Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38643 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. II, 06/12/2021, (ud. 21/09/2021, dep. 06/12/2021), n.38643

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. ORILIA Lorenzo – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rosanna – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5760-2017 proposto da:

IL NEGOZIO SRL, rappresentata e difesa dagli avvocati GIUSEPPE

MALVASI, e ILARIA MACCHIONE;

– ricorrente –

L.D., L.M., R.M., elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA COSTANTINO MORIN 45, presso lo studio dell’avvocato

MICHELE ARDITI DI CASTELVETERE, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato DOMENICANTONIO SILIPO;

– controricorrenti – ricorrenti incidentali –

RU.MA.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 10/2016 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 05/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

21/09/2021 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE TEDESCO.

 

Fatto

RITENUTO

che:

Il Negozio s.r.l. ha proposto ricorso per cassazione, sulla base di due motivi, contro la sentenza della Corte d’appello di Bologna, resa nel contraddittorio con L.E. e altri in relazione a preliminare di vendita di immobile.

L.D., L.M. e R.M., nella qualità di eredi di L.E., hanno resistito con controricorso, contenente ricorso incidentale condizionato.

I controricorrenti hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso, in quanto tardivo.

I controricorrenti hanno depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorso principale è inammissibile.

Esso, infatti, è stato proposto decorso oltre un anno dalla pubblicazione della sentenza, ex art. 327 c.p.c. nel testo originario, applicabile ratione temporis, trattandosi di giudizio iniziato prima del 4 luglio 2009. La modifica dell’art. 327 c.p.c., introdotta dalla L. n. 69 del 2009, art. 46 che ha sostituito con il termine di decadenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza l’originario termine annuale, è applicabile, ai sensi dell’art. 58, comma 1, ai soli giudizi instaurati dopo la sua entrata in vigore e, quindi, dal 4 luglio 2009, restando irrilevante il momento dell’instaurazione di una successiva fase o di un successivo grado di giudizio (Cass. n. 19979/2018).

La sentenza impugnata è stata pubblicata il 5 gennaio 2016; per cui il termine lungo di un anno, tenuto conto della riduzione della durata del periodo di sospensione feriale, attualmente decorrente dal 1 al 31 agosto di ogni anno ai sensi della L. n. 741 del 1969, art. 1 nel testo modificato dal D.L. n. 132 del 2014, art. 16, comma 1, conv. con modif. dalla L. n. 162 del 2014, applicabile dall’anno 2015 (Cass. n. 30053/2020), scadeva lunedì 6 febbraio 2017. Si evidenzia che la stessa sentenza d’appello è stata pronunciata nel vigore della nuova disciplina della sospensione feriale (Cass. n. 17949/2021).

Consegue la tardività del ricorso. Infatti, risulta dal timbro apposto sull’originale dell’atto notificato che esso è stato consegnato per la notificazione, poi avvenuta a mezzo del servizio postale, il 16 febbraio 2017, oltre il decorso del termine lungo di impugnazione.

E’ inefficace il ricorso incidentale tardivo (art. 334 c.p.c.), senza che da ciò derivi il c.d. raddoppio del contributo unificato (Cass. n. 13348/2017; n. 1343/2019).

Ci sono le condizioni per dare atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto”.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso principale ed inefficace il ricorso incidentale; condanna la ricorrente al pagamento, in favore dei controricorrenti, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 10.260,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15P/o, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 e agli accessori di legge; ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Seconda civile della Corte suprema di cassazione, il 21 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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