Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38696 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38696

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3645-2019 proposto da:

INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso lo studio dell’avvocato MAURO

SFERRAZZA, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati

VINCENZO TRIOLO, ANTONIETTA CORETTI, VINCENZO STUMPO;

– ricorrente –

contro

D.I., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CRESCENZIO 58,

presso lo studio dell’avvocato SAVINA BOMBOI, che lo rappresenta e

difende unitamente agli avvocati CARLO GALEOTAFIORE, BRUNO COSSU;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 163/2018 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 20/07/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 15/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. PATTI

ADRIANO PIERGIOVANNI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. con sentenza 20 luglio 2018, la Corte d’appello di Venezia rigettava il gravame dell’Inps avverso la sentenza di primo grado, di sua condanna al pagamento della somma di Euro 9.091,60 oltre accessori, a titolo di T.f.r. in favore del lavoratore D.I., in quanto credito ammesso allo stato passivo del Fallimento della datrice (OMISSIS) s.p.a. in liquidazione;

2. essa ciò riteneva per essere stato il predetto dipendente della società fallita fino al 21 marzo 2011 e poi transitato, per effetto di trasferimento del ramo d’azienda cui era addetto, alle dipendenze della cessionaria SAE D Group s.r.l.: pertanto gli emolumenti dovevano ritenersi a carico del Fondo di Garanzia, sull’assunto della responsabilità, a norma dell’art. 2112 c.c., del datore cedente, per la quota di T.f.r. maturata dal dipendente fino al trasferimento del ramo, non essendo contestabili dall’Inps le risultanze dello stato passivo fallimentare;

3. con atto notificato il 17 (22) gennaio 2019, l’Inps ricorreva per cassazione con unico motivo, cui il lavoratore resisteva con controricorso;

4. entrambe le parti hanno comunicato memoria ai sensi dell’art. 380bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 297 del 1982, art. 2, commi 1, 2, 4, 5, 7 e 8, in riferimento all’art. 2112 c.c., per erroneo riconoscimento del diritto del lavoratore alla percezione dal Fondo di garanzia della quota di T.f.r. maturata nei confronti del datore di lavoro cedente fallito, nonostante l’attività prestata in favore di altro datore in bonis cessionario, nell’inesigibilità del suddetto credito fino al momento di cessazione del rapporto di lavoro e per la solidale responsabilità, a norma dell’art. 2112 c.c., del cessionario (unico motivo);

2. in via di premessa, occorre ribadire il principio di inopponibilità delle risultanze dello stato passivo del fallimento all’Inps, in ordine agli elementi soggettivi e oggettivi al cui ricorrere scatti l’obbligo di tutela assicurativa interni alla stessa autonoma fattispecie previdenziale (quale l’esigibilità del credito per T.f.r., al momento di cessazione del rapporto, presupposto di erogazione della prestazione previdenziale del Fondo) e non alla natura autonoma dell’obbligo di corresponsione della prestazione (Cass. 19277/18, p.to 18 in motivazione; 29363/18, pto. 11 ivi; 30804/18, p.to 9 ivi);

3. la L. n. 297 del 1982, art. 2 e il D.Lgs. n. 80 del 1992, art. 2, si riferiscono all’ipotesi in cui sia stato dichiarato insolvente ed ammesso alle procedure concorsuali il datore di lavoro che sia tale al momento in cui il t.f.r. diviene esigibile e in cui la domanda di insinuazione al passivo sia proposta; inoltre, poiché il t.f.r. diventa esigibile solo al momento della cessazione del rapporto, il fatto che (erroneamente) il credito maturato per t.f.r. fino al momento della cessione d’azienda sia stato ammesso allo stato passivo nella procedura fallimentare del datore di lavoro cedente non può vincolare l’INPS, che è estraneo alla procedura e che perciò deve poter contestare il credito per t.f.r. sostenendo che esso non sia ancora esigibile, neppure in parte, non operando quindi ancora la garanzia della L. n. 297 del 1982, art. 2 (Cass. 23 febbraio 2021, n. 4897, di cassazione della decisione di merito che aveva ritenuto insindacabile, da parte dell’INPS, la spettanza del diritto alla prestazione del Fondo di cui alla L. n. 297 del 1982, art. 2, benché il fallimento del cedente e la domanda di insinuazione al passivo fossero intervenute successivamente alla cessazione del rapporto di lavoro proseguito con il cessionario);

4. è allora irrilevante, nel caso di specie in cui il rapporto di lavoro è cessato (e il credito per T.f.r. divenuto esigibile) alle dipendenze della società cessionaria dell’azienda e non della datrice cedente insolvente, l’accertamento dell’avvenuta cessazione con il primo, ai sensi dell’art. 2112 c.c., nel mese di agosto 2011 (secondo la documentazione dimessa dall’Inps: così in base alla sentenza di primo grado, secondo quanto riportato dall’ultimo alinea di pg. 4 ai primi tre di pg. 5 della sentenza impugnata), prima della dichiarazione di fallimento della società datrice cedente (dichiarato il 25 ottobre 2011);

5. pertanto il ricorso deve essere accolto, con la cassazione della sentenza impugnata e rinvio, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Venezia in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Venezia in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

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