Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38581 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 21/09/2021, dep. 06/12/2021), n.38581

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. FIECCONI Francesca – rel. Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 21771-2020 proposto da: COMUNE AVOLA, in persona del

Sindaco pro tempore, domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato SALVATORE MANGIAFICO;

– ricorrente –

contro

M.E.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 2672/2019 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 03/12/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott.ssa

FIECCONI FRANCESCA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Il Comune di Avola con ricorso notificato il 6. 8. 2020 impugna per cassazione la sentenza n. 2672/2019 emessa il 3 dicembre 2019 dalla Corte d’appello di Catania che, in parziale riforma della sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Siracusa, accogliendo in parte l’appello di M.E., ha condannato il Comune ricorrente al pagamento dell’importo di Euro 33.973,82, oltre accessori, in suo favore, riconsiderando nella minor misura del 50% (rispetto a quella del 85% indicata dal Tribunale di Siracusa) la quota di responsabilità di quest’ultimo, incappato in una buca mentre era alla guida del proprio ciclomotore, in ragione del mancato utilizzo del casco protettivo. La parte intimata non ha presentato difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorso appare inammissibile in relazione all’unico motivo, denunciante la violazione degli artt. 1227 e 2697 c.c., art. 111, Cost., comma 7, in quanto la censura coinvolge il merito della valutazione di corresponsabilità dell’attore danneggiato, calcolata nella misura del 50% e, in ogni caso, non localizza fatti e circostanze discussi in sede di giudizio di appello, con riferimento alla CTU espletata e alle prove testimoniali acquisite, riguardo alla misura di responsabilità attribuita ex art. 2051 c.c. all’ente qui ricorrente, e affermata dai giudici di merito, per quanto in diversa misura, a causa della presenza di una insidia non segnalata – buca piena d’acqua -nella sede stradale comunale percorsa dal danneggiato, ancorché non munito di casco protettivo, mentre era alla guida del suo ciclomotore.

Difatti, il mancato utilizzo del casco è stato valutato come non sufficiente a eliminare il nesso causale tra la mancata manutenzione della strada comunale e il danno subito dal motociclista, manifestatosi sia al cranio che al volto, e ha determinato la Corte di merito a riconsiderare la misura di corresponsabilità inizialmente attribuita al motociclista (85%).

Si tratta di una valutazione di merito delle risultanze istruttorie in questa sede incensurabile, in quanto collegata alla valutazione dell’id quod plerumque accidit in caso di mancato uso del casco protettivo, ove non tutte le lesioni cranio-facciali possono essere prevenute, come argomentato dalla medesima Corte di merito.

Oltretutto, il ricorrente non riporta esattamente, né localizza quanto in thesi diversamente indicato dal CTU medico-legale in sede di perizia e, pertanto, il motivo si dimostra, altresì, privo del requisito di specificità indicato nell’art. 366 c.p.c., n. 6 affinché possa essere valutato da questa Corte (cfr. Cass., Sez. Un., 27/12/2019, n. 34469; Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).

Conclusivamente il ricorso va dichiarato inammissibile; nulla per le spese e raddoppio Contributo Unificato, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso; nulla per le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1- bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione sesta – sotto sez. terza civile, il 21 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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