Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38679 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 05/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38679

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FERRO Massimo – Presidente –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – rel. Consigliere –

Dott. MERCOLINO Guido – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso per regolamento di competenza 8479/2021 proposto da:

VITALI SPA, rappresentato e difeso dall’avvocato Antonio Gravallese;

– ricorrente –

contro

MASSUCCO COSTRUZIONI SRL;

– intimata –

Avverso ordinanza del Tribunale ordinario di Cuneo, depositata il

1/3/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 5/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. IOFRIDA

GIULIA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Il Tribunale di Cuneo, con ordinanza depositata in data 1/3/2021 – in controversia concernente opposizione promossa dalla Vitali spa nei confronti della Massucco Costruzioni srl ed avverso il decreto ingiuntivo n. 532/2020, con il quale il Tribunale ha ingiunto alla prima di pagare alla seconda l’importo di Euro 19.928,70, quale residuo dovuto sul totale fatturato a titolo di prezzo del noleggio a freddo di un frantoio mobile da cantiere per frantumazione, – ha respinto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dall’opponente, in forza dell’art. 6 dell’ordine di acquisto del 22/8/2019, sottoscritto dalle parti, contemplante clausola derogatoria della competenza in favore, in via esclusiva, del foro di Bergamo, ha concesso la provvisoria esecuzione, ex art. 648 c.p.c., del decreto ingiuntivo e ha concesso alle parti i termini ex art. 183 c.p.c., comma 6.

In particolare, il giudice di merito ha sostenuto che era corretta la prospettazione dell’opposta in ordine al fatto che l’unico contratto inter partes era quello n. 19/00136 (richiamato, peraltro, anche nelle fatture oggetto di contestazione), sottoscritto da entrambe le parti solo il 26/8/2019, contenente la descrizione dell’oggetto della prestazione, del costo del noleggio e la previsione del foro esclusivo, con doppia e specifica sottoscrizione pure della clausola n. 14 delle condizioni generali di contratto di deroga della competenza in favore del Tribunale di Cuneo.

Avverso la suddetta pronuncia, comunicata il 2/3/2021, la Vitali spa propone ricorso per regolamento di competenza, notificato il 17/3/2021, affidato a tre motivi, nei confronti di Massucco Costruzioni srl (che non svolge difese). Il PG ha reso parere scritto, concludendo per la declaratoria di inammissibilità del proposto regolamento di competenza.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. La ricorrente lamenta: a) con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, degli artt. 1326, 1327, 1331 e 1362 c.c. e degli artt. 116 e 113c.p.c., nonché dell’art. 111 Cost.; b) con il secondo motivo, la violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, dell’art. 28 c.p.c. e dell’art. 38 c.p.c., commi 3 e 4, nonché degli artt. 113 e 116 c.p.c., in relazione al mancato rilievo d’ufficio dell’incompetenza per territorio del Tribunale adito di Cuneo; c) con il terzo motivo, sia un vizio di motivazione apparente sia un vizio di omessa o insufficiente motivazione, sia un vizio di violazione e falsa applicazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, della L. n. 136 del 2010 e della L. n. 50 del 2010, Codice degli appalti pubblici.

2. Il PG ha chiesto dichiararsi inammissibile il regolamento di competenza, atteso che l’ordinanza impugnata è stata emessa dal giudice istruttore della causa, senza che il giudice abbia “inequivocabilmente espresso l’intenzione di risolvere definitivamente, davanti a sé,…la questione di continenza sollevata dall’opponente”, esaminata solo in via incidentale ai fini della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione opposta, con conseguente delibazione solo sommaria sulla competenza.

3. Il ricorso per regolamento di incompetenza è inammissibile. Questa Corte a Sezioni Unite (Cass. 20449/2014) ha affermato che “anche dopo l’innovazione introdotta dalla novella di cui alla L. 18 giugno 2009, n. 69, in relazione alla forma della decisione sulla competenza (da adottarsi, ora, con ordinanza anziché con sentenza), il provvedimento del giudice adito (nella specie monocratico), che, nel disattendere la corrispondente eccezione, affermi la propria competenza e disponga la prosecuzione del giudizio innanzi a sé, è insuscettibile di impugnazione con il regolamento ex art. 42 c.p.c., ove non preceduto dalla rimessione della causa in decisione e dal previo invito alle parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito, salvo che quel giudice, così procedendo e statuendo, lo abbia fatto conclamando, in termini di assoluta e oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità, l’idoneità della propria determinazione a risolvere definitivamente, davanti a sé, la suddetta questione” (conf. Cass.14223/2017; Cass. 5354/2018; Cass. 23338/2020; Cass. 11742/2021).

Invero, in base alle norme che regolano il procedimento di decisione sulle questioni di giurisdizione e di competenza o su altre questioni pregiudiziali di rito, il giudice può disporre che tali questioni siano decise separatamente dal merito, ma deve invitare le parti a precisare le conclusioni (artt. 187 e 189 c.p.c.) e rimettere la causa in decisione, cosicché, allorquando il giudice istruttore, di fronte alla proposizione di un’eccezione di incompetenza, adotta un provvedimento che disponga che la questione di competenza venga decisa unitamente al merito, ancorché tale provvedimento contenga affermazioni riguardo alla questione di competenza, “esse non integrano una decisione sulla stessa ma hanno soltanto il valore di una giustificazione della scelta del giudice di decidere insieme sul merito e sulla competenza, che presuppone necessariamente una delibazione negativa riguardo a detta questione, della quale il giudice deve dare conto” (Cass. 16754/2006)

Nell’ordinanza di questo giudice di legittimità n. 21561/2015, in particolare, si è chiarito che la natura decisoria della pronuncia sulla competenza del giudice istruttore monocratico, ove lo stesso abbia disatteso la corrispondente eccezione di parte, affermando la propria competenza – senza rimettere la causa in decisione, invitando previamente le parti a precisare le rispettive integrali conclusioni anche di merito – e disponendo la prosecuzione del giudizio innanzi a sé, si ha quando “risulti, in modo appunto inequivoco ed oggettivo, che egli, nell’esprimersi sulla questione di competenza, ha inteso fare luogo ad una valutazione che reputa non più discutibile ai sensi dell’art. 187 c.p.c., comma 3, e dell’art. 177 c.p.c., comma 1”.

In relazione poi al giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, che qui interessa, si è affermato (Cass. 13765/2006; Cass. 23191/2004) che “poiché il regolamento di competenza è disciplinato come mezzo di impugnazione ordinario avverso le sentenze che pronunciano sulla competenza, ovvero avverso provvedimenti che, se impugnati, siano suscettibili di rendere incontestabile l’incompetenza dichiarata o la competenza del giudice adito, non è impugnabile con il regolamento di competenza l’ordinanza di concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto, data la natura strumentale e provvisoria del provvedimento, che non comporta alcuna decisione definitiva, neppure implicita, sulla competenza”. Sempre in tema si è ulteriormente ribadito (Cass. 23309/2015) che “in pendenza di opposizione a decreto ingiuntivo, l’ordinanza, con la quale venga negata la sospensione dell’esecuzione provvisoria del decreto opposto, ha natura interinale ed è produttiva di effetti destinati ad esaurirsi con la sentenza che pronunzia sull’opposizione, senza interferire sulla definizione della causa, sicché non è impugnabile con regolamento di competenza neppure se la questione sulla competenza sia stata sommariamente delibata allo scopo di decidere sulla sussistenza o meno delle condizioni per la concessione della richiesta sospensione, attesa la natura strumentale e provvisoria del provvedimento, che non comporta alcuna decisione definitiva, neppure implicita, sulla competenza stessa” (in termini Cass. nn. 20357/72020, 9553/2020, 8695/2018 e 27531/2017, non massimate).

Ora, nella specie, nell’ordinanza in oggetto, la natura della delibazione sulla competenza, non decisoria ma meramente sommaria e come presupposto della decisione sulla sussistenza delle condizioni per la concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposta, si evince dal fatto che il giudice si è limitato, senza previamente invitare le parti a precisare le conclusioni, a ritenere sinteticamente (non affrontando tutti i profili evidenziati nell’atto di opposizione) rilevante il riferimento al contratto n. 19/00136 nelle fatture e la presenza della doppia sottoscrizione delle parti in detto contratto, senz’altra motivazione, e ha concesso la provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, disponendo la prosecuzione del giudizio di merito dinanzi a sé ed assegnando termini alle parti per memorie ex art. 183 c.p.c., comma 6, in difetto di espressioni dalle quali desumere inequivocabilmente l’intenzione dello stesso giudice di risolvere definitivamente la questione sulla competenza.

4. Per tutto quanto sopra esposto, va dichiarato inammissibile il ricorso. Non v’e’ luogo a provvedere sulle spese processuali non avendo l’intimato svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della ricorrenza dei presupposti processuali per il versamento da parte del ricorrente dell’importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, ove dovuto, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 5 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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