Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38710 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. III, 06/12/2021, (ud. 16/07/2021, dep. 06/12/2021), n.38710

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – rel. Consigliere –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 21998/2019 proposto da:

B.D., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA PIETRO

MEROLLI 2, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO ROSATI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato BEATRICE MONTICELLI;

– ricorrente –

contro

UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DI SANTA TERESA 23, presso lo studio dell’avvocato MAURIZIO HAZAN,

che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

e contro

C.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 245/2019 del TRIBUNALE di BOLOGNA, depositata

il 30/1/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

16/7/2021 dal Consigliere Dott. LUIGI ALESSANDRO SCARANO.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza del 30/1/2019 il Tribunale di Bologna ha respinto il gravame interposto dal sig. B.D. – in proprio e quale titolare dell’omonima impresa individuale – in relazione alla pronunzia G. di P. Bologna 22/1/2017, di rigetto della domanda proposta nei confronti della società Unipolsai Assicurazioni s.p.a. e del sig. C.A. di risarcimento del danno non patrimoniale da lesione permanente del 2,5% al rachide cervicale subito in conseguenza del sinistro stradale avvenuto a P.Z. il (OMISSIS) per esclusivo fatto e colpa di quest’ultimo, asseritamente non coperto dalla somma corrisposta stragiudizialmente e trattenuta a titolo di acconto.

Avverso la suindicata pronunzia della corte di merito il B. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 2 complessi motivi.

Resiste con controricorso la società Unipolsai Assicurazioni s.p.a..

L’altro intimato non ha svolto attività difensiva.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il 1 MOTIVO la ricorrente denunzia “violazione o falsa applicazione” dell’art. 139 cod. ass., L. n. 27 del 2012, art. 32, L. n. 124 del 2017, art. 1, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Si duole che il giudice dell’appello abbia erroneamente affermato che “il difetto di accertamento medico strumentale della lesione permanente di lieve entità rende ex se irrisarcibile il danno biologico permanente, a prescindere dall’accertamento medico-legale leges artis dell’una e dell’altro”, laddove “il danno biologico permanente accertato dal medico legale deve ritenersi risarcibile allorché la lesione permanente di lieve entità sia oggettivamente accertata lege artis dal medico legale sulla base di segni oggettivi emergenti dall’esame clinico e strumentale e obiettivo/visivo, tra loro univocamente coerenti e/o reciprocamente confermativi nell’attestarne l’effettiva esistenza o, alternativamente, sulla base dei soli sintomi oggettivi emergenti dall’esame clinico e obiettivo/visivo qualora risulti superflua (non decisiva) la conferma potenzialmente emergente dal rilievo di sintomi oggettivi emergenti dall’ulteriore (non necessario) esame strumentale”.

La questione portata all’attenzione della Corte attiene alla risarcibilità della lesione permanente di lieve entità (nella specie, del 2,5%) in difetto di accertamento medico strumentale.

Trattandosi di questione di rilevanza nomofilattica, il Collegio ritiene opportuna la relativa disamina in pubblica udienza, con l’intervento delle parti e la partecipazione necessaria del P.G..

Rinvia pertanto la causa a nuovo ruolo.

P.Q.M.

La Corte rimette la causa alla pubblica udienza. Rinvia la causa a nuovo ruolo.

Così deciso in Roma, il 16 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

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