Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3923 del 18/02/2010

Cassazione civile sez. II, 18/02/2010, (ud. 17/12/2009, dep. 18/02/2010), n.3923

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ELEFANTE Antonino – Presidente –

Dott. MENSITIERI Alfredo – rel. Consigliere –

Dott. MALZONE Ennio – Consigliere –

Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere –

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

MINISTERO POLITICHE AGRICOLE in persona del Ministro pro tempore,

AGEA AGENZIA EROGAZIONI AGRICOLTURA in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA

DEI PORTOGHESI 12, presso AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li

rappresenta e difende ope legis;

– ricorrente –

e contro

DELTAFINA SPA, M.M., F.P.;

– intimati –

e sul ricorso n. 26788/2005 proposto da:

F.P., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GUIDUBALDO

DEL MONTE 61, presso lo studio dell’avvocato AMATO GIUSEPPE ROMANO,

che lo rappresenta e difende;

– controricorrente ricorrente incidentale –

e contro

MIN. POLITICHE AGRICOLE, AGEA AGEN EROGAZIONI AGRICOLTURA;

– intimati –

e sul ricorso n. 26789/2005 proposto da:

M.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

GUIDUBALDO DEL MONTE 61, presso lo studio dell’avvocato AMATO

GIUSEPPE ROMANO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

e contro

MINISTERO POLITICHE AGRICOLE, AGEA AGEN EROGAZIONI AGRICOLTURA;

– intimati –

e sul ricorso n. 26790/2005 proposto da:

DELTAFINA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore dott.

O.A. elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GUIDUBALDO

DEL MONTE 61, presso lo studio dell’avvocato AMATO GIUSEPPE ROMANO,

che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

e contro

MINISTERO POLITICHE AGRICOLE, AGEA AGEN. EROGAZIONI AGRICOLTURA;

– intimati –

avverso la sentenza n. 746/2005 del TRIBUNALE di LECCE, depositata il

18/04/2005;

udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del

17/12/2009 dal Consigliere Dott. MENSITIERI Alfredo;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PRATIS Pierfelice che ha concluso per l’accoglimento 1 motivo,

assorbiti gli altri motivi del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e l’A.G.E.A. hanno proposto ricorso per Cassazione, affidato a quattro censure, avverso la sentenza 18 aprile 2005 con la quale il Tribunale di Lecce, in veste monocratica, ritenutosi territorialmente competente, nella contumacia dell’A.G.E.A., in accoglimento delle proposte opposizioni, ha annullato le ordinanze ingiunzione n.ri 362 e 363, di identico tenore, emesse nei confronti della Deltafina spa, con sede in (OMISSIS), di M.M., vice – presidente e di F. P., consigliere di detta societa’, per indebita percezione di aiuti comunitari per la trasformazione del tabacco greggio per l’importo di L. 766.362.500 relativamente all’anno 1991, con intimazione di pagamento di sanzione amministrativa pecuniaria di pari importo, compensando altresi’ interamente tra le parti le spese di lite. Cio’ stante la mancata notifica ad alcuno dei tre soggetti destinatari delle sanzioni del verbale di contestazione previsto dalla L. n. 689 del 1981, artt. 13 e 14 tale non potendo ritenersi il rapporto informativo del 7 marzo 1996 predisposto dalla Guardia di Finanza di Lecce (tra l’altro non notificato ne’ al M. in proprio, ne’ alla societa’ La Deltafina), sia perche’ non evidenziante alcun elemento che consentisse di individuare una specifica responsabilita’ del M. e del F., sia in quanto esso non consentiva di appurare sulla base di quali dichiarazioni, elementi e circostanze concrete i militari avevano stabilito una diversa quantificazione del tabacco conferito in concreto rispetto a quello risultante dalla documentazione contabile.

Resistono gli intimati con tre distinti controricorsi di identico contenuto.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo si denunzia, in riferimento all’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione della L. n. 689 del 1981, art. 22.

Reputano i ricorrenti che l’opposizione, ai sensi della richiamata norma, avrebbe dovuto esser proposta dinanzi al Tribunale di Orvieto, sede della societa’ Deltafina e luogo in cui era stato percepito l’aiuto illegittimamente riscosso.

Il primo motivo del ricorso e’ fondato e assorbente.

Secondo la giurisprudenza di questa Corte, in realta’, nella disciplina di cui alla L. n. 689 del 1981. per luogo in cui e’ stata commessa l’infrazione – in base al quale si radicano sia la competenza dell’autorita’ amministrativa cui spetta di emettere il provvedimento sanzionatorio (art. 17), nel luogo della commissione dalla violazione, sia quella del giudice della opposizione allo stesso (art. 22) – deve intendersi quello in cui l’infrazione e stata accertata, purche’ sussista la competenza territoriale degli organi accertatori (Cass., sez. 3A, 18 febbraio 2000, n. 1876).

Tuttavia, ai fini dell’individuazione della competenza territoriale dell’autorita’ che emette l’ordinanza – ingiunzione, il criterio del luogo dell’accertamento della violazione, dedotto dal predetto orientamento giurisprudenziale dal sistema, non si sostituisce al criterio del luogo della commissione della violazione, emergente dalla lettera della legge (L. n. 689 del 1981, art. 17), ma lo presuppone (Cass., sez. 3A, 4 agosto 2000, n. 10243). Sicche’, “ai fini della individuazione dell’autorita’ amministrativa e del giudice rispettivamente competenti, ai sensi della L. 24 novembre 1981, n. 689, ad irrogare la sanzione (art. 17) e a decidere sulla conseguente opposizione (art. 22), il luogo della commissione dell’illecito e’ da reputarsi coincidente con il luogo dell’accertamento in relazione al presumibile perfezionarsi dell’infrazione nel posto in cui ne vengano acclarati gli elementi costitutivi, ovvero venga constatata parte della condotta attiva o passiva del trasgressore in se’ idonea ad integrare contegno sanzionabile”. Ma l’operativita’ di questa presunzione “deve tuttavia essere esclusa, per assenza della base logica su cui riposa, quando la stessa imputazione indichi un luogo della commissione del fatto diverso da quello dell’accertamento, relegando questo a mero luogo del reperimento delle prove di un illecito commesso altrove” (Cass. sez. 1A, n. 10917/2003, id. n. 18075/2004).

Nel caso in esame risulta che l’illecito fu commesso in (OMISSIS), sede della societa’ Deltafina e luogo in cui la stessa ha indebitamente percepito l’aiuto comunitario. Sicche’, non essendovi coincidenza tra luogo dell’accertamento e luogo della commissione dell’illecito, deve essere riconosciuta la competenza per territorio del Tribunale di Orvieto, nella cui circoscrizione l’illecito fu commesso.

La sentenza impugnata va pertanto cassata, essendo competente per territorio il Tribunale di Orvieto al quale va rimessa la causa anche per la determinazione delle spese del giudizio di cassazione.

Oltre agli altri motivi di ricorso restano assorbite anche le richieste in via incidentale dei controricorrenti erroneamente rubricate come autonomi ricorsi.

P.Q.M.

LA CORTE In accoglimento del primo motivo del ricorso, assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata, e rinvia la causa, anche per le spese di questo giudiziosi Tribunale di Orvieto.

Così deciso in Roma, il 17 dicembre 2009.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2010

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