Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39139 del 09/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/12/2021, (ud. 16/09/2021, dep. 09/12/2021), n.39139

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Mauro – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 12696/2020 R.G., proposto da:

l’Agenzia delle Entrate, con sede in Roma, in persona del Direttore

Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, con sede in Roma, ove per legge domiciliata;

– ricorrente –

contro

C.G.;

– intimato –

e nei confronti di

la “Riscossione Sicilia S.p.A.” (già “SERIT SICILIA S.p.A.”), con

sede in Messina, in persona del presidente del consiglio di

amministrazione pro tempore;

– intimata –

avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale

della Sicilia il 7 novembre 2019 n. 6363/16/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16 settembre 2021 dal Dott. Lo Sardo Giuseppe.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia il 7 novembre 2019 n. 6363/16/2019, che, in controversia su impugnazione di cartella di pagamento per IRPEF ed IVA relative all’anno 2006, ha rigettato l’appello proposto dalla medesima nei confronti di C.G. e della “Riscossione Sicilia S.p.A.” (già “SERIT SICILIA S.p.A.”) avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Messina il 28 giugno 2011 n. 577/01/2011, con compensazione delle spese qiudiziali. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione di prime cure sul presupposto che il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 15-ter, quale introdotto dal D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, art. 3, non consentisse la decadenza del contribuente dal beneficio della rateazione dell’importo dovuto in forza della cartella di pagamento in caso di ritardato pagamento della prima rata. C.G. e la “Riscossione Sicilia S.p.A.” (già “SERIT SICILIA S.p.A.”) sono rimasti intimati. Ritenuta la sussistenza delle condizioni per definire il ricorso con il procedimento ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., la proposta redatta dal relatore designato è stata notificata al difensore delle parte costituita con il decreto di fissazione dell’adunanza della Corte.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

Con unico motivo, si denuncia nullità della sentenza impugnata per violazione e/o falsa applicazione del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, art. 3, il quale ha introdotto il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 15-ter, nonché del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 15, comma 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per aver erroneamente ritenuto che il beneficio del “lieve inadempimento” fosse applicabile ex tunc ad una fattispecie relativa all’anno di imposta 2006.

Ritenuto che:

1. Il motivo è fondato.

1.1 Secondo la giurisprudenza di questa Corte, il D.P.R. n. 29 settembre 1973, n. 602l’art. 15-ter del, quale introdotto dall’art. 3 del D.Lgs. n. 24 settembre 2015 n. 159 (in vigore dal 22 ottobre 2015) – a cui tenore: “In caso di rateazione ai sensi del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 462, art. 3-bis, il mancato pagamento della prima rata entro il termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione, ovvero di una delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e l’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni in misura piena” – non è applicabile retroattivamente ad anni di imposta pregressi, come si evince dalla disposizione transitoria dettata dal D.Lgs. n. 24 settembre 2015, n. 159, art. 15, comma 4, (in termini: Cass., Sez. 5, 6 maggio 2016, n. 9176; Cass., Sez. 6″-5, 4 giugno 2018, n. 14279; Cas., Sez. 6-5, 1 dicembre 2020, n. 27440).

1.2 Nella specie, il giudice di appello ha palesemente contravvenuto a tale principio, facendo applicazione del beneficio del “lieve inadempimento” a fattispecie di rateazione relativa ad imposte dovute per l’anno 2006, nonostante la difforme previsione del D.Lgs. 24 settembre 2015, n. 159, art. 15, comma 4.

3. Stante la fondatezza del motivo dedotto, il ricorso può trovare accoglimento e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, effettuata da remoto, il 16 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 dicembre 2021

 

 

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