Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3857 del 18/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 18/02/2010, (ud. 21/01/2010, dep. 18/02/2010), n.3857

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PAPA Enrico – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. TIRELLI Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

sas Il Parco di Montenero, elettivamente domiciliata in Roma, Via

Nizza 45, presso lo studio dell’avv. FIORENTINI Stefano, che la

rappresenta e difende per procura in atti;

– ricorrente –

contro

Ministero delle Finanze;

– intimato –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Centrale n. 5109,

depositata il 19/9/2000.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 21/1/2010 dal

Cons. Dott. Francesco Tirelli;

Letta la requisitoria del P.M., che ha concluso per la dichiarazione

d’inammissibilità del ricorso.

La Corte:

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

rilevato che avendo ricevuto un avviso di accertamento di maggiori redditi per l’anno 1982, la sas Il Parco di Montenero, esercente attività edilizia e di gestione immobiliare, l’ha impugnato davanti alla Commissione Tributaria di Primo Grado di Roma, che ha però rigettato il ricorso;

che la contribuente si è allora gravata alla Commissione di Secondo Grado, che in parziale accoglimento dell’appello ha confermato soltanto le riprese a tassazione di L. 38.419.000 e L. 26.248.000, per costi e spese indeducibili perchè inerenti ad immobili non strumentali e di L. 12.944.000, a loro volta indeducibili perchè imputabili al conto patrimoniale;

che la sas Il Parco di Montenero si è rivolta alla Commissione Tributaria Centrale, che dopo aver dato atto della congruità, sul piano logico e giuridico, della motivazione adottata dai giudici a quo, ne ha condiviso le conclusioni perchè attenendo alla gestione d’immobili non strumentali, le predette passività non avrebbero potuto essere portate in diminuzione dalla società, che aveva già beneficiato della deduzione forfetaria di cui al D.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645, art. 75;

che con ricorso notificato il 31/1/2001 al Ministero delle Finanze, la contribuente ha sostenuto, con il primo motivo, l’integrale deducibilità dei costi per L. 38.419.000 e delle spese per L. 26.24 8.000, in quanto i primi avevano riguardato compensi per consulenze, oneri di rappresentanza e spese amministrative e di cancelleria, mentre le seconde erano state sostenute per effettuare lavori commissionati da terzi;

che con il secondo motivo la contribuente ha invece lamentato la mancata risposta a quanto da essa osservato in ordine alle spese incrementative, ovverosia al fatto che le stesse non avevano in alcun modo influenzato il conto economico, in quanto annullate da una corrispondente appostazione all’attivo;

che così riassunte le doglianze a base del ricorso, devesi rilevare che il PG ha concluso per la dichiarazione della sua inammissibilità, conformemente a quanto stabilito da C. Cass. 3306/2009 con riferimento ad altro ricorso proposto sempre dalla sas Il Parco di Montenero, che in quella occasione non aveva fatto menzione della parte intimata, nè aveva fornito elementi capaci comunque d’individuarla;

che nel caso di specie, invece, il ricorso risulta chiaramente diretto e notificato nei confronti del Ministero delle Finanze;

che sussistono, però, ugualmente le condizioni per trattarlo in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c.;

che a questo proposito giova infatti ricordare quanto stabilito da C. Cass. 2001/13365, che in ordine al regime giuridico dei beni immobili non strumentali nel vigore del D.P.R. n. 597 del 1973, ha escluso la deducibilità delle spese di manutenzione o riparazione o, comunque, specificamente riferibili alle singole unità immobiliari;

che l’affermazione fatta dalla Commissione Centrale in merito alla indeducibilità dei costi e delle spese perchè afferenti alla gestione degli immobili appare, pertanto, corretta statuizione astratta di principio ed insindacabile con riferimento alla particolare situazione concreta, perchè la questione (prospettata in modo generico dalla ricorrente) della non riconducibilità degli esborsi di L. 38.419.000 e L. 26.248.000 nel novero delle spese di gestione potrebbe venire in rilievo unicamente sotto il profilo dell’erroneità o insufficienza della motivazione che, però, costituisce un vizio non denunciabile in caso di decisioni depositate dalla Commissione Tributaria Centrale prima del 2/3/2006;

che il primo motivo non può essere dunque accolto al pari, del resto, del secondo, a proposito del quale è sufficiente sottolineare che in ossequio al principio di autosufficienza del ricorso, la sas Il Parco di Montenero non avrebbe potuto limitarsi a lamentare il mancato esame delle sue osservazioni, ma avrebbe dovuto ancor prima precisare in quale atto del processo le aveva inutilmente sottoposte all’attenzione dei giudici a quo;

che non occorre provvedere sulle spese, stante il mancato svolgimento di attività difensiva da parte del Ministero intimato.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 21 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2010

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA