo studio dell’avvocato Laurenti Nicola, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato Bassu Filippo;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 78/2018 della CORTE d’APPELLO di CAGLIARI

(SEZ. DIST. di SASSARI), depositata il 20/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

21/06/2021 dal Consigliere relatore Dott. Cristiano Valle, osserva

quanto segue.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

A seguito di una complessa operazione di finanziamento (realizzata mediante un contratto in data 04/01/2008, di finanziamento di quattro milioni di Euro da parte della Banca Credito Industriale Sardo in favore di Sami Service s.r.l. – controllata al 100% da Autoricambi Torres S.r.l. – e contratto del 23/04/2007, di mutuo fondiario di pari importo in favore di Autoricambi Torres s.r.l., da Banca Credito Industriale Sardo; in entrambi con intervento quale terza datrice di ipoteca di FIB S.r.l. di B.S. e C. s.a.s. e quali fideiussori di M.L. e B.S.) e del mancato rimborso delle rate, la banca erogatrice, ora incorporata dalla Banca Intesa San Paolo S.p.a., sulla base del contratto di mutuo fondiario, costituente titolo esecutivo, intimò precetto alla terza datrice di ipoteca, FIB S.r.l., ed ai fideiussori M.L. e B.S..

I fideiussori proposero opposizione dinanzi al Tribunale di Sassari e chiesero, altresì, la risoluzione dei contratti di finanziamento per inadempimento della Banca.

Il Tribunale di Sassari accolse l’opposizione (dichiarando il difetto di legittimazione dei coniugi sulla domanda di risoluzione dei contratti di mutuo) per inadempimento della mutuante.

La Corte d’Appello di Cagliari, (Sezione Distaccata di Sassari) adita dalla Banca Intesa San Paolo S.p.a., ha, con sentenza n. 78 del 20/02/2018, riformato la decisione del primo giudice, ritenendo insussistente l’inadempimento della parte mutuante.

Avverso la sentenza della Corte di Appello ricorre, con atto affidato a due motivi, B.S., quale erede della moglie M.L., deceduta nel (OMISSIS), e quale legale rappresentante della FIB S.r.l.

Banca Intesa San Paolo S.p.a. resiste con controricorso.

Il P.G. ha presentato conclusioni scritte nelle quali ha chiesto il rigetto del ricorso.

Non sono state depositate memorie.

All’udienza del 21 giugno 2021, svoltasi con le modalità di cui al D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 9, convertito, con modificazioni, dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176, il Collegio, sulle conclusioni scritte del Procuratore Generale, ha trattenuto il ricorso in decisione.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

I due motivi del ricorso di B.S. censurano come segue la sentenza della Corte d’Appello:

il primo mezzo deduce nullità della sentenza o del procedimento, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per violazione degli artt. 112 e 167 c.p.c. e art. 1460 c.c. per avere qualificato mera difesa l’eccezione di inadempimento formulata tardivamente dalla banca;

il secondo motivo deduce vizio di omesso esame di un fatto decisivo, art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, consistente nella nullità del contratto di finanziamento del 07/02/2007, in quanto privo di sottoscrizione.

Deve, preliminarmente rilevarsi che il contraddittorio non è integro fin dal primo grado di giudizio con la debitrice principale Autoricambi Torres S.r.l., benché si tratti di precetto intimato (anche) a terza datrice di ipoteca.

Il Collegio rileva che la vicenda che viene in scrutinio è analoga ad altre, di recente trattate, quale quella di cui al ricorso n. 28549 del 2017 – e di cui all’ordinanza n. 05256 del 25/02/2021 – nonché quelle decise da Cass. n. 18112 del 2020 e n. 12970 del 2020.

Anche nel caso qui all’esame, come in quelli ora richiamati, la debitrice principale, nella specie la Autoricambi Torres S.r.l., non è stata parte delle fasi di merito, o, quantomeno, ciò non risulta dalla sentenza impugnata, né è stata evocata in questa fase di legittimità, come risulta dalle relate delle notifiche del ricorso e del controricorso.

Nell’ordinanza n. 05256 del 2021 la Corte ha affermato quanto segue:

“La debitrice diretta della esecutante CAF S.p.a., ovvero la Coop. Edilizia Girasole in L. c. a., parte necessaria” non è mai stata evocata in giudizio.

Come di recente riaffermato da questa Corte, in sede di espropriazione promossa dal creditore contro il terzo proprietario, nei casi e modi di cui agli artt. 602 c.p.c. e ss., sono parti tanto il terzo assoggettato all’espropriazione, quanto il debitore (sebbene, come ben chiarito recentemente da Cass. n. 10808 del 2020, il debitore diretto si trovi in una situazione peculiare: egli non è legittimato passivo dell’azione esecutiva, ma resta parte necessaria del procedimento esecutivo, cui partecipa a titolo diverso da quello del terzo proprietario, e in tale veste dev’essere sentito ogni volta che le norme regolatrici del procedimento prevedano questa garanzia nei suoi confronti. Inoltre, essendo parte necessaria nel procedimento esecutivo, pur con le indicate peculiarità, nel giudizio di opposizione all’esecuzione promosso contro il creditore procedente dal terzo assoggettato all’esecuzione, il debitore, assieme al creditore, assume la veste di legittimo e necessario contraddittore, quale soggetto nei cui confronti l’accertamento della ricorrenza o meno dell’azione esecutiva contro il terzo è destinato a produrre effetti immediati e diretti; ne consegue che le sentenze rese in un giudizio di opposizione all’esecuzione promossa nei confronti di beni del terzo in cui non sia stato evocato in causa anche il debitore necessario sono “inutiliter datae” e tale nullità, ove non rilevata dai giudici di merito, va rilevata d’ufficio dal giudice di legittimità, con remissione della causa al giudice di primo grado (Cass. n. 4763 del 2019; Cass. n. 6546 del 2011).

Quando risulta integrata la violazione delle norme sul litisconsorzio necessario, non rilevata né dal giudice di primo grado, che non ha disposto l’integrazione del contraddittorio, né da quello di appello, che non ha provveduto a rimettere la causa al primo giudice ai sensi dell’art. 354 c.p.c., comma 1, resta viziato l’intero processo e s’impone, in sede di giudizio di cassazione, l’annullamento, anche d’ufficio, delle pronunce emesse ed il conseguente rinvio della causa al giudice di prime cure, a norma dell’art. 383 c.p.c., comma 3, (tra le ultime, Cass. n. 6644/2018 e Cass. n. 23315/ 2020).

La gravata sentenza – con travolgimento anche di quella appellata, per il riscontrato vizio originario di contraddittorio con un litisconsorte indefettibile – va pertanto cassata, con rinvio al giudice di primo grado, in persona di diverso giudicante, ex art. 383 c.p.c., comma 3, affinché esamini la domanda nel contraddittorio anche con il debitore principale, illegittimamente pretermesso nei gradi di merito, provvedendo pure sulle spese dell’intero giudizio, alla stregua dell’effettiva condotta di tutte le parti.”.

Il Collegio condivide detta pronuncia e intende darvi seguito, anche al fine di evitare il contrasto di giudicati e, comunque, per consentire il pieno dispiegamento dell’attività difensiva.

In adesione alla predetta giurisprudenza deve, pertanto, cassarsi la sentenza impugnata e rimettersi la causa al giudice di primo grado del Tribunale di Sassari, in persona di diverso magistrato, affinché esamini la domanda nel contraddittorio anche con la debitrice principale, Autoricambi Torres S.r.l., illegittimamente pretermessa nei gradi di merito, provvedendo pure sulle spese dell’intero giudizio, alla stregua dell’effettiva condotta di tutte le parti.

Il ricorso non è stato rigettato non sussistono quindi i presupposti per applicare il D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, in tema di contributo unificato per i gradi o i giudizi di impugnazione.

P.Q.M.

Pronunciando sul ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Sassari, in persona di diverso magistrato, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di Cassazione sezione terza civile, il 21 giugno 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 dicembre 2021

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