Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38529 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. II, 06/12/2021, (ud. 29/04/2021, dep. 06/12/2021), n.38529

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GIUSTI Alberto – Presidente –

Dott. CARRATO Aldo – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliera –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17015/2018 proposto da:

COMUNE DI ARBOREA, elettivamente domiciliato in Roma, Via Aulo

Plauzio, 5, (TEL. 06.70496472), presso lo studio dell’avvocato

Francesco Cutrona, rappresentato e difeso dall’avvocato Giovanna

Maria Urru;

– ricorrente –

contro

S.L.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 140/2018 del TRIBUNALE di ORISTANO, depositata

il 22/02/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

29/04/2021 dalla Consigliera Dott. Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– il Comune di Arborea ricorre per la cassazione della sentenza del tribunale che quale giudice d’appello ha confermato l’accoglimento dell’opposizione avverso il verbale del 15/2/2010 elevato dalla Polizia Municipale di Arborea nei confronti della sig.ra S.L. per la violazione dell’art. 142 C.d.S., comma 8, per avere, viaggiando in auto, violato il limite di velocità esistente sulla strada percorsa;

– il giudice del gravame ha ritenuto corretta la statuizione del primo giudice secondo il quale l’autovelox (apparecchiatura Traffiphot IIISR-Photo R&V, regolarmente approvata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) con il quale era stata rilevata la violazione del C.d.S. non era sotto il diretto controllo della Polizia Municipale, come si deduceva dall’art. 4, lett. K) del “contratto di noleggio, installazione e manutenzione di n. 4 dispositivi per il controllo elettronico della velocità da postazione fissa non presidiata e del relativo software” stipulato dal Comune di Arborea in data 29/10/2009 con la società Project Automation s.p.a.;

– tale previsione demandava alla società Project Automation anche il compimento delle verifiche necessarie alla definizione dell’infrazione rilevata” su istruzione del responsabile del procedimento il quale, in tale momento, era escluso dal procedere direttamente al compimento di tali operazioni;

– la cassazione della sentenza d’appello è chiesta sulla base di un unico motivo;

– non ha svolto attività difensiva l’intimata S.L..

Diritto

CONSIDERATO

che:

– con l’unico motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 459 del 1992, art. 345, in relazione agli art. 384 e 385 del medesimo D.P.R. e al D.L. 20 giugno 2002, n. 121, art. 4, comma 3, conv. in L. n. 168 del 2002;

– assume il ricorrente che il giudice d’appello aveva errato nel considerare violato il D.P.R. n. 495 del 1992, art. 345, ritenendo che alla società noleggiante fossero state affidate operazioni sostanzialmente concorrenti alla formazione dell’accertamento delle infrazioni, posto che, invece, secondo il contratto, alla società medesima era stata affidata la sola attività di raccolta dei dati rilevati in modo automatico dalle apparecchiature elettroniche, con indicizzazione di tali da atti in un server posto nella diretta e piena disponibilità degli organi accertatori, ovverosia un’attività differente da quella riservata in via esclusiva alla polizia stradale di esame, verifica ed elaborazione di tali dati ai fini della elevazione delle sanzioni amministrative;

– la censura è fondata;

– come già rilevato da questa Corte in altra analoga fattispecie analoga (cfr. Cass. 25013/2020), relativa a verbale del 2008 di contestazione dell’identica violazione dell’art. 142 C.d.S., il tenore complessivo degli accordi stipulati dal Comune di Arborea con la società Project Automation s.p.a., in quel caso contenuti in una convenzione stipulata il 21 agosto 2007 ed in quello in esame contenuti nella convenzione stipulata il successivo 29 ottobre 2009, non derogava al principio secondo il quale l’accertamento compete in via esclusiva all’amministrazione, potendo essere delegati ai privati i soli servizi di carattere meramente strumentale, diretti a procurare i mezzi necessari al funzionamento dei servizi di polizia stradale;

– nel caso di specie i compiti demandati alla società privata sono quelli previsti dall’art. 4 della convenzione come pure richiamati nella sentenza del giudice d’appello e sintetizzabili nello svolgimento di ogni attività necessaria per la installazione e la funzionalità delle apparecchiature, nel controllo e nella verifica periodica del loro corretto funzionamento, nella raccolta dei dati per l’accertamento delle violazioni rilevate dalle apparecchiature;

– tuttavia, risulta che nella convenzione stipulata con la società Projec il 29 ottobre 2009 era stato previsto all’art. 5 che dovessero essere a carico esclusivamente del Comune l’utilizzazione delle apparecchiature, nonché la corretta validazione di tutti gli accertamenti idonei alla contestazione;

– inoltre, all’art. 6 della medesima convenzione – come enunciato in ricorso – è espressamente stabilito che al termine della fase di pre-esercizio la Polizia locale ha assunto la piena disponibilità, la diretta gestione e vigilanza dei dispositivi e delle relative apparecchiature a norma delle vigenti disposizioni di legge e delle circolari ministeriali e prefettizie in materia, con conseguente esclusività della Polizia locale stessa delle procedure di validazione e verbalizzazione degli accertamenti;

– ebbene, a fronte di tali rilievi emerge che il giudice d’appello nella valutazione della sussistenza o meno della violazione del D.P.R. n. 459 del 1992, art. 345, comma 4, ha omesso di considerate il tenore complessivo della convenzione intervenuta fra il Comune di Arborea e la società Project Automation, atteso che in forza delle disposizioni dell’art. 5 e 6 era riservata all’amministrazione la valutazione delle risultanze acquisite e il riscontro della sussistenza delle violazioni (c.d. validazione), ossia il potere di accertamento e quello di irrogazione delle sanzioni, non già la sola formale approvazione di eventuali determinazioni assunte, in proposito, dall’impresa affidataria, del tutto priva competenza in materia;

– va, pertanto, accolto il ricorso e cassata la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Oristano, in persona elt: diverso magistrato, che provvederà altresì alle spese del giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, al Tribunale di Oristano in persona di diverso magistrato.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 29 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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