Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38550 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 14/09/2021, dep. 06/12/2021), n.38550

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. MOCCI Mauro – Consigliere –

Dott. CATALDI Michele – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LO SARDO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 13094/2020 R.G., proposto da:

Agenzia delle Dogane, con sede in (OMISSIS), in persona del Direttore

Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, con sede in Roma, ove per legge domiciliata;

– ricorrente –

contro

la “GIOCHI PREZIOSI S.p.A.”, con sede in Milano, in persona

dell’amministratore delegato pro tempore, rappresentata e difesa dal

Prof. Avv. Benedetto Santacroce, con studio in Roma, ove

elettivamente domiciliata, giusta procura in margine al

controricorso di costituzione nel presente procedimento;

– controricorrente –

Avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale

della Lombardia il 30 dicembre 2019 n. 5440/09/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 14 settembre 2021 dal Dott. Giuseppe Lo Sardo.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

L’Agenzia delle Dogane ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia il 30 dicembre 2019 n. 5440/09/2019, la quale, in controversia su impugnazione di atto di irrogazione di sanzioni per violazioni relative ai diritti doganali, ha rigettato l’appello proposto dalla medesima nei confronti della “GIOCHI PREZIOSI S.p.A.” avverso la sentenza depositata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano il 15 dicembre 2017 n. 7072/35/2017, con condanna alla rifusione delle spese giudiziali. La Commissione Tributaria Regionale ha confermato la decisione di prime cure sul presupposto che l’appello non avesse attinto il thema decidendum delle sanzioni irrogate, ma si fosse concentrato sulla motivazione del prodromico avviso di accertamento. La “GIOCHI PREZIOSI S.p.A.” si è costituita con controricorso. Ritenuta la sussistenza delle condizioni per definire il ricorso con il procedimento ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., la proposta redatta dal relatore designato è stata notificata ai difensori delle parti con il decreto di fissazione dell’adunanza della Corte.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

Con unico motivo, si denuncia violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 53, 54 e 56 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, per aver erroneamente ritenuto che l’appello non avesse investito l’atto di irrogazione delle sanzioni per le violazioni relative ai diritti doganali.

Ritenuto che:

1. Il motivo è fondato.

1.1 Per costante giurisprudenza di questa Corte, nel processo tributario, il D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 56 impone la specifica riproposizione in appello, in modo chiaro ed univoco, sia pure per relationem, delle questioni non accolte dalla sentenza di primo grado, siano esse domande o eccezioni, sotto pena di definitiva rinuncia, sicché non è sufficiente il generico richiamo del complessivo contenuto degli atti della precedente fase processuale (tra le tante: Cass., Sez. 6-5, 19 dicembre 2017, n. 30444; Cass., Sez. 6-5, 18 maggio 2018, n. 14534; Cass., Sez. 5, 7 novembre 2019, n. 28682; Cass., Sez. 5, 25 novembre 2020, nn. 26769, 26770 e 26772; Cass., Sez. 5, 9 giugno 2021, n. 15393; Cass., Sez. 5, 22 luglio 2021, nn. 20997 e 20998; Cass., Sez. 5, 27 luglio 2021, nn. 21437 e 21438).

1.2 Nella specie, la Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l’appello, ritenendo che l’amministrazione finanziaria non avesse articolato alcun motivo di appello sulle sanzioni irrogate, ma si fosse limitata a censurare la decisione di prime cure sul tema della dichiarazione di valore in dogana e delle royalties e a dedurre sulle sanzioni irrogate soltanto con la memoria difensiva. Là dove, considerando che il ricorso originario della contribuente sulle sanzioni irrogate era stato accolto per carenza di motivazione del prodromico avviso di accertamento, l’appello aveva attinto l’atto presupposto soltanto per l’incidenza riflessa sull’atto conseguenziale, del quale esso costituiva l’antecedente funzionale.

2. Pertanto, alla stregua delle precedenti argomentazioni, il ricorso può trovare accoglimento e la sentenza impugnata deve essere cassata con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 14 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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