Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38972 del 07/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2021, (ud. 14/09/2021, dep. 07/12/2021), n.38972

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCODITTI Enrico – Presidente –

Dott. GRAZIOSI Chiara – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. PORRECA Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10156-2019 proposto da:

T.F., domiciliato in ROMA, PIZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato FILIPPO PAGANO;

– ricorrente –

contro

AZIENDA OSPEDALIERA (OMISSIS), in persona del legale rappresentante

pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIANGIACOMO

PORRO n. 26, presso lo studio dell’avvocato CESARE SANZI,

rappresentata e difesa dall’avvocato GIOVANNI MONFORTE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 74/2018 della CORTE D’APPELLO di MESSINA,

depositata il 05/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 14/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE

CRICENTI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

1.- T.F. agisce qui in proprio, in un giudizio iniziato dai suoi genitori quando il ricorrente era minorenne, per far valere la responsabilità di un istituto ospedaliero, nell’ambito di una operazione alle tonsille.

In particolare, il ricorrente venne sottoposto nel 1991 ad un intervento di adenotonsillectomia, che però non riuscì perfettamente in quanto rimasero residui di adenomi e di tonsille, che vennero eliminati definitivamente con un successivo intervento del 1998.

I genitori del T. hanno agito lamentando danni conseguenti a quella mancata asportazione (disturbi nella crescita ecc.) e, secondo la loro prospettazione, anche i danni insiti nella stessa malriuscita del primo intervento, ossia nel permanere degli adenomi che avrebbero dovuto essere asportati. Il Tribunale ha rigettato la domanda, dopo una CTU, per difetto di prova che le patologie fossero da ricondurre alla errata esecuzione del primo intervento.

2.- La Corte di Appello, invece, ha, nel confermare questo giudizio, ritenuto inammissibile la domanda circa i danni, diversi da quelli conseguenti alla mancata asportazione, e consistenti nella mancata asportazione medesima, ossia nel fatto di avere avuto per circa sette anni ancora il problema che si doveva risolvere con l’intervento inziale; ed ha ritenuto tale domanda non inizialmente proposta e dunque tardiva.

3.- Ricorre il T. con un motivo. V’e’ controricorso dell’Ospedale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

5.-L’unico motivo di ricorso denuncia violazione dell’art. 112 c.p.c.

Secondo il ricorrente in realtà la domanda di accertamento dei danni consistenti nel permanere dell’adenoma tonsillare era stata espressamente fatta, ed era anche ricavabile dal comportamento processuale tenuto nel corso del giudizio, come ad esempio nella richiesta di nuova convocazione del CTU perché quei danni fossero valutati nel complessivo pregiudizio.

Invece, la Corte di Appello ha ritenuto che la domanda era stata proposta per la prima volta in appello e l’ha ritenuta tardiva.

Il motivo è fondato.

E’ principio di diritto che “il giudice del merito, nell’indagine diretta all’individuazione del contenuto e della portata delle domande sottoposte alla sua cognizione, non è tenuto ad uniformarsi al tenore meramente letterale degli atti nei quali esse sono contenute, ma deve, per converso, avere riguardo al contenuto sostanziale della pretesa fatta valere, come desumibile dalla natura delle vicende dedotte e rappresentate dalla parte istante, mentre incorre nel vizio di omesso esame ove limiti la sua pronuncia alla sola prospettazione letterale della pretesa, trascurando la ricerca dell’effettivo suo contenuto sostanziale (Sez. 1. n. 118/2016; Sez. 2 n. n. 7322/2019).

Una tale interpretazione deve altresì tenere in considerazione le precisazioni fornite dalla parte nel corso del giudizio, ed il concreto provvedimento richiesto (Sez. 3. n. 13602/2019).

Il ricorrente ha allegato intanto di avere espressamente chiesto, con la domanda sub 2, che si accertasse che, a seguito del primo intervento erano residuati degli adenomi tonsillari per colpa professionale di chi ha effettuato l’operazione, ed ha poi allegato di avere espressamente chiesto al Giudice che il CTU stimasse il danno da invalidità temporanea dovuto alla persistenza di quegli adenomi tra il 1991 ed il 1998, data della loro definitiva asportazione chirurgica (p. 8 del ricorso). E tale richiesta risulta accolta dal Tribunale che ha esteso il quesito al consulente tecnico.

Infine, la domanda sub. 3 contiene la richiesta di risarcimento di ogni danno conseguente alla erronea esecuzione del primo intervento, compreso quello consistente nella necessità di dover ripetere l’operazione chirurgica.

La domanda, sia in base al suo tenore letterale (v. quella sub. 2 riportata a pagina 7 del ricorso) che in base alle successive richieste della parte è da intendersi come riferita quindi anche all’accertamento della colpa nella esecuzione del primo intervento ed ai relativi danni che ne sono conseguiti: conclusione, questa, che si ricava altresì dalla complessiva esposizione dei fatti, che, in ragione della giurisprudenza sopra citata, è elemento utile per identificare il contenuto della domanda.

Ne deriva che la Corte di Appello è incorsa in errore nel ritenere non allegata sin dal primo grado, bensì solo in appello, la richiesta di risarcimento dei danni da permanenza degli adenomi che avrebbero dovuto essere asportati, domanda che in base alla regola di giudizio sopra citata, avrebbe dovuto invece essere ritenuta come formulata sin dal primo grado.

6.- Il ricorso va dunque accolto.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la decisione impugnata e rinvia alla Corte di Appello di Messina, in diversa composizione anche per le spese.

In caso di diffusione del presente provvedimento omettere le generalità e gli altri dati identificati, a norma del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52, in quanto imposto dalla legge.

Così deciso in Roma, il 14 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA