Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38472 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 12/10/2021, dep. 06/12/2021), n.38472

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BERTUZZI Mario – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5687-2021 proposto da:

T.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA UGO DE

CAROLIS n. 101, presso lo studio dell’avvocato FERDINANDO EMILIO

ABBATE, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato MARCO

ALUNNI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA e MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE;

– intimati –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di PERUGIA, depositata il

23/07/2020, n. 410/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/10/2021 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con il provvedimento impugnato la Corte di Appello di Perugia, in veste di giudice del rinvio a seguito dell’ordinanza della Corte di Cassazione n. 24922/2019, liquidava all’odierno ricorrente le spese del giudizio di legittimità e di quello presupposto, di merito, e di quello di rinvio, compensando quelle del giudizio di rinvio, valorizzando la mancata costituzione del Ministero nello stesso.

Ricorre per la cassazione della predetta decisione T.M., affidandosi a due motivi.

Il Ministero della Giustizia ed il Ministero dell’Economia e Finanze, intimati, non hanno svolto attività difensiva nel presente giudizio di legittimità.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Il Relatore ha avanzato la seguente proposta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c.: “Proposta di definizione ex art. 380-bis cod. proc. civ..

Accoglimento del ricorso.

Con il decreto impugnato la Corte di Appello di Perugia, in sede di rinvio a seguito dell’ordinanza n. 24922/2019, condannava il Ministero della Giustizia al pagamento in favore del T. di Euro 600 a titolo di spese del giudizio di merito e di Euro 1.045 a titolo di spese del giudizio di legittimità, compensando quelle del grado di rinvio.

Ricorre per la cassazione di detta decisione T.M. affidandosi a due motivi. Con il primo di essi il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 92 c.p.c., perché la compensazione delle spese del giudizio di rinvio sarebbe stata irritualmente disposta dalla corte perugina in base alla mancata costituzione del Ministero, e quindi al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dall’art. 92 c.p.c..

La censura è fondata, alla luce del principio secondo cui “In tema di spese giudiziali, in forza dell’art. 92 c.p.c., comma 2, (nella formulazione introdotta dalla L. n. 69 del 2009, applicabile “ratione temporis”) può essere disposta la compensazione in assenza di reciproca soccombenza soltanto ove ricorrano “gravi ed eccezionali ragioni”, che devono trovare riferimento in specifiche circostanze o aspetti della controversia decisa da indicare esplicitamente nella motivazione della sentenza, senza che possa darsi meramente rilievo alla “natura dell’impugnazione”, o alla “riduzione della domanda in sede decisoria”, ovvero alla “contumacia della controparte”, permanendo in tali casi la sostanziale soccombenza di quest’ultima, che deve essere adeguatamente riconosciuta sotto il profilo della suddivisione del carico delle spese” (Cass. Sez. 3, Sentenza n. 21083 del 19/10/2015, Rv. 637492).

Del pari fondato è il secondo motivo, con il quale il ricorrente contesta la violazione dell’art. 91 c.p.c., art. 2233 c.c., nonché dei DD. MM. n. 55 del 2014 e n. 37 del 2018, perché la Corte di Appello avrebbe liquidato, per il giudizio di merito, l’importo di Euro 600, inferiore ai minimi di tariffa. In base al valore della controversia, indicato nel decreto impugnato (Euro 2.834,00), al T. spettavano i seguenti importi, calcolati secondo la tabella relativa allo scaglione di valore compreso tra Euro 1.100,01 ed Euro 5.200,00: Euro 255 per la fase di studio; Euro 255 per la fase introduttiva; Euro 283,50 per la fase istruttoria; Euro 405 per la fase decisionale; per un totale di Euro 1.198,50 (cfr. Cass. Sez. 6-2, Ordinanza n. 15503 del 21/07/2020, non massimata)”.

Il Collegio condivide la proposta del Relatore, ma ritiene opportuno rinviare la causa alla Corte di Appello di Perugia, in differente composizione, tanto per la liquidazione delle spese del giudizio di merito, che per quello di rinvio.

Non risultano depositate memorie.

Il ricorso va quindi accolto, con conseguente cassazione del provvedimento impugnato e rinvio della causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Perugia, in differente composizione.

P.Q.M.

La Corte Suprema di Cassazione accoglie il ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia la causa, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Corte di Appello di Perugia, in differente composizione.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta-2 Sezione Civile, il 12 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

 

 

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