Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38770 del 07/12/2021

Cassazione civile sez. trib., 07/12/2021, (ud. 05/10/2021, dep. 07/12/2021), n.38770

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – Consigliere –

Dott. MONDINI Antonio – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8794-2020 proposto da:

EDPR VILLA GALLA S.r.L., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, presso lo studio degli

Avvocati ANTONIO TOMASSINI, e ANDREA DI DIO, che la rappresentano e

difendono giusta procura speciale estesa in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, presso l’AVVOCATURA GENERALE

DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 341/1/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE della BASILICATA, depositata il 30/7/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 5/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott.ssa

ANTONELLA DELL’ORFANO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Edpr Villa Galla S.r.L. propone ricorso, affidato ad tre motivi, per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con cui la Commissione Tributaria Regionale della Basilicata aveva accolto l’appello erariale e rigettato l’appello incidentale della contribuente avverso la sentenza n. 888/2018 della Commissione Tributaria Provinciale di Potenza in parziale accoglimento del ricorso proposto avverso avviso di accertamento con il quale – a seguito di dichiarazione DOCFA – era stata elevata la rendita catastale per impianto eolico, includendo nel computo il valore del palo di sostegno degli aerogeneratori (cd. torre);

l’Agenzia delle entrate resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1.1. preliminarmente, va disattesa la richiesta di rinvio dell’udienza di discussione, avanzata dalla difesa della controricorrente Agenzia delle entrate con istanza depositata in cancelleria il 18.9.2021 e motivata sulla necessità per l’Avvocatura, con riguardo alle pronunce già emesse da questa Sezione della pubblica udienza dell’8.9.2021 su fattispecie analoghe alla presente controversia, “di poter riferire ed inviare all’Agenzia delle Entrate le sentenze in modo da valutare le successive iniziative”;

1.2. l’indirizzo giurisprudenziale di legittimità menzionato dalla difesa erariale trova infatti conferma in un copioso numero di pronunce esattamente in termini già emesse da questa Sezione, indicate nel prosieguo, ed emesse nel pieno contraddittorio dell’Agenzia delle entrate;

1.3. in tale situazione, non è dato neppure riscontrare, nel panorama di legittimità, contrasto interpretativo alcuno, quantomeno con riguardo al governo nomofilattico delle fattispecie assoggettabili alla modifica normativa, anche qui applicabile ratione temporis, di cui alla L. n. 208 del 2015, art. 1, comma 21;

2.1. con il primo e secondo motivo la ricorrente denuncia violazione della L. 208 del 2015, art. 1, commi 21-24, ex art. 360 c.p.c., n. 3, e lamenta che la Commissione Tributaria Regionale abbia erroneamente ritenuto, anche basandosi su circolari interpretative dell’Amministrazione, che la “torre” dell’impianto eolico dovesse essere inclusa ai fini della determinazione della rendita catastale;

2.2. il primo ed il secondo motivo di ricorso sono fondati nei termini che seguono, essendosi questa Corte recentemente pronunciatasi sulla medesima questione (cfr. Cass., nn. 26500, 26497, 26495, 26493, 26486, 25793, 25792, 25791, 5460 del 2021, nn. 21460, 21461, 21462, 21286, 21287, 21288, 20726, 20727, 20728 del 2020);

2.3. la L. n. 208 del 2015, art. 1, comma 21, pone una nozione di macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali e strutturali allo specifico processo produttivo e sottratti al regime fiscale, che prescinde dal fatto che i manufatti siano o meno infissi stabilmente al suolo richiedendo il loro impiego nel processo produttivo;

2.4. è irrilevante la consistenza fisica della costruzione, ciò che interessa è il rapporto di strumentalità rispetto al processo produttivo, e tale conclusione è conforme alla ratio sottostante alla disciplina introdotta dalla L. n. 208, art. 1, comma 21, che sancisce l’irrilevanza catastale di tutta la componente impiantistica che, in quanto tale, risulta inidonea ad apportare al fabbricato a cui accede – al di fuori dello specifico processo produttivo ivi svolto – un’effettiva (residua) utilità produttiva/reddituale;

2.5. i giudici di merito non si sono fatti dunque carico di verificare se le torri costituiscano un unicum con gli impianti interni o se tali strutture possano o meno avere caratteristiche di autonoma funzionalità, limitandosi ad un’astratta affermazione sulla solidità, stabilità e consistenza volumetrica, che tuttavia non è desunta da un accertamento in concreto bensì dalla considerazione che la struttura è ancorata al suolo e la sua realizzazione è soggetta a preventivi calcoli tecnici, e ponendo in rilievo, inoltre, la strumentalità delle torri al macchinario o impianto, il che, tuttavia, non esclude affatto la funzionalità della torre alla produzione di energia;

2.6. come già affermato da questa Corte, è infatti rimesso al giudice del merito l’accertamento se la torre eolica, benché stabilmente infissa al suolo, assolva, oltre alla “funzione passiva di sostegno al pari di un traliccio di una linea elettrica” e, quindi, di mero supporto statico, anche quella di “componente essenziale ed attiva della macchina, che svolge una funzione di contrasto della forza impressa dal vento sulle pale, al fine di consentire alle pale di offrire la massima resistenza possibile e al generatore di sfruttare la potenza del vento per generare così l’energia elettrica” (cfr. Cass., n. 21462/2020, cit.), nel qual caso la torre risulterebbe esente dal carico impositivo, al pari del rotore e della navicella;

3. va dichiarato inammissibile, infine, l’ultimo motivo per difetto di specificità del ricorso ex art. 366 c.p.c., laddove è stata genericamente lamentata la violazione del principio di affidamento del contribuente per non avere l’amministrazione “osserva(to)… le sue precedenti determinazioni senza modificarle nella successiva azione amministrativa”, senza in alcun modo specificare e riportare, nel ricorso, l’oggetto e il contenuto di tali atti;

4. sulla scorta di quanto sin qui illustrato, inammissibile il terzo motivo di ricorso e fondati i rimanenti motivi, il ricorso va accolto e la sentenza va cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Basilicata in diversa composizione, per un nuovo esame e per la liquidazione delle spese.

PQM

La Corte accoglie il primo e secondo motivo di ricorso, respintbilrimanentC motivo cassa la sentenza impugnata, e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Basilicata, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, tenutasi in modalità da remoto, della Corte di Cassazione, Sezione Tributaria, il 5 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 dicembre 2021

 

 

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