Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38815 del 07/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 07/12/2021, (ud. 28/09/2021, dep. 07/12/2021), n.38815

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. NAZZICONE Loredana – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 110-2021 proposto da:

P.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 107,

presso lo studio dell’avvocato OSVALDO VERRECCHIA, rappresentato e

difeso dall’avvocato MARIANO ORENGA;

– ricorrente-

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SAS;

– intimato –

avverso il decreto n. RG 254-1/2006 del TRIBUNALE di LAGONEGRO,

depositato il 19/10/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 28/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. LUCA

SOLAINI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

P.R. ha proposto reclamo, ex art. 26 L.F., davanti al tribunale di Lagonegro, in composizione collegiale, avverso il decreto del giudice delegato con cui era stata rigettata l’istanza del reclamante volta ad ottenere la liquidazione, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 139, del compenso professionale dovutogli per la difesa del fallimento “(OMISSIS) sas”, nella causa di opposizione allo stato passivo proposta dal Banco di Napoli, compenso che gli era stato riconosciuto con distinto decreto collegiale del medesimo tribunale, nella misura di Euro 13.501,12, oltre accessori.

Per quanto ancora d’interesse nel presente giudizio, il tribunale di Lagonegro ha disposto l’estinzione del giudizio, ai sensi dell’art. 307 c.p.c., comma 3, non avendo parte reclamante provveduto a rinnovare la notificazione del ricorso al curatore e ai controinteressati nel termine assegnato dal Collegio, con decreto del 5.6.2020, termine che, ai sensi dell’art. 291 c.p.c., è perentorio.

P.R. ha proposto ricorso in cassazione, sulla base di tre motivi, illustrati da una nota d’udienza, mentre il fallimento “(OMISSIS) sas” non ha spiegato difese scritte.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il primo motivo di ricorso, il ricorrente deduce il vizio di violazione di legge, in particolare, dell’art. 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per mancata verifica della documentazione prodotta in cancelleria.

Con il secondo motivo di ricorso, il ricorrente prospetta il vizio dell’art. 116 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3., per omessa richiesta alla cancelleria della documentazione prodotta.

Con il terzo motivo di ricorso, il ricorrente lamenta la violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 144, e omessa pronuncia sul punto, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perché il giudice delegato aveva attestato, ai sensi della norma di cui alla rubrica, che il fallimento aveva ancora disponibilità liquide, ma non sufficienti a soddisfare le pretese economiche del professionista e tale affermazione equivaleva ad una dichiarazione d’indisponibilità di somme necessarie alle spese che costituiva presupposto per l’ammissione del fallimento al patrocinio a spese dell’Erario con conseguente liquidazione a spese dello Stato in favore del professionista.

Il primo e secondo motivo, che possono essere oggetto di un esame congiunto, perché connessi, con assorbimento del terzo sono inammissibili.

Infatti, secondo la giurisprudenza di questa Corte, “L’omesso esame di un fatto sostanziale o processuale (nella specie, la circostanza della mera non ritualità della notificazione del ricorso) può dare luogo ad un vizio motivazionale o alla violazione di norma processuale, ma non integra un errore revocatorio ai sensi dell’art. 395 c.p.c., n. 4, che viceversa consiste nella viziata percezione o nella falsa supposizione (espressa e mai implicita) dell’esistenza o inesistenza di un fatto sostanziale o processuale, non controverso fra le parti, la cui esistenza o inesistenza è incontrastabilmente esclusa o positivamente stabilita, dagli atti o documenti della causa” (Cass. n. 14610/21, v. anche Cass. 1562/2124395/20).

Nel caso di specie, l’odierno ricorrente ha prodotto le ricevute pec che attesterebbero che egli aveva provveduto alla notifica del recla o al curatore in data 5.5.2020, ma poiché il tribunale non si avveduto di tale documentazione (sempre che fosse stata a sua disposizione) deve ritenersi che ciò costituisca un errore revocatorio che doveva essere fatto valere con l’apposito strumento della revocazione, ex art. 395 c.p.c., n. 4, e non con ricorso in cassazione.

Inoltre, dalla documentazione prodotta si evince che il deposito è stato irrituale, perché effettuato all’indirizzo di posta del cancelliere (Dott. M.L.) e non nel fascicolo telematico, come prescritto.

La mancata costituzione del fallimento esonera il collegio dal provvedere sulle spese.

PQM

La Corte Suprema di Cassazione

Dichiara il primo e secondo motivo di ricorso inammissibili, con assorbimento del terzo.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, ove dovuto, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello corrisposto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 28 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2021

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