Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3878 del 14/02/2017


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Cassazione civile, sez. II, 14/02/2017, (ud. 16/11/2016, dep.14/02/2017),  n. 3878

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – rel. Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 24253-2013 proposto da:

V.R. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

ALBERICO II 4, presso lo studio dell’avvocato FRANCESCO BORGIA,

rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO FEDRIZZI;

– ricorrente –

nonchè contro

B.D. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

UMBRIA 7, presso lo studio dell’avvocato SERGIO LA VIA, che la

rappresenta e difende per proc. spec. del 10/1/2014;

– resistente –

avverso la sentenza n. 268/2012 della CORTE D’APPELLO di TRENTO,

depositata il 14/08/2012;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

16/11/2016 dal Consigliere Dott. PICARONI ELISA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO ALBERTO che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1. – Il Tribunale di Trento – Sezione distaccata di Cles, con sentenza n. 21 del 2011, accolse la domanda proposta da B.D. e condannò V.R. all’adempimento dell’accordo verbale in cui il predetto si era impegnato a consentire all’attrice l’apposizione di nuove tubature e la sostituzione di vecchie tubature, mediante accesso nella proprietà altrui per la realizzazione delle opere necessarie.

2. – La Corte d’appello di Trento, con sentenza depositata il 14 agosto 2012, ha confermato la decisione.

2.1. – In particolare, la Corte territoriale ha evidenziato che le obbligazioni derivanti dall’accordo verbale avevano natura personale e non reale, ed era pertanto ininfluente l’invasività per la proprietà immobiliare dell’appellante e, allo stesso modo, non aveva rilevanza l’esistenza di precedenti tubature.

3. – Per la cassazione della sentenza V.R. ha proposto ricorso, sulla base di un motivo. Non ha svolto difese la parte intimata.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. – Il ricorso è infondato.

1.1. – Con l’unico motivo è denunciata violazione e falsa applicazione degli artt. 1027, 1031, 1032 e 1350 c.c., nonchè omessa, contraddittoria o insufficiente motivazione circa un punto decisivo della controversia, e si assume che la Corte d’appello avrebbe di fatto avallato la costituzione di plurime servitù, consistenti nell’accesso nella proprietà del ricorrente e nella collocazione e mantenimento di nuove tubature, scarichi e sfiati, sulla base di un accordo verbale che aveva efficacia meramente obbligatoria come tale tutelabile, in caso di violazione, con il risarcimento del danno.

2. – La doglianza è infondata.

2.1. – Il riconoscimento della natura personale dell’obbligo assunto verbalmente dal proprietario, di consentire l’accesso sul proprio fondo per la collocazione di tubature, scarichi e sfiati, non impedisce l’esercizio dell’azione di adempimento dell’impegno, e pertanto la condanna all’attuazione di tale impegno non determina l’automatica trasformazione dell’obbligo personale in una servitù prediale, che richiederebbe la forma scritta ad substantiam, laddove l’assunzione dell’obbligo personale non esige la forma scritta a pena di nullità.

2.2. – La distinzione tra le servitù prediali e le c.d. servitù irregolari non risiede nel fatto che le seconde siano insuscettibili di attuazione in forma specifica, ma nella natura delle situazioni giuridiche che discendono dall’accordo raggiunto. Nel caso degli atti costitutivi di servitù prediali, dall’atto scaturisce un diritto reale su cosa altrui per l’utilitas fundi, che si trasmette agli aventi causa poichè il diritto grava sul bene; nel caso, invece, di atti di impegno personale, ne discende un obbligo a vantaggio della persona indicata nell’atto, senza alcuna funzione di utilità fondiaria e con efficacia limitata ai contraenti. Ma anche questa ultima situazione assume rilevanza giuridica ed è, per l’effetto, meritevole di tutela, potendo costituire oggetto di una condanna specifica all’adempimento tra le parti che hanno raggiunto l’accordo, come è accaduto nel caso di specie. Ed inverso, secondo la giurisprudenza consolidata, in base al principio dell’autonomia contrattuale di cui all’art. 1322 c.c., i privati possono sottrarsi alla tipicità dei diritti reali su cose altrui, costituendo, invece della servitù prediale, un obbligo a vantaggio della persona indicata nell’atto, senza alcuna funzione di utilità fondiaria (ex plurimis, Cass., sez. 2, sent. n. 3091 del 2014).

2.3. – Nel caso di in cui le parti, come nella specie, abbiano legittimamente pattuito un obbligo personale, la disposta condanna all’adempimento delle prestazioni stabilite in ragione dell’impegno assunto non scalfisce affatto la natura obbligatoria dell’accordo verbale, che ha ad oggetto l’accesso nella proprietà altrui nonchè la collocazione e il mantenimento di nuove tubature, scarichi e sfiati.

3. – il ricorso è rigettato senza pronuncia sulle spese, in quanto la parte intimata non ha svolto difese in questa sede.

Sussistono i presupposti per il pagamento del raddoppio del contributo unificato.

PQM

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.

Si dà atto che il presente provvedimento è stato redatto con la collaborazione dell’assistente di studio Dott. T.C..

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della 2 Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 16 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2017

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