Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38456 del 06/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/12/2021, (ud. 15/07/2021, dep. 06/12/2021), n.38456

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SCODITTI Enrico – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al numero 31770 dell’anno 2019, proposto da:

C.V., (C.F.: (OMISSIS)) avvocato costituito personalmente

ai sensi dell’art. 86 c.p.c. e altresì rappresentato e difeso

dall’avvocato Claudio Guzzo (C.F.: (OMISSIS));

– ricorrente –

nei confronti di:

CE.Ge., (C.F.: (OMISSIS)) rappresentato e difeso

dall’avvocato Sabatino Cipollini (C.F.: (OMISSIS));

– controricorrente –

per la cassazione della sentenza del Tribunale di Avellino n.

1575/2019, pubblicata in data 4 settembre 2019 (e notificata in data

1 ottobre 2019);

udita la relazione svolta nella camera di consiglio in data 15 luglio

2021 dal consigliere Augusto Tatangelo.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Ce.Ge. ha proposto opposizione avverso l’atto di precetto di pagamento notificatogli, sulla base di titolo esecutivo di formazione giudiziale, da C.V..

L’opposizione è stata parzialmente accolta dal Tribunale di Avellino.

Ricorre la C., sulla base di due motivi.

Resiste con controricorso il Ce..

E’ stata disposta la trattazione in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 375,376 e 380 bis c.p.c., in quanto il relatore ha ritenuto che il ricorso fosse destinato ad essere dichiarato inammissibile.

E’ stata quindi fissata con decreto l’adunanza della Corte, e il decreto è stato notificato alle parti con l’indicazione della proposta.

Parte ricorrente ha depositato memoria ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., comma 2.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Assume carattere pregiudiziale ed assorbente la verifica di ammissibilità del presente ricorso per cassazione, proposto avverso sentenza pronunciata in primo grado dal Tribunale di Avellino.

L’opposizione proposta dal Ce. (quanto meno con riguardo ai motivi oggetto di accoglimento in sede di merito e, quindi, del presente ricorso, avanzato dalla parte opposta soccombente esclusivamente in relazione a tali motivi) va senz’altro qualificata come opposizione all’esecuzione, ai sensi dell’art. 615 c.p.c.: essa ha infatti ad oggetto la contestazione del credito oggetto dell’intimazione e, segnatamente, l’effettivo importo di tale credito in relazione alle spese precettate, che sono state ritenute dal tribunale (in parte) non dovute, sulla base della tariffa professionale applicabile (giurisprudenza costante; cfr., in proposito, Cass., Sez. 3, Sentenza n. 6102 del 12/03/2013, Rv. 625371 – 01: “in tema di esecuzione forzata, la contestazione dell’intimato concernente le spese indicate in precetto, asseritamente non dovute perché non conformi alle tariffe professionali in vigore, investe il diritto sostanziale del creditore all’adempimento dell’obbligazione, sicché, ponendo in discussione quel diritto per come compiutamente riportato nel precetto, deve qualificarsi come opposizione all’esecuzione, e non agli atti esecutivi”; conf.: Cass., Sez. 3, Sentenza n. 5489 del 26/10/1984, Rv. 437159 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 2123 del 26/02/1998, Rv. 513085 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 16569 del 25/11/2002, Rv. 558687 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 9698 del 03/05/2011, Rv. 619151 – 01).

L’opposizione non risulta, d’altra parte, espressamente qualificata dal giudice di merito, il che non consente neanche di prospettare l’eventuale applicabilità del principio cd. dell’apparenza in tema di mezzi di impugnazione.

La decisione di primo grado, dunque, deve ritenersi impugnabile esclusivamente con l’appello, mentre è inammissibile il ricorso straordinario per cassazione (il che rende superflua anche l’illustrazione delle singole censure alla base dello stesso).

2. Il ricorso è dichiarato inammissibile.

Per le spese del giudizio di cassazione si provvede, sulla base del principio della soccombenza, come in dispositivo. Dette spese vanno distratte in favore del difensore del controricorrente (avvocato Sabatino Cipollini), che ha reso la prescritta dichiarazione di anticipo.

Deve darsi atto della sussistenza dei presupposti processuali (rigetto, ovvero dichiarazione di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione) di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17.

PQM

La Corte:

– dichiara inammissibile il ricorso;

– condanna la ricorrente a pagare le spese del giudizio di legittimità in favore del controricorrente, liquidandole in complessivi Euro 500,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, spese generali ed accessori di legge, con distrazione in favore dell’avvocato Sabatino Cipollini.

Si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali (rigetto, ovvero dichiarazione di inammissibilità o improcedibilità dell’impugnazione) di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso (se dovuto e nei limiti in cui lo stesso sia dovuto), a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.

Depositato in Cancelleria il 6 dicembre 2021

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