Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3903 del 11/02/2019

Cassazione civile sez. lav., 11/02/2019, (ud. 15/11/2018, dep. 11/02/2019), n.3903

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. NOBILE Vittorio – Presidente –

Dott. NEGRI DELLA TORRE Paolo – Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. GARRI Fabrizia – Consigliere –

Dott. AMENDOLA Fabrizio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 21759/2014 proposto da:

TELECOM ITALIA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA PO 25-F, presso lo studio

dell’avvocato ROBERTO PESSI, che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato MARCO MARIA VALERIO RIGI LUPERTI;

– ricorrente –

contro

R.F., elettivamente domiciliato in ROMA, CORSO VITTORIO

EMANUELE II 209, presso lo studio dell’avvocato LUCA SILVESTRI,

rappresentato e difeso dagli avvocati SANTO PALMISANO ed ERNESTO

MARIA CIRILLO;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 452/2014 della CORTE D’APPELLO di LECCE,

depositata il 19/03/2014 R.G.N. 1776/2013;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/11/2018 dal Consigliere Dott. FABRIZIO AMENDOLA;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

MASTROBERARDINO Paola, che ha concluso per l’estinzione del ricorso

per conciliazione;

udito l’Avvocato LORENZO CONFESSORE per delega Avvocato ROBERTO

PESSI.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. La Corte di Appello di Lecce, con sentenza del 19 marzo 2014, ha confermato la pronuncia di primo grado che aveva accolto la domanda proposta da R.F. nei confronti di Telecom Italia Spa che aveva riconosciuto al lavoratore l’inquadramento superiore nel quinto livello della classificazione del contratto collettivo applicabile in luogo del quarto livello attribuito e condannato la società al pagamento delle differenze retributive, oltre alla regolarizzazione contributiva, con decorrenza 3.12.2005.

2. Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso la società soccombente con 4 motivi, cui ha resistito R.F. con controricorso.

3. Nelle more le parti sono addivenute ad una soluzione transattiva della controversia ed i procuratori delle parti hanno depositato in cancelleria verbale di conciliazione con dichiarazione congiunta del loro interesse a far dichiarare la cessazione della materia del contendere.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Dal verbale redatto in sede di Commissione di conciliazione in sede sindacale in data 24 gennaio 2017, prodotto in giudizio, risulta che le parti hanno conciliato la lite.

Osserva il Collegio che il suddetto verbale di conciliazione si palesa idoneo a dimostrare la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo.

In mancanza di una diversa pattuizione contenuta nel verbale di conciliazione le spese si intendono compensate ai sensi dell’art. 92 c.p.c., u.c..

PQM

La Corte dichiara cessata la materia del contendere e compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 15 novembre 2018.

Depositato in Cancelleria il 11 febbraio 2019

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