Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38621 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. I, 06/12/2021, (ud. 20/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38621

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAMPANILE Pietro – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 16495/2020 proposto da:

L.A., rappresentato e difeso dall’Avv. Giuseppe Lufrano, in

virtù di delega in calce al ricorso per cassazione;

– ricorrente –

contro

Ministero dell’Interno, in persona del Ministro in carica,

domiciliato ex lege in Roma, Via dei Portoghesi, 12, presso gli

uffici dell’Avvocatura Generale dello Stato;

– resistente –

avverso la sentenza della Corte di appello di BARI, n. 2059/2019,

pubblicata il 19 novembre 2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

20 ottobre 2021 dal consigliere Dott. Lunella Caradonna.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. L.A., proveniente dalla (OMISSIS), ricorre, affidandosi a un motivo, per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Bari che, dopo avere dato atto che nessuno era comparso, ha dichiarato improcedibile l’appello proposto avverso l’ordinanza del Tribunale di Bari del 13 settembre 2019, con la quale era stato confermato il provvedimento della Commissione territoriale competente di diniego della protezione internazionale richiesta.

2. Il ricorrente ha riferito di avere abbandonato la (OMISSIS) nel 1996 per via della guerra e che aveva timore a rientrare perché la sua famiglia era inserita in una lista di ribelli a causa dell’appartenenza all’etnia (OMISSIS) e del fatto che suo padre aveva lavorato per il governo all’epoca del presidente S..

3. L’Amministrazione intimata si è costituita al fine di partecipare all’eventuale udienza di discussione ai sensi dell’art. 370 c.p.c., comma 1.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. Con il primo ed unico motivo si lamenta la violazione degli artt. 181 e 309 c.p.c., per avere applicato il combinato disposto dei suddetti articoli anche ai giudizi aventi ad oggetto la protezione internazionale, regolati dalla disciplina propria del processo sommario di cognizione, per quanto espressamente previsto dal D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 19.

1.1 Il motivo è fondato.

1.2 Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, in tema di riconoscimento della protezione internazionale dello straniero, nel procedimento di merito in unico grado, così come, prima delle modifiche di cui al D.L. n. 13 del 2017, nel giudizio di reclamo avanti alla corte d’appello, in caso di difetto di comparizione della parte interessata alla prima udienza, il giudice, verificata la regolarità della notificazione del ricorso e del decreto, deve decidere nel merito, non essendo applicabile l’art. 181 c.p.c., comma 1, e restando esclusa la possibilità di una pronunzia di improcedibilità per “disinteresse” alla definizione o di rinvio della trattazione (salvo che, in tal caso, si sia verificata un’irregolarità nelle notificazioni) o di non luogo a provvedere (Cass., 3 agosto 2010, n. 18043, richiamata anche dal ricorrente; Cass., 15 novembre 2011, n. 23915; Cass., 28 febbraio 2019, n. 6061; Cass., 16 novembre 2020, n. 25967; Cass., 2 dicembre 2020, n. 27531, principio affermato sia in materia di protezione internazionale, sia in materia di opposizione al decreto di espulsione).

2. Il ricorso va quindi accolto, il provvedimento impugnato va cassato e la causa va rinviata alla Corte di appello di Bari, in diversa composizione, che provvederà anche in relazione alle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa il provvedimento impugnato e rinvia la causa alla Corte di appello di Bari, in diversa composizione, che provvederà anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 20 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

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