Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38964 del 07/12/2021

Cassazione civile sez. trib., 07/12/2021, (ud. 16/09/2021, dep. 07/12/2021), n.38964

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Presidente –

Dott. NONNO Giacomo Maria – rel. Consigliere –

Dott. TRISCARI Giancarlo – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. LEUZZI Salvatore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13423/2016 R.G. proposto da:

M.B., in proprio e quale legale rappresentante di Ottiero

s.a.s. di M.B. & C. s.a.s., elettivamente

domiciliata in Roma, via Aureliana n. 25, presso lo studio degli

avv.ti. Antonia e Arianna Scione, rappresentata e difesa dall’avv.

Fabio Russo giusta procura speciale in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

e contro

Equitalia Sud s.p.a., in persona del legale rappresentante pro

tempore;

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Campania n. 10260/23/15, depositata il 18/11/2015.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 16 settembre

2021 dal Consigliere Dott. Nonno Giacomo Maria.

 

Fatto

RILEVATO

CHE

1. con sentenza n. 10260/23/15 del 18/11/2015 la Commissione tributaria regionale della Campania (di seguito CTR) ha rigettato l’impugnazione proposta da M.B., in proprio e nella qualità di socio accomandatario di Ottiero s.a.s. di M.B. & C. s.a.s. (di seguito Ottiero s.a.s.) nei confronti della sentenza della Commissione tributaria provinciale di Napoli (di seguito CTP) n. 573/18/13, che aveva rigettato il ricorso della contribuente avverso la cartella di pagamento emessa nei confronti della società e recante crediti per IRES, IRAP e IVA relative all’anno d’imposta 2007;

1.1. come si evince anche dalla sentenza della CTR, la cartella di pagamento era stata impugnata contestualmente all’estratto di ruolo, asseritamente conosciuto in data 07/02/2011, in quanto la ricorrente non avrebbe ricevuto la notificazione della cartella medesima;

1.2. la CTR rigettava l’appello della contribuente evidenziando che: a) Ottiero s.a.s., essendo stata cancellata dal registro delle imprese, non era legittimata all’impugnazione; b) l’impugnazione avverso l’estratto di ruolo non era ammissibile laddove era stata regolarmente notificata la cartella di pagamento, come nel caso di specie; c) in ogni caso, la ricorrente non aveva interesse all’impugnazione, avendo già impugnato la cartella di pagamento davanti alla CTP con giudizio concluso con declaratoria di inammissibilità del ricorso;

2. avverso la sentenza della CTR M.B., in proprio e quale legale rappresentante di Ottiero s.a.s., proponeva ricorso per cassazione, affidato a cinque motivi, poi illustrati con memoria;

3. l’Agenzia delle entrate resisteva con controricorso mentre Equitalia Sud s.p.a. restava intimata.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. va pregiudizialmente dichiarata l’inammissibilità del ricorso per cassazione proposto da M.B. quale legale rappresentante di Ottiero s.a.s.;

1.1. costituisce circostanza incontestata che Ottiero s.a.s. è stata cancellata dal registro delle imprese in data 25/01/2012, con conseguente estinzione della società (Cass. S.U. n. 4060 del 22/02/2010), nonché trasferimento ai soci delle obbligazioni sociali e del diritto a stare in giudizio in nome e per conto della società, la quale perde la propria legittimazione processuale (Cass. S.U. n. 6070 del 12/03/2013);

1.2. ne consegue che M.B., quale legale rappresentante di una società già estinta, non avrebbe potuto nemmeno proporre il ricorso in appello e, a maggior ragione, non può proporre il presente ricorso per cassazione;

1.3. diversamente, la ricorrente è legittimata attivamente a proporre il presente giudizio in proprio, quale socio e successore della società estinta;

2. con il primo motivo di ricorso M.B. deduce la violazione e la falsa applicazione degli artt. 100 e 115 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la CTR confuso la data del visto (07/02/2011) con quella di conoscenza dell’estratto di ruolo (16/10/2012, ricavabile dalla data dello stesso) ed erroneamente ritenuto la carenza di interesse all’impugnazione dell’estratto di ruolo;

2.1. con il secondo motivo di ricorso si deduce violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 2719 c.c., del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26 e del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la CTR valutato la regolarità della notificazione della cartella di pagamento alla società sulla base della copia parzialmente illeggibile ed espressamente disconosciuta della relata, notificazione eseguita dal messo senza le formalità previste dalla legge per la regolarità della notificazione;

2.2. con il terzo motivo di ricorso si contesta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, dell’art. 2697 c.c. e dell’art. 100 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere la CTR erroneamente ritenuto la duplicazione del giudizio per impugnazione della medesima cartella di pagamento da parte della ricorrente, in quanto la prima impugnazione sarebbe stata effettuata da soggetto diverso (Ottiero s.a.s. e non M.B. in proprio);

2.3. con il quarto motivo di ricorso si contesta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 26 e dell’art. 2697 c.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per non avere l’agente della riscossione fornito la prova della notifica della cartella di pagamento e non avere nemmeno materialmente prodotto quest’ultima;

2.4. con il quinto motivo di ricorso si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la nullità della sentenza per violazione dell’art. 112 c.p.c., del D.P.R. n. 322 del 1998, art. 2, comma 8 bis, dell’art. 53 Cost. e dell’art. 115 c.p.c., per non essersi la CTR pronunciata sulla tempestiva rettifica della dichiarazione e, quindi, sulla domanda concernente il merito del rapporto tributario, avendo l’Ufficio omesso di prendere in considerazione anche l’istanza di sgravio;

3. i motivi di ricorso vanno complessivamente disattesi per le considerazioni che seguono;

3.1. M.B. afferma di essere venuta a conoscenza del debito tributario di Ottiero s.a.s. a mezzo l’estratto di ruolo richiesto agli uffici finanziari e impugna, conseguentemente, la cartella di pagamento che si assume non correttamente notificata a Ottiero s.a.s.;

3.2. come correttamente accertato in fatto dalla CTR, peraltro, la medesima cartella di pagamento, intestata a Ottiero s.a.s., è stata già impugnata dalla società, sicché la nuova impugnazione del socio M.B. si rivela una inammissibile duplicazione dello stesso giudizio: il socio succede nella posizione della società estinta e, quindi, non si atteggia quale soggetto diverso da quest’ultima;

3.3. il terzo motivo e’, quindi, infondato e va rigettato;

3.4. le considerazioni che precedono inducono a confermare la sentenza impugnata e determinano il sostanziale assorbimento dei restanti motivi di ricorso;

3.5. vale comunque la pena di osservare che, con riferimento al primo motivo, le contestazioni proposte dalla ricorrente circa la data di conoscenza dell’estratto di ruolo sono irrilevanti, in ragione dell’inammissibilità dell’impugnazione dell’estratto di ruolo in presenza di una cartella di pagamento notificata (cfr. Cass. S.U. n. 19704 del 02/10/2015);

3.5.1. né può discettarsi della regolare notificazione della cartella di pagamento (motivi secondo e quarto), atteso che l’impugnazione proposta da Ottiero s.a.s. sana, ex art. 156 c.p.c., comma 3, ogni eventuale vizio della notifica, posto che il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancata costituzione della parte ricorrente, come accertato dalla CTR, e non già in quanto tardivo;

3.5.2. infine, le questioni poste con il quinto motivo di ricorso avrebbero dovuto essere proposte in sede di impugnazione della cartella di pagamento da Ottiero s.a.s., non potendo essere riproposte dal successore M.B. con un ricorso costituente una duplicazione di quello originario;

4. in conclusione, va dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla Ottiero s.a.s. e va rigettato il ricorso proposto da M.B. quale socio della Ottiero s.a.s.;

4.1. la ricorrente va, altresì, condannata al pagamento, in favore dell’Agenzia delle entrate, controricorrente, delle spese del presente giudizio, che si liquidano come in dispositivo, avuto conto di un valore dichiarato della lite di Euro 1.577.707,50; nulla per le spese tra la ricorrente ed Equitalia Sud s.p.a., non costituitasi in giudizio e rimasta intimata;

4.2. poiché il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è rigettato, sussistono le condizioni per dare atto ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, che ha aggiunto il testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater – della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per la stessa impugnazione, ove dovuto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso di Ottiero s.a.s. e rigetta il ricorso proposto da M.B.; condanna M.B. al pagamento, in favore della controricorrente, delle spese del presente giudizio, che si liquidano in Euro 13.000,00, oltre alle spese prenotate a debito;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte della ricorrente del contributo unificato previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, art. 1 bis, ove dovuto.

Così deciso in Roma, il 16 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2021

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