Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39110 del 09/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/12/2021, (ud. 06/10/2021, dep. 09/12/2021), n.39110

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCIOTTI Lucio – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 31140-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrenti –

contro

M.M.T.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 4550/13/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della SICILIA, depositata il 22/10/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 06/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. MARIA ENZA

LA TORRE.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

L’Agenzia elle entrate ricorre per la cassazione della Commissione tributaria regionale della Sicilia, n. 4550/13/2018 dep. 22 ottobre 2018. Il contenzioso ha origine dall’impugnazione da parte di M.M.T. del silenzio rifiuto sull’istanza di rimborso Irpef anno 2004, per l’indebita tassazione del contributo all’autoimpiego, erogato dalla regione siciliana ai sensi della L.R. n. 3 del 1998 (Disposizioni in materia di lavori socialmente utili formazione dell’auto impiego e interventi per l’occupazione), ex art. 2.

La Commissione tributaria provinciale di Catania aveva accolto il ricorso; la CTR, ha confermato la decisione di primo grado, in base alla normativa di riferimento, emanata da Regione a statuto speciale, che espressamente richiama la L. n. 17 del 2004, esentando espressamente da tassazione “gli aiuti elargiti a favore di una particolare categoria di lavoratori precari”.

La contribuente è rimasta intimata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con l’unico motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce violazione di legge (art. 47 T.U.I.R., comma 1, lett. c) – oggi art. 50 – T.U.I.R. e D.P.R. n. 600 del 1973, art. 24 e L.R. Sicilia n. 3 del 1998, art. 2; LR Sicilia n. 17 del 2004, art. 76, stante l’assimilazione al reddito da lavoro dipendente delle somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio, assegno o altro sussidio per fini di studio o addestramento professionale a beneficiario non legato da lavoro dipendente; e la tassatività delle esenzioni fiscali (L. n. 476 del 1984, ex art. 4) fra le quali non rientra il contributo in questione. Richiama Corte Cost. n. 197 del 2007.

2. Il ricorso va respinto.

3. Occorre premettere che la L.R. Sicilia 23 gennaio 1998, art. 2, recante “Disposizioni in materia di lavori socialmente utili, formazione all’autoimpiego ed interventi per l’occupazione”, prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto ai soggetti impiegati nei progetti di utilità collettiva della regione, al fine di favorirne, tramite una adeguata formazione professionale, l’inserimento nel mondo del lavoro. I finanziamenti in questione sono stati corrisposti dalla regione Sicilia sulla base di progetti di formazione presentati dai lavoratori ed erogati a titolo di indennità per l’attività formativa svolta, per il sostenimento dei costi di acquisto di strumenti materiali e immateriali utili all’attività formativa, nonché per la copertura dei costi necessari allo svolgimento delle attività formative stesse.

3. Ciò premesso, l’art. 47, lett. c)” del testo unico delle imposte sui redditi (approvato con D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) stabilisce l’assimilazione al reddito di lavoro dipendente delle “somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il soggetto beneficiario non è legato da rapporto di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante…”.

Tale interpretazione, contenuta anche nella circolare 23 dicembre 1997, n. 326, dell’Agenzia delle entrate, e avvalorata dall’Atto della Camera dei deputati del 4 febbraio 2003 nella seduta n. 258, allegato B, in risposta all’Interrogazione 4-01135, che ha confermato il regime di assoggettabilità a tassazione delle erogazioni previste dalla L.R. Sicilia n. 3 del 1998, art. 2, rientranti nella previsione generale del testo unico delle imposte sui redditi, art. 47, lett. c), è stata confermata dalla giurisprudenza di questa Corte (Cass. n. 2427 del 2017, n. 6480 del 2014; v. anche n. 19273 del 2004) che ha statuito che in materia di IRPEF, il contributo erogato dalla regione Sicilia, per gli anni antecedenti al 2004, per progetti di formazione all’autoimpiego deve essere assimilato, ai fini della determinazione del reddito imponibile e della soggezione alla relativa tassazione, a quelli di lavoro dipendente secondo la generale previsione del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 47 (ora art. 50), non esistendo, all’epoca, alcuna norma dispositiva in senso diverso, o che ne giustificasse la riconducibilità ad una esenzione.

4. Successivamente, però, le menzionate erogazioni sono state esentate dall’Irpef dalla L.R. Sicilia 28 dicembre 2004, n. 17, art. 76.

La L.R. 28 dicembre 2004, n. 17, art. 76, ha disposto che “I contributi corrisposti ai sensi della L.R. 23 gennaio 1998, n. 3, art. 2, sono da intendersi aiuti nell’ambito della formazione all’autoimpiego rivolta a soggetti disoccupati ed assimilabili alle borse di studio di cui alla L. 13 agosto 1984, n. 476, art. 4”.

La L. 13 agosto 1984, n. 476 (Norme in materia di borse di studio e dottorato di ricerca nelle Università), art. 4, prevede infatti che “Sono esenti dall’imposta locale sui redditi e da quella sul reddito delle persone fisiche le borse di studio di cui …”.

Non v’e’ dubbio che il legislatore regionale, con tale specifico rinvio ad una norma che riguarda esclusivamente esenzioni tributarie delle borse di studio ivi contemplate, abbia voluto creare una analoga esenzione tributaria per i contributi erogati a termini della L.R. n. 3 del 1998, art. 2, assimilandoli, a tale fine, a tali borse di studio.

la norma non è stata oggetto di censure di costituzionalità da parte del Commissariato dello Stato per la Regione siciliana, ed è entrata in vigore insieme alle altre norme della L.R. n. 17 del 2004.

5. A fronte del disposto della L.R. Siciliana n. 17 del 2004, art. 76, pertanto, non è ammissibile ritenere ancora operativo l’indirizzo correttamente espresso, in via generale, con riferimento ad un diverso quadro normativo, dal momento che esiste una specifica esenzione che, per i contributi in questione, rende non applicabile nella Regione siciliana la previsione di cui all’art. 50 (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, ex art. 47), comma 1, lett. c), e successive modifiche ed integrazioni (Testo unico delle imposte sui redditi).

Per l’anno in questione quindi (anno 2004) l’erogazione di cui è causa non andava sottoposta a tassazione, in base alla L.R. Sicilia n. 17 del 2004, art. 76, che ha esentato le menzionate erogazioni dall’Irpef, con carattere innovativo per il trattamento fiscale dei suddetti contributi, destinato ad esplicare i suoi effetti solo dalla entrata in vigore della indicata legge (cfr. Corte Cost. n. 43 del 2014; v. Cass. n. 21619/2020). Alla luce di quanto sopra, risultano, quindi, infondate le censure rivolte dall’Ufficio nei confronti della sentenza pronunciata dalla CTR, posto che il caso che occupa concerne l’erogazione del contributo regionale in epoca (2004) coeva all’entrata in vigore della L.R. Sicilia n. 17 del 2004 e da essa disciplinata.

6. Il ricorso va conclusivamente respinto.

7. Nulla sulle spese, in ragione della mancata costituzione della contribuente.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 6 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 dicembre 2021

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