Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38632 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 13/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38632

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 26352/2020 R.G., proposto da:

T.V., rappresentato e difeso da sé stesso, con domicilio

in Caltanissetta, Viale della Regione n. 21.

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, in persona del Ministro p.t..

– intimato –

avverso l’ordinanza del tribunale di Caltanissetta, pubblicata in

data 25.4.2020.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del giorno

13.10.2021 dal Consigliere Giuseppe Fortunato.

 

Fatto

RAGIONI IN FATTO IN DIRITTO DELLA DECISIONE

1. L’avv. T.V. ha chiesto la liquidazione del compenso per il patrocinio svolto in un procedimento di accertamento tecnico preventivo, volto a accertare la sussistenza dei presupposti per la corresponsione dell’indennità di accompagnamento in favore di A.G., ammesso al patrocinio a spese dello Stato.

Il tribunale ha respinto la domanda, con provvedimento confermato in sede di opposizione D.P.R. n. 115 del 2002, ex art. 170.

L’ordinanza impugnata ha evidenziato che il difensore non aveva mai formalizzato la propria ammissione dinanzi al giudice della causa, ma solo dopo la pronuncia resa a definizione del procedimento, sostenendo che correttamente il giudice investito della liquidazione avesse, per tale motivo, respinto la domanda, stante l’obbligo di comunicare tempestivamente all’autorità giudiziaria procedente il provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

La cassazione del decreto è chiesta dall’avv. T.V. con ricorso in tre motivi.

Il Ministero della giustizia è rimasto intimato.

Su proposta del relatore, secondo cui il ricorso, in quanto manifestamente infondato, poteva esser definito ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5, il Presidente ha fissato l’adunanza in Camera di consiglio.

2. Il primo motivo deduce la violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, artt. 126 e 133, e dell’art. 12 preleggi, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, asserendo che non vi alcun obbligo del difensore di comunicare l’ammissione al gratuito patrocinio della parte assistita prima della decisione della causa, non potendo pervenirsi a tale conclusione neppure in base al disposto dell’art. 133 tugs, che ha attinenza esclusivamente agli effetti dell’ammissione.

Il secondo motivo denuncia la violazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 83, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, sostenendo che la norma, comma 3, prevede che la liquidazione debba avvenire contestualmente alla decisione di merito, ma senza prevedere alcuna decadenza, essendo ammissibile anche una richiesta successiva alla definizione della causa in cui sia stato prestato il patrocinio.

Il terzo motivo deduce la violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, sostenendo che il tribunale abbia respinto la richiesta di liquidazione senza dar conto in motivazione delle ragioni che impedivano alla parte di proporre la richiesta dopo la decisione della causa.

3. Va esaminato in via preliminare il secondo motivo di ricorso, che è fondato per le ragioni che seguono.

Erroneamente il tribunale ha riottenuto che fosse onere del difensare della parte ammessa al gratuito patrocinio formalizzare la ammissione del proprio assistito, dovendo l’autorità essere edotta di tale circostanza prima della decisione della causa, non potendo accogliere l’istanza di liquidazione proposta successivamente.

Come evidenziato in ricorso, questa Corte ha precisato che neppure per effetto dell’introduzione dell’art. 83 tugs, comma 3, che dispone che il decreto di pagamento è emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento che chiude la fase cui si riferisce la relativa richiesta, ha previsto un adempimento che il difensore è tenuto ad osservare a pena di decadenza (Cass. n. 19733 del 2020; Cass. n. 22448 del 2019).

In sostanza, nel patrocinio a spese dello Stato non è prevista alcuna decadenza per l’avvocato che depositi l’istanza di liquidazione dei compensi in un momento successivo alla pronuncia.

La previsione dell’art. 83 tugs, u.c., per il quale il decreto di pagamento deve essere emesso dal giudice contestualmente alla pronuncia del provvedimento, ha lo scopo di raccomandare la sollecita definizione delle procedure di liquidazione del compenso del difensore, senza tuttavia imporre alcuna decadenza a carico del professionista.

Nessun argomento contrario può trarsi dalla previsione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 126.

La norma, disponendo che copia dell’atto con il quale il consiglio dell’ordine accoglie o respinge, ovvero dichiara inammissibile l’istanza, è trasmessa all’interessato e al magistrato, pone a carico del Consiglio il compito di provvedervi e pertanto le conseguenze di un’eventuale inosservanza non possano ricadere sulla parte interessata.

Per altro verso, il disposto del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 15, u.c., con previsione capace di contemplare anche l’ipotesi che il provvedimento di ammissione non sia ancora pervenuto all’autorità giudiziaria, imponeva al giudice dell’opposizione un vero e proprio obbligo di acquisire gli atti e documenti necessari per la decisione, potendosi sopperire anche nel successivo giudizio ex art. 170 tugs, ad eventuali carenze probatorie del procedimento di liquidazione (Cass. n. 23133 del 2021; Cass. n. 2206 del 2020).

E’ quindi accolto il secondo motivo di ricorso, con assorbimento delle altre due censure.

La pronuncia è cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa al Tribunale di Caltanissetta, in persona di altro Magistrato, anche per la pronuncia sulle spese di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il secondo motivo di ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa l’ordinanza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa al Tribunale di Caltanissetta, in diversa composizione, anche per la pronuncia sulle spese di legittimità.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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