Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3839 del 16/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 2 Num. 3839 Anno 2018
Presidente: MATERA LINA
Relatore: SCALISI ANTONINO

ORDINANZA

sul ricorso 25411-2014 proposto da:
NICOTRA SANTINA, elettivamente domiciliata in ROMA,
VIA GAVORRANO 12 sc. B, presso lo studio dell’avvocato
MARIO GIANNARINI, rappresentata e difesa dagli
avvocati SALVATORE INGRASSIA, SILVANA RICCA;
– ricorrente contro

ZANI COSTRUZIONI S.r.l. in persona dell’amministratore
pro tempore;
– intimata –

avverso la sentenza n. 1599/2013 della CORTE D’APPELLO
di CATANIA, depositata il 09/08/2013;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 11/10/2017 dal Consigliere ANTONINO

Data pubblicazione: 16/02/2018

SCALISI.

RG. 25411 del 2014 Nicotra Santina

Fatti di causa
Con sentenza dell’8 luglio 2009 il Tribunale di Catania sez. di
Mascalucia , ha dichiarato improcedibile per precedente giudicato
(sentenza del Tribunale di Catania n. 3941 del 2002) la domanda
proposta dalla società Zana Costrizioni S.r.l. (promettente
venditrice) nei confronti di Nicotra Santina, domanda con la

del preliminare stipulato inter partes, in data 7 febbraio 1983
(prescrizione invero già rilevata dalla precedente sentenza n. 171
del 2002 del Tribunale di Catania che aveva rigettato domanda
ex art. 2932 cod. civ. avanzata dalla convenuta Nicotra), il
rilascio del bene (appartamento sito in Tremestieri Etneo via
Giusti I pal. A ed annesso garage), nonché i danni per mancato
godimento da rapportarsi al valore locativo.
Avverso tale sentenza proponeva appello

la società Zani,

chiedendo l’integrale riforma.
Si costituiva l’appellata, insistendo per il rigetto del gravame e,
in subordine, riproponendo tutte le domande e le eccezioni già
formulate in primo grado tra quella di restituzione delle somme
già versate in virtù del preliminare.
La Corte di Appello di Catania con sentenza n. 1599 del 2013
accoglieva l’appello e in riforma della sentenza impugnata
dichiarava inefficace il contratto preliminare stipulato :p -a le parti
il 7 febbraio 1983 e condannava l’appellata Nicotra al rilascio dei
beni oggetto dello stesso; condannava, altresì, la stessa
appellata al pagamento del 2/3 delle spese del secondo grado del
giudizio. Secondo la Corte di Appello di Catania nel caso in
esame non sussisteva il giudicato riconducibile alla sentenza n.
3941 del 2002, perché, nel giudizio conclusosi con la sentenza
appena richiamata, la società Zani aveva chiesto la restituzione
del bene, invocando un’altrui detenzione sine titulo

quale l’attrice ha chiesto, in ragione dell’intervenuta prescrizione

RG. 25411 del 2014 Nicotra Santina

dell’appartamento ed annesso garage, oggetto del giudizio,
mentre nel presente giudizio ha chiesto la restituzione degli
stessi beni, invocando la prescrizione del contratto preliminare
Nel merito, l’appello era fondato, posto che le obbligazioni
nascenti dal contratto preliminare si erano prescritte, svuotando
di efficacia lo stesso contratto. L’inefficacia del contratto

parte della Nicotra, con il risarcimento del danno corrispondente
al valore locativo degli stessi, così come la sig.ra Nicotra aveva
diritto alla restituzione delle somme di denaro versate a titolo di
corrispettivo della compravendita di cui si dice.
La cassazione di questa sentenza è stata chiesta da Nicotra
Santina con ricorso affidato a due motivi. La società Zara
Costruzioni S.r.l. in questa fase non ha svolto alcuna attività
giudiziale.
Ragioni della decisione
1.= Nicotra Santina denuncia:
a) Con il primo motivo di ricorso la nullità della sentenza per
pronuncia ultrapetizione (art. 360 , primo comma, n. 4 cod.
proc. civ.). Secondo la ricorrente, la Corte distrettuale avrebbe
pronunciato l’inefficacia del contratto preliminare, senza e4e- una
esplicita richiesta da Zoni Costruzioni S.r.l.. e, comunque, non
avrebbe rispettato il giudicato di cui alla sentenza n. 3941 del
2002 del Tribunale di Catania, posto che sia nel giudizio
conclusosi con la sentenza appena richiamata che nel presente
giudizio la società Zani avrebbe formulato una stessa domanda i
dovendo considerare che nel presente giudizio ha chiesto la
restituzione dei beni dichiarando che l’odierna ricorrente
deteneva gli immobili de quibus illegittimamente pur avendone
il possesso che non è affermazione differente dal ritenere che li

preliminare comportava, dunque, la restituzione dei beni, da

RG. 25411 del 2014 Nicotra Santina

detenesse sine titulo fatta valere nel giudizio conclusosi con la
sentenza n. 3941 del 2002.
b) Con il secondo motivo, la violazione e falsa applicazione
dell’art. 2909 e ss. Cod. civ. in relazione all’art. 324 cod. proc.
civ. (art. 360 ,primo comma n. 3 cod. proc. civ.), nonché omesso
esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto

civ. (art. 360, primo comma, n. 5 cod. proc. civ.). Secondo la
ricorrente la Corte distrettuale avrebbe escluso la forza del
giudicato di cui alla sentenza n 3941 del 2002 con un errore di
diritto della motivazione perché non avrebbe preso in esame
l’efficacia del giudicato regolato dall’art. 2909 cod. civ.
relazione alle identità delle domande formulate

in

dalla Zani

Costruzioni nel giudizio iscritto al n. 2498 del 1999 e quello di
primo grado del presente giudizio conclusosi con la sentenza n.
359 del 2002. La violazione della norma invocata che regola la
cosa giudicata risiederebbe nel non aver correttamente
individuato gli elementi del giudicato tra i due giudizi . Infatti, il
petitum di entrambi i giudizi avrebbe ad oggetto il medesimo
bene / gli immobili da restituire / e nel presente giudizio la Corte
non avrebbe potuto rilevare una diversità di causa poetendi in
quanto la Zani nel presente giudizio non aveva avanzato
domanda mirata alla declaratoria di inefficacia del preliminare.
1.1.= Entrambi i motivi, che vanno esaminati congiuntamente
per l’innegabile connessione che esiste tra gli stessi, sono
infondati.
A bene vedere, la ricorrente ripropone la stessa questione
proposta in sede di appello e, correttamente, decisa dalla Corte
distrettuale. Va qui precisato che la deducibilità ostativa, di una
precedente sentenza passata in giudicato, ricorre esclusivamente
quando il decisum sia l’antecedente logico necessario del
3

di discussione tra le parti in ragione all’art. 12 disp. prel. cod.

RG. 25411 del 2014 Nicotra Santina

decidendum: nel senso che tra la questione decisa in modo
espresso e quella che si vuole implicitamente risolta sussista un
rapporto di dipendenza indissolubile, tale da determinare
l’assoluta inutilità di una decisione sulla seconda questione.
Sicché, tale indeducibilità non sussiste quando le domande,
anche tra le stesse parti, siano tra loro autonome, per diversità

dell’una all’altra o di alternatività: così, come nel caso in esame
il giudicato formatesi in relazione alla domanda di restituzione
avanzata dalla società Zani, sul presupposto che i beni dei quali
si chiedeva la restituzione, fossero detenuti sine titulo, non
preclude la proposizione di una ulteriore domanda, tra le stessi
parti ma per una diversa causa petendi e cioè per l’inefficacia del
preliminare oggetto del giudizio. Una inefficacia già dichiarata dal
Tribunale di Catania con la sentenza n. 171 del 2002 posto che
l’inefficacia del preliminare è direttamene ricollegabile alla
dichiarata prescrizione delle obbligazioni nascenti dal contratto
preliminare. Come ben ha affermato la Corte distrettuale “(….),
nella specie, l’estinzione per prescrizione delle obbligazioni
nascenti dal contratto

fonte (che così diviene per riflesso,

inefficace perché svuotato di ogni suo contenuto una volta
venuta definitivamente meno, a valle, la possibilità di far valere
le obbligazioni da esso originatisi) è già stata accertata dalla
sentenza n. 171 del 2002 del Tribunale di Catania (…)”
Pertanto, correttamente, la Corte distrettuale ha affermato “(….)
E’ di tutto evidenza dalla lettura della precedente sentenza n.
3941 del 2002 del Tribunale di Catania che, in quella sede, la
società Zani Costruzioni si era limitata a chiedere il rilascio,
semplicemente invocando una altrui detenzione sine titulo
dell’appartamento e annesso garage, senza fare riferimento
alcuno alle sorti del preliminare a suo tempo sottoscritto delle

di causa petendi e petitum, in un rapporto di subordinazione

RG. 25411 del 2014 Nicotra Santina

parti. (…..). Non si vede, pertanto, come possa affermarsi
l’identità di causa petendi con l’odierna domanda (si tenga
presente che si verte nell’ambito di diritti cd. Eterodeterminati,
per l’individuazione dei quali come è noto è indispensabile il

72

riferimento ai relativi fatti costitutivi ) con i’quale, invece, il
rilascio viene chiesto su un presupposto diverso e, cioè, proprio

prescrizione.
In definitiva, il ricorso va rigettato. Non occorre provvedere alla
liquidazione delle spese del presente giudizio, posto che la
società Zani Costruzioni srl intimata non ha svolto attività
giudiziale. Il Collegio dà atto che, ai sensi dell’art. 13 comma 1
quater del DPR 115 del 2002, sussistono i presupposti per il
versamento, da parte dePWcorrenti l dell’ulteriore importo a titolo
di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso
principale a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Per Questi Motivi
La Corte rigetta il ricorso, dà atto che, ai sensi dell’art. 13
comma 1 quater del DPR 115 del 2002 sussistono i presupposti
per il versamento da parte dehcorrenU i dell’ulteriore importo a
titolo dì contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso
principale, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso nella Camera di Consiglio della Seconda Sezione
Civile di questa Corte di Cassazionel’ll ottobre 2017.
Il Consigliere relatore
Il Presiidente
Il

ano Giudiziario
NERI

DEPOSITATO I

Roma,

CANCELLERIA

1 6 FEB. 2018

la sopravvenuta inefficacia del preliminare per intervenuta

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA