Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3865 del 18/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 18/02/2010, (ud. 21/01/2010, dep. 18/02/2010), n.3865

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PAPA Enrico – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

L.C. e R.T., elettivamente domiciliati in Roma,

Via dei Gracchi 130, presso lo studio dell’avv. Giovanni Zappala,

rappresentati e difesi dall’avv. BURGIO Aldo per procura in atti;

– ricorrenti –

contro

Ministero delle Finanze;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Palermo

n. 129/21/01, depositata il 18/10/2001;

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 21/1/2010 dal

Cons. Francesco Tirelli;

Letta la requisitoria del P.M., in persona del Dott. VELARDI

Maurizio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

La Corte, osserva quanto segue:

 

Fatto

OSSERVA

Con ricorso notificato il 26/11/2002, L.C. e R. T. hanno chiesto la cassazione della sentenza in epigrafe indicata.

Il Ministero delle Finanze non ha svolto attività difensiva e la controversia è stata decisa all’esito della Camera di consiglio del 21/1/2010.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Dalla lettura della sentenza impugnata e del ricorso contro di essa proposto emerge in fatto che avendo ricevuto la notificazione di un avviso di accertamento con cui, sulla base dei coefficienti presuntivi di cui al D.M. 10 settembre 1992 e D.M. 19 novembre 1992, l’Ufficio aveva rettificato in aumento i redditi dichiarati per l’anno 1989, L.C. e R.T., F.G. si sono rivolti alla Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa, che ha accolto il ricorso.

L’Ufficio ha interposto appello, in accoglimento del quale la Commissione Regionale ha confermato l’accertamento impugnato perchè diversamente da quanto ritenuto dai primi giudici, i coefficienti presuntivi in questione ben potevano essere utilizzati anche per rettificare le dichiarazioni degli anni precedenti l’emanazione dei decreti ministeriali.

I contribuenti hanno censurato l’anzidetta decisione, deducendo con il primo, il secondo ed il quarto motivo la violazione della L. n. 413 del 1991, art. 1, della L. n. 212 del 2000, art. 3 e del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, in quanto la Commissione Regionale avrebbe dovuto confermare l’inapplicabilità retroattiva dei coefficienti di cui ai DD.MM. del 1992.

Con il terzo motivo i ricorrenti hanno invece lamentato la violazione dell’art. 112 c.p.c. e art. 111 Cost., in quanto la Commissione Regionale non aveva tenuto nessun conto della prova documentale da loro fornita in ordine al fatto che nel 1989 avevano potuto disporre di “mezzi finanziari derivanti da risarcimento danni, cessione di due autoevetture e finanziamenti di terzi”.

I motivi primo, secondo e quarto sono infondati, avendo questa Suprema Corte già stabilito l’applicabilità anche agli anni anteriori dei ed redditometri di cui alla L. n. 413 del 1991 (C. Cass. 2002/12731, 2003/14161 e 2005/1797).

Il terzo motivo è invece inammissibile, perchè per il principio dell’autosufficienza del ricorso, i ricorrenti non avrebbero potuto limitarsi a denunciare il mancato esame della prova, ma avrebbero dovuto indicare i documenti a tal fine prodotti, il contenuto degli stessi e l’atto processuale con il quale li avevano sottoposti all’attenzione del giudice tributario.

Il ricorso va, quindi, respinto.

Nulla per le spese, stante il mancato svolgimento di attività difensiva da parte del Ministero delle Finanze.

PQM

LA CORTE rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 21 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2010

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