Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38736 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. trib., 06/12/2021, (ud. 24/11/2021, dep. 06/12/2021), n.38736

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SORRENTINO Federico – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. GUIDA Riccardo – rel. Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Angelo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 19152/2015 R.G. proposto da:

M.M., elettivamente domiciliato in Roma Via Benozzo

Gozzoli n. 60 presso lo studio dell’avvocato Remo Montone che lo

rappresenta e difende.

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE

– intimata –

Avverso la sentenza della COMM. TRIB. REG. LAZIO, n. 373/01/15,

depositata il 27/01/2015.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 24 novembre

2021 dal Consigliere Riccardo Guida.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. M.M. ricorre, con due motivi, contro l’Agenzia delle entrate – che ha depositato un “atto”, non qualificabile come controricorso (fuori quindi dalla previsione recata dall’art. 370 c.p.c., comma 1), rimanendo pertanto intimata -, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale (“C.T.R.”) del Lazio che, in controversia avente ad oggetto l’impugnazione di una cartella di pagamento per Irpef 2002 conseguente ad un avviso di accertamento che recuperava a tassazione la plusvalenza non dichiarata derivante dalla cessione di una licenza di taxi, ha confermato la sentenza di primo grado di rigetto della domanda del contribuente;

2. a giudizio della C.T.R. la querela di falso proposta da quest’ultimo, in sede penale e in sede civile, perché venisse accertata la falsità della sottoscrizione dell’avviso di ricevimento della raccomandata contenente l’avviso di accertamento prodromico alla cartella, era priva di rilievo nel contenzioso tributario; quanto al merito della causa, era legittimo l’accertamento con metodo induttivo puro della plusvalenza non dichiarata dal contribuente.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. con il primo motivo di ricorso (“1. In relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, si deduce: illegittimità della sentenza impugnata per violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39: tassatività delle ipotesi di sospensione, per pregiudizialità, del processo tributario previste dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, Presentazione della querela di falso dinanzi al Tribunale di Roma e rilevanza dell’atto impugnato con la querela.”), si censura la sentenza impugnata secondo cui era superfluo sospendere il processo tributario in pendenza, presso il Tribunale civile di Roma, del giudizio di querela di falso che il contribuente aveva promosso perché venisse dichiarata la falsità della sottoscrizione apposta sull’avviso di ricevimento della raccomandata contenente l’atto impositivo propedeutico all’emissione della cartella esattoriale oggetto di questo giudizio;

2. con il secondo motivo (“1. In relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, si deduce: omessa insufficiente e/o contraddittoria motivazione in ordine alla valutazione delle prove agli atti del giudizio relative alla firma apocrifa apposta sull’avviso di ricevimento dell’avviso di accertamento impugnato – Errata e contraddittoria motivazione della controversia de qua.”), il contribuente censura la sentenza impugnata che ha contraddittoriamente considerato regolare la notifica dell’avviso di accertamento pur in presenza di ampia documentazione agli atti del giudizio che dimostrava la falsità della firma apposta sul detto avviso di ricevimento;

3. il primo motivo è fondato e il secondo è assorbito;

il giudice d’appello ha ritenuto che, in pendenza della causa civile di querela di falso, non si dovesse sospendere il processo tributario in quanto il giudizio civile “non (era) stato ancora trattato (…) (e) la sospensione (…) sarebbe data sostanzialmente sine die, atteso il protratto tempo delle decisioni nei vari gradi di giudizio.”. Tale statuizione si discosta dal consueto orientamento di legittimità (cfr. ex multis Cass. 30/11/2017, n. 28671), che occorre adesso ribadire, per il quale “In materia di querela di falso, il giudice tributario è tenuto, ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, a sospendere il giudizio fino al passaggio in giudicato della decisione in ordine alla querela stessa (o fino a quando non si sia altrimenti definito il relativo giudizio), trattandosi di accertamento pregiudiziale riservato ad altra giurisdizione, e di cui egli non può conoscere neppure “incidenter tantum” (…)”;

4. in conclusione, accolto il primo motivo, assorbito il secondo, la sentenza è cassata, con rinvio al giudice a quo, anche per le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo motivo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 24 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA