Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38662 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. lav., 06/12/2021, (ud. 27/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38662

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – rel. Consigliere –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6692-2020 proposto da:

G.K., domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR presso LA

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato SAVINA FORGITTONI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, – Commissione Territoriale per il

Riconoscimento della Protezione Internazionale di Roma, in persona

del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis

dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici domicilia

in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI 12;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 93/2020 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 09/01/2020 R.G.N. 7395/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/10/2021 dal Consigliere Dott. ADRIANO PIERGIOVANNI PATTI.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. con sentenza 9 gennaio 2020, la Corte d’appello di Roma rigettava il gravame di G.K., cittadino (OMISSIS), avverso l’ordinanza ai sensi dell’art. 702ter c.p.c. del Tribunale della stessa città, di reiezione delle sue domande di protezione internazionale e umanitaria;

2. essa escludeva, per la ragione di carattere economico riferita dallo straniero (cui i genitori avevano pagato il viaggio con il ricavato del loro unico bene, nella speranza che egli trovasse altrove un lavoro per mantenerli con il relativo guadagno) a motivo dell’abbandono del suo Paese di origine, i requisiti per la concessione delle misure di protezione internazionale richieste, anche tenuto conto dell’inesistenza ivi di una situazione di violenza indiscriminata causata da un conflitto armato, neppure egli avendo dedotto condizioni di vulnerabilità, in assenza di prova di un suo percorso di integrazione sociale, tale da meritargli la protezione umanitaria, nell’insufficienza dell’attività lavorativa prestata a tempo determinato in agricoltura;

3. con atto notificato il 6 (10) febbraio 2020, lo straniero ricorreva per cassazione con due motivi, illustrati da memoria ai sensi dell’art. 380bis1 c.p.c.; il Ministero dell’Interno intimato non resisteva con controricorso, ma depositava atto di costituzione ai fini della eventuale partecipazione all’udienza di discussione ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1, ult. alinea, cui non faceva seguito alcuna attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. il ricorrente deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 32, comma 3, D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, comma 6, per esclusione della condizione di vulnerabilità del richiedente per la condizione di estrema povertà, per calamità naturali e difficile accesso alle risorse primarie (acqua, cibo), in particolare nella sua zona di provenienza ((OMISSIS)), al confine con il (OMISSIS), da cui provenienti masse di profughi ulteriormente aggravanti la misera condizione della popolazione (primo motivo); nullità della sentenza per violazione del D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 8, comma 3, art. 115 c.p.c., per assenza di alcun accertamento mirato sulla specifica situazione, pure segnalata e documentata dal ricorrente, in violazione dell’obbligo di cooperazione istruttoria (secondo motivo);

2. essi, congiuntamente esaminabili per ragioni di stretta connessione, sono fondati;

3. nell’applicazione del protocollo procedimentale di valutazione della credibilità del richiedente sulla base dei criteri indicati dal D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 3, comma 5 (Cass. 11 marzo 2020, n. 6897; Cass. 6 luglio 2020, n. 13944; Cass. 9 luglio 2020, n. 14674), funzionale all’integrazione probatoria (“qualora taluni elementi o aspetti delle dichiarazioni del richiedente… non siano suffragati da prove”: D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, art. 3, comma 5, primo periodo) della domanda da esaminare, occorre valutare “tutti i fatti pertinenti che riguardano il Paese d’origine al momento dell’adozione della decisione in merito alla domanda… ” (art. 3, comma 3, lett. a D.Lgs. cit.), in combinazione con il criterio di una sua verifica “alla luce di informazioni precise e aggiornate circa la situazione generale esistente nel Paese di origine… ” (D.Lgs. 25 gennaio 2008, n. 25, art. 8, comma 3), in osservanza del cd. obbligo di cooperazione istruttoria;

3.1. esso consiste nella valutazione delle condizioni socio-politiche del Paese d’origine del richiedente, a fronte del suo dovere di allegare, produrre o dedurre tutti gli elementi e la documentazione necessari a motivare la domanda, tramite l’apprezzamento di tutte le informazioni, generali e specifiche di cui si dispone pertinenti al caso, aggiornate al momento dell’adozione della decisione: sicché il giudice del merito non può limitarsi a valutazioni solo generiche ovvero omettere di individuare le specifiche fonti informative da cui vengono tratte le conclusioni assunte (Cass. 22 maggio 2019, n. 13987; Cass. 20 maggio 2020, n. 9230; Cass. 19 luglio 2021, n. 20564);

3.2. nel caso di specie, la Corte capitolina è venuta meno ad esso, trascurando la pur rappresentata grave condizione di povertà estrema nella regione di provenienza del richiedente, anche dipendente da calamità naturali, in esito ad una considerazione rapida e superficiale della sua vicenda (al secondo capoverso di pg. 3 della sentenza), in particolare riferimento ai requisiti di protezione umanitaria (al secondo e terzo capoverso di pg. 4 della sentenza), senza alcun approfondimento istruttorio, tanto meno basato su fonti ufficiali;

3.3. secondo la giurisprudenza di questa Corte, ai fini del riconoscimento, o del diniego, della protezione umanitaria prevista dal D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 19, commi 1 e 1.1, il concetto di “nucleo ineliminabile costitutivo dello statuto della dignità personale”, quale limite minimo essenziale al di sotto del quale non è rispettato il diritto individuale alla vita e all’esistenza dignitosa, dev’essere apprezzato dal giudice di merito non solo con specifico riferimento all’esistenza di una situazione di conflitto armato, ma anche con riguardo a qualsiasi contesto che sia, in concreto, idoneo ad esporre i diritti fondamentali alla vita, alla libertà e all’autodeterminazione dell’individuo al rischio di azzeramento o riduzione al di sotto della predetta soglia minima: con la conseguenza della possibile rilevanza anche di una condizione di povertà estrema (nella quale non si disponga, o si disponga con grande difficoltà o intermittenza, delle primarie risorse per il sostentamento umano come l’acqua, il cibo, il vestiario e l’abitazione) del paese di provenienza, ove considerata unitamente a quella di insuperabile indigenza alla quale, per ragioni individuali, il ricorrente sarebbe esposto in caso di rimpatrio, nel caso in cui la combinazione di tali elementi crei il pericolo di esporlo a condizioni incompatibili con il rispetto dei diritti umani fondamentali (Cass. 8 giugno 2021, n. 15961); dovendosi pertanto ritenere configurabile, anche in ipotesi di assoluta ed inemendabile povertà per alcuni strati della popolazione, o per tipologie soggettive analoghe a quelle del ricorrente, e di conseguente impossibilità di poter provvedere almeno al proprio sostentamento, la violazione dei diritti umani, al di sotto del loro nucleo essenziale, con relativo onere del giudice di merito di un tale accertamento, in adempimento del proprio obbligo di cooperazione istruttoria (Cass. 28 luglio 2020, n. 16119);

3.4. pure la documentata concorrente dipendenza di una tale condizione di povertà estrema, “per le molte famiglie” (come quella del richiedente) “che vivono di agricoltura” per le quali “risulta impossibile rimediare alle ripetute perdite economiche causate da eventi naturali” (come da fonti COI 2019, specificamente riportate, in riferimento alla regione di (OMISSIS) di sua provenienza, agli ultimi tre alinea di pg. 9 del ricorso), da calamità naturali merita di essere valorizzata, con adeguato approfondimento, anche tenuto conto in sede di interpretazione evolutiva del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 20bis (inserito dal D.L. n. 113 del 2018, art. 1, comma 1, lett. h) conv. in L. n. 132 del 2018), inapplicabile ratione temporis, che ha espressamente previsto il permesso di soggiorno per calamità, da concedere “quando il Paese verso il quale lo straniero dovrebbe fare ritorno versa in una situazione di contingente ed eccezionale calamità che non consente il rientro e la permanenza in condizioni di sicurezza” (Cass. 4 febbraio 2020, n. 2563; Cass. 19 maggio 2021, n. 13652): ciò essendo ben possibile alla luce della continuità evolutiva, sotto questo specifico profilo, di tale normativa citata con quella anteriore applicabile ratione temporis (secondo il ribadito insegnamento in ordine ai criteri regolanti una corretta interpretazione storico evolutiva di: Cass. s.u. 9 settembre 2021, n. 24413, part. p.ti 27 e 28 motivaz.);

4. pertanto il ricorso deve essere accolto, con la cassazione della sentenza impugnata e rinvio, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Adunanza camerale, il 27 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA