Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38860 del 07/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2021, (ud. 09/11/2021, dep. 07/12/2021), n.38860

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – rel. Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1273-2020 proposto da:

M.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE G. MAZZINI

113, presso lo studio dell’avvocato ROSA ALBA GRASSO, che la

rappresenta e difende unitamente all’avvocato ANNA PASE;

– ricorrente –

contro

C.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA FEDERICO

CONFALONIERI 1, presso lo studio dell’avvocato ANTONIO TROIANI, che

lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato SABRINA DE SANTI;

– controricorrente –

avverso il decreto n. cronol. 7638/2019 della CORTE D’APPELLO di

VENEZIA, depositato il 17/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 09/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. CLOTILDE

PARISE.

 

Fatto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. La ricorrente M.P. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, avverso il decreto della Corte d’appello di Venezia n. 7638/2019 pubblicato il 17-10-2019 e notificato in data 711-2019. La Corte d’appello ha rigettato il reclamo proposto dall’odierna ricorrente e confermato il decreto del Tribunale di Verona con il quale era stata respinta la domanda della M. diretta al riconoscimento di un assegno divorzile. C.C. resiste con controricorso.

2. I motivi di ricorso sono così rubricati: ” I. Violazione e falsa applicazione del giudicato contenuto nella sentenza n. 786/2015 del 03.03-11.05.2015 del Tribunale di Vicenza di cessazione degli fletti civili del matrimonio (art. 2909 c.c.) per avere la Corte d’Appello di Venezia interpretato il giudicato nella parte in cui poneva a carico del Sig. C.C. il versamento a favore della Sig.ra M.P. a titolo di contributo nel mantenimento della somma mensile di Euro 300,00 annualmente rivalutabile secondo gli indici ISTAT per la durata di 18 mesi con decorrenza dal febbraio 2015, quale versamento una tantum L. n. 898 del 1970, ex art. 5, comma 8, e non quale assegno periodico di divorzio (art. 360 c.p.c., n. 3); II. Violazione e falsa applicazione della L. n. 898 del 1970, art. 5 commi 6, 7 e 8, per avere la Corte d’Appello di Venezia attribuito natura di versamento una tantum L. n. 898 del 1970, ex art. 5, comma 8, al versamento posto a carico del Sig. C.C. a titolo di contributo nel mantenimento a favore della Sig.ra M.P. in sede di divorzio, in assenza dei presupposti di legge (art. 360 c.p.c., n. 3)”.

3. Con atto notificato alla controparte in data 4-2-2021 e depositato il 19-2-2021, parte ricorrente ha rinunciato al ricorso. La rinuncia è rituale, così come l’accettazione del controricorrente, notificata l’8-2-2021.

Consegue l’estinzione del processo di cassazione per rinuncia al ricorso (art. 391 c.p.c., comma 1), senza nessun provvedimento sulle spese, atteso che l’adesione alla rinuncia preclude a questa Corte la possibilità di regolare le spese di lite.

La declaratoria di estinzione del giudizio esclude l’applicabilità del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, relativo all’obbligo della parte impugnante non vittoriosa di versare una somma pari al contributo unificato già versato all’atto della proposizione dell’impugnazione (Cass. n. 19560 del 2015).

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il processo di cassazione per rinuncia al ricorso.

Dispone che in caso di diffusione della presente ordinanza siano omesse le generalità delle parti e dei soggetti in essa menzionati, a norma del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, art. 52.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2021

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