Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38686 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. lav., 06/12/2021, (ud. 27/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38686

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – rel. Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6649/2020 proposto da:

T.E., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR, presso LA CANCELLERIA

DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato ALESSANDRO FABBRINI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI VERONA in persona

del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ex lege

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI n. 12;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 3217/2019 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 30/07/2019 R.G.N. 1865/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

27/10/2021 dal Consigliere Dott. CARLA PONTERIO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. La Corte di appello di Venezia ha respinto l’appello proposto da T.E., cittadino della Nigeria, avverso l’ordinanza del Tribunale della stessa sede che, confermando il provvedimento emesso dalla competente Commissione territoriale, aveva negato al richiedente il riconoscimento della protezione internazionale e di quella umanitaria.

2. Avverso la sentenza T.E. ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo, attinente al mancato riconoscimento della protezione umanitaria.

3. Il Ministero dell’Interno si è costituito al solo fine dell’eventuale partecipazione all’udienza di discussione.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. In via preliminare, deve essere dichiarata la giuridica inesistenza della procura speciale rilasciata al difensore, apposta su foglio separato materialmente congiunto al ricorso, in quanto priva di specifico riferimento al provvedimento impugnato data l’indicazione nella stessa della delega a rappresentare e difendere il richiedente nel procedimento “avanti alla Corte di Cassazione ed avete ad oggetto impugnazione avverso il decreto di rigetto n. 17569/2019 del 23.7.2019 del Tribunale di Roma sub RG. 49492/2018”. Nessun dato richiama il procedimento in esame, concluso dinanzi alla Corte d’appello di Venezia con sentenza n. 3217/2019, RG. n. 1865/2018.

5. Alla suddetta conclusione si perviene d’ufficio in quanto l’art. 83 c.p.c., configura come un obbligo del giudice quello della verifica dell’effettiva estensione della procura rilasciata – principalmente a garanzia della stessa parte che l’ha rilasciata, affinché la medesima non risulti esposta al rischio del coinvolgimento in una controversia diversa da quella voluta, per effetto dell’autonoma iniziativa del proprio difensore – per l’assorbente rilievo secondo cui la suindicata formulazione della procura fa sì che essa non risulti riferibile al ricorso, cui pur materialmente accede e quindi alla controversia in relazione alla quale il mandato è stato conferito dal ricorrente, non essendo tale vizio sanabile per effetto della sottoscrizione del ricorrente stesso apposto in calce alla procura speciale (vedi, per tutte: Cass. 7 giugno 2003, n. 9173).

6. La mancata riferibilità della procura alla controversia in esame ne determina l’inesistenza con conseguente inammissibilità del ricorso, senza assunzione di un provvedimento sulle spese del giudizio, non avendo il Ministero vittorioso svolto difese.

7. Si dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto. Tuttavia, trattandosi di attività processuale della quale il legale assume esclusivamente la responsabilità, stante l’accertato difetto di procura speciale, su di lui e non sulla parte grava il raddoppio dell’importo dovuto a titolo di contributo unificato (v. Cass. 06/12/2021 9.12.2019 n. 32008; Cass. SU 10 maggio 2006, n. 10706).

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese del presente giudizio di cassazione.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del difensore del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 27 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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