Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3840 del 18/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 18/02/2010, (ud. 21/01/2010, dep. 18/02/2010), n.3840

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PAPA Enrico – Presidente –

Dott. CARLEO Giovanni – Consigliere –

Dott. PERSICO Maria Ida – Consigliere –

Dott. D’ALESSANDRO Paolo – Consigliere –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

M.N., elettivamente domiciliato in Roma, via

Ottaviano 42, presso l’avv. prof. Lo Giudice Bruno, che lo

rappresenta e difende giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende per

legge;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio

(Roma), Sez. 14, n. 16/14/06 del 28 febbraio 2006, depositata il 27

marzo 2006, non notificata;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio del

21 gennaio 2010 dal Relatore Cons. Dott. Raffaele Botta;

Udito l’avv. Bruno Lo Giudice per il ricorrente;

Preso atto che il P.G. non ha presentato proprie osservazioni sulla

relazione ex ari 380-bis c.p.c. notificatagli.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Letto il ricorso, illustrato anche con memoria, concernente una istanza di rimborso IRAP per difetto del presupposto impositivo, accolta in primo grado, ma rigettata in appello;

Letto il controricorso; Letta la memoria di parte ricorrente;

Visto che il ricorso poggia su quattro motivi con i quali si denuncia sotto il profilo della violazione di legge, anche in relazione all’onere probatorio, e sotto il profilo del vizio di motivazione la ritenuta sussistenza nella specie dell’autonoma organizzazione che determina l’applicazione dell’imposta;

Ritenuto che il ricorso sia inammissibile, laddove si denuncia la violazione di legge, per la genericità dei quesiti di diritto formulati, omettendo “l’indicazione sia della regula iuris adottata nel provvedimento impugnato, sia del diverso principio che il ricorrente assume corretto e che si sarebbe dovuto applicare in sostituzione del primo” (Cass., S.U. n. 24339 del 2008) e, laddove si denuncia il vizio di motivazione, per la mancata chiara indicazione del fatto controverso;

Ritenuto che, pertanto il ricorso debba essere dichiarato inammissibile e che la formazione del principio di diritto enunciato in epoca successiva alla proposizione del ricorso giustifichi la compensazione delle spese.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Dichiara inammissibile il ricorso. Compensa le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 21 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 18 febbraio 2010

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