Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38476 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38476

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8733-2021 proposto da:

G.G., e GA.MA., elettivamente domiciliati in ROMA,

UGO DE CAROLIS, n. 101, presso lo studio dell’avvocato FERDINANDO

EMILIO ABBATE, che li rappresenta e difende;

– ricorrenti –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di PERUGIA, depositata il

21/01/2021, n. 96/2021;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

12/10/2021 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con il provvedimento impugnato la Corte di Appello di Perugia, davanti alla quale il giudizio di equa riparazione era stato riassunto ai sensi dell’art. 50 c.p.c., a seguito dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 30429/2019, con la quale era stato rigettato il regolamento di competenza proposto dagli odierni ricorrenti avverso il precedente provvedimento con cui la Corte di Appello di Roma aveva declinato la propria competenza territoriale, ha dichiarato inammissibile la domanda per tardività. Ad avviso della Corte umbra, il ricorso avrebbe dovuto essere riassunto nei tre mesi dal deposito del provvedimento della Corte di Appello di Roma, e non invece dal deposito dell’ordinanza della Corte di Cassazione.

Ricorrono per la cassazione della predetta decisione G.G. e Ga.Ma., affidandosi ad un unico motivo.

Il Ministero della Giustizia, intimato, non ha svolto attività difensiva nel presente giudizio di legittimità.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: “PROPOSTA DI DEFINIZIONE EX ART. 380-BIS C.P.C., ACCOGLIMENTO del ricorso.

Con la pronuncia impugnata la Corte di Appello di Perugia, davanti alla quale il giudizio di equa riparazione era stato riassunto, ai sensi dell’art. 50 c.p.c., a seguito dell’ordinanza di questa Corte n. 30429/2019 (con la quale era stato rigettato il regolamento di competenza proposto dagli odierni ricorrenti avverso il precedente provvedimento con il quale la Corte di Appello di Roma aveva declinato la propria competenza territoriale a favore, appunto, della Corte perugina) ha dichiarato inammissibile la domanda. La Corte distrettuale, in particolare, ha ritenuto che i ricorrenti, dopo la pronuncia di incompetenza della Corte di Appello di Roma, avessero l’onere di riattivare il giudizio dinanzi il giudice competente ai sensi di quanto previsto dalla L. n. 89 del 2001, art. 3.

Ricorrono per la cassazione di detta decisione G.G. e Ga.Ma., con unico motivo con il quale lamentano la violazione e falsa applicazione della L. n. 89 del 2001, artt. 3 e 5-ter, degli artt. 38,50 e 645 c.p.c., perché la Corte territoriale avrebbe dovuto considerare che il giudizio era stato tempestivamente riassunto, entro il termine di tre mesi decorrente dalla pronuncia della Corte di Cassazione che, rigettando il ricorso per regolamento di competenza proposto dai predetti, aveva definitivamente accertato la competenza territoriale della Corte di Appello di Perugia, in luogo di quella di Roma, originariamente adita.

La censura è fondata, dovendosi dare continuità al principio secondo cui la statuizione resa dalla Corte di Cassazione in sede di regolamento di competenza esaurisce la relativa questione (Cass. Sez. 2, Sentenza n. 1735 del 24/03/1979, Rv. 398090; Cass. Sez. L, Sentenza n. 6387 del 22/07/1987, Rv. 454663; Cass. Sez. 2, Sentenza n. 7031 del 21/06/1995, Rv. 492997; Cass. Sez. L, Sentenza n. 7528 del 08/07/1995, Rv. 493207; Cass. Sez. L, Sentenza n. 96 del 09/01/1996, Rv. 495274; Cass. Sez. L, Sentenza n. 5046 del 20/05/1998, Rv. 515619). Tanto è vero che gli effetti della statuizione sulla competenza derivanti dalla pronuncia resa dalla S.C. sul relativo regolamento continuano a spiegare i loro effetti, in base alla disposizione di cui all’art. 310 c.p.c., comma 2, anche per il futuro, nonostante l’eventuale estinzione del processo (Cass. Sez. L, Sentenza n. 5101 del 21/05/1998, Rv. 515685; Cass. Sez. L, Sentenza n. 12509 del 26/08/2003, Rv. 566276; Cass. Sez. 6-2, Ordinanza n. 13975 del 03/06/2013, Rv. 626464). La tempestività, e dunque l’ammissibilità, del ricorso proposto dagli odierni ricorrenti ai sensi dell’art. 50 c.p.c., a seguito dell’ordinanza di rigetto del regolamento di competenza da essi proposto, avrebbe pertanto dovuto essere apprezzata assumendo come dies a quo la data di deposito della predetta pronuncia, che aveva definitivamente statuito sulla questione della competenzà.

Il Collegio condivide la proposta del Relatore.

Non risultano depositate memorie.

Il ricorso va pertanto accolto, con conseguente cassazione del provvedimento impugnato e rinvio della causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Perugia, in differente composizione.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione accoglie il ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Perugia, in differente composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta-2 Sezione Civile il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

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