Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 39089 del 09/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 09/12/2021, (ud. 03/11/2021, dep. 09/12/2021), n.39089

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15129-2021 proposto da:

FU.LE., F.L., quali eredi di

B.V., F.G., FU.LI., quali eredi di

B.E., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA F. CONFALONIERI 5,

presso lo studio dell’avvocato ANDREA MANZI, rappresentati e difesi

dall’avvocato RAFFAELLA RAMPAZZO;

– ricorrenti –

contro

COMUNE di FOSSO’, (Provincia di Venezia) in persona del Sindaco pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE PARIOLI 43, presso

lo studio dell’avvocato FRANCESCO D’AYALA VALVA, rappresentato e

difeso dagli avvocati GIUSEPPE CARRARO AVENTI, GIUSEPPE PIVA;

– controricorrente –

avverso l’ordinanza n. R.G. 915/2019 della CORTE D’APPELLO di

VENEZIA, depositata il 10/05/2021;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 03/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

CRICENTI.

 

Fatto

RITENUTO

Che:

1. – Fu.Le., F.L., F.G. e Fu.Li. sono eredi di B.E., deceduta in corso di causa.

Hanno agito contro il Comune di Fossò (VE) per ottenere il risarcimento del danno da trasformazione irreversibile di un loro terreno.

In particolare, il Comune aveva dapprima emesso dichiarazione di pubblica utilità, cui non aveva fatto seguire però il decreto di esproprio, e poi aveva realizzato sul terreno opere tali da determinarne una irreversibile trasformazione.

2. – Il giudice di primo grado, dopo CTU, ha liquidato una certa somma, poi corretta in appello in difetto, dove la decisione era stata quindi parzialmente riformata.

Avverso questa sentenza di secondo grado sono state proposte due impugnazioni: da un lato, il Comune di Fossò ha proposto ed ottenuto revocazione, per errore sulla determinazione del quantum del risarcimento, per avere la sentenza liquidato ai proprietari il risarcimento dell’intero valore del terreno anziché in proporzione alla quota di proprietà; mentre, per altro verso, è stato proposto ricorso per Cassazione, sia principale che incidentale, con cui si è censurata la decisione per avere liquidato una somma inferiore a quella riconosciuta in primo grado, avendo preso come riferimento una data diversa da quella corretta.

Il Comune di Fossò ha invece proposto ricorso incidentale su questione analoga a quella per cui aveva proposto autonomo ricorso per revocazione, ossia sul fatto che la decisione di appello ha liquidato il risarcimento dell’intero valore del bene nonostante le attrici avessero agito per la perdita delle rispettive quote di proprietà.

2.1. – La Corte di Cassazione con ordinanza 6573/2018 ha in parte accolto il ricorso principale, sulla stima del danno, ed ha altresì accolto quello incidentale, rinviando alla Corte di Appello di Venezia in diversa composizione, per la nuova stima del danno da trasformazione del terreno.

2.2. – La Corte di Appello, davanti a cui è stato riassunto il giudizio di rinvio, ha però sospeso il procedimento ritenendo che il giudizio sulla revocazione della sentenza – quella annullata dalla Corte di cassazione ed anche revocata dal giudice stesso di appello- fosse pregiudicante, essendo ancora pendente, ossia essendo stato proposto avverso la decisione di revocazione un ricorso per cassazione.

3. – I ricorrenti censurano, con due motivi, la decisione di sospendere il giudizio di rinvio. V’e’ controricorso del Comune di Fossò. Il PM ha chiesto il rigetto del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

5. – Con il primo motivo, si assume violazione dell’art. 2909 c.c..

I ricorrenti fanno presente che la questione della pregiudizialità del giudizio di revocazione – rispetto a quello di rinvio, ossia di merito – era stata posta dal Comune di Fossò alla Corte di cassazione, che l’ha rigettata ritenendo il contrario, ossia che la causa di merito, pendente in Cassazione era semmai pregiudicante quella di revocazione, che aveva ad oggetto una questione di ammontare del quantum, liquidato il totale anziché pro quota.

Il secondo motivo censura violazione dell’art. 295 c.p.c. e ribadisce le considerazioni fatte dalla precedente ordinanza di questa Corte che ha annullato con rinvio: ritengono i ricorrenti che, come statuito in quella decisione, la causa di revocazione della precedente sentenza di appello, quella poi annullata dalla Corte di cassazione – non è pregiudicante il giudizio di rinvio, ma semmai ne è pregiudicata.

6. – I motivi possono trattarsi insieme e sono fondati.

7. – Va premesso che la questione che il Comune di Fossò ha proposto con la revocazione è la medesima che lo stesso Comune di Fossò ha proposto con il ricorso incidentale – sempre avverso la medesima sentenza oggetto di revocazione: in altri termini, il Comune di Fossò ha fatto valere l’errore di liquidazione del danno (intero valore del terreno anziché pro quota) sia proponendo revocazione della sentenza di appello che impugnandola per cassazione con ricorso incidentale.

La Corte di cassazione, con l’ordinanza di cui si è detto, ha accolto quel motivo ed ha annullato (p. 9) la decisione proprio quanto a quella stessa statuizione che era sub iudice per revocazione.

Oltre a ciò la Corte di cassazione, in quella precedente ordinanza – di annullamento con rinvio – ha espressamente preso in considerazione l’istanza di rinvio a nuovo ruolo in pendenza della revocazione e l’ha rigettata, sostenendo che la revocazione non è pregiudicante rispetto al giudizio di merito, ma semmai il contrario.

Ora, ciò premesso, va da sé che il giudicato interno non può essere invocato relativamente a questa ultima decisione, che non è decisione di merito, su un motivo di ricorso, bensì è il rigetto di una istanza di differimento, su cui non si forma giudicato.

Invece, il giudicato interno si è formato sulla parte di decisione che ha accolto il motivo di ricorso incidentale volto ad annullare la decisione di appello sullo stesso capo su cui era stata proposta revocazione.

Sulla questione, in sostanza, della liquidazione del danno – intero valore del terreno anziché pro quota – come si è detto, il Comune aveva fatto ricorso per revocazione, ma anche ricorso incidentale per Cassazione: quest’ultimo è stato accolto in maniera definitiva, così che il giudizio di rinvio deve attenersi alla decisione di annullamento, senza subire pregiudizio alcuno da quella di revocazione.

A prescindere da ciò, il secondo motivo, è fondato anche esso, proprio per le ragioni esposte nella precedente decisione della Corte, che se anche non costituissero giudicato interno, sono rilevanti per valutare la legittimità della sospensione: infatti il giudizio di revocazione ha ad oggetto la decisione di liquidare il risarcimento per l’intero valore del terreno anziché pro quota come era stato chiesto dalle attrici, mentre la decisione di rinvio dovrà accertare quale è l’ammontare di quel risarcimento, in base al corretto criterio di calcolo, con la conseguenza che attribuire pro quota il risarcimento – obiettivo della revocazione- presuppone che prima si stabilisca quale e’, per l’appunto, il suo ammontare.

8. – Il ricorso va dunque accolto.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, annulla la decisione impugnata, di sospensione del procedimento, e ne dispone la prosecuzione davanti al giudice di rinvio.

Così deciso in Roma, il 3 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 9 dicembre 2021

 

 

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