Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38373 del 03/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/12/2021, (ud. 09/11/2021, dep. 03/12/2021), n.38373

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DORONZO Adriana – Presidente –

Dott. PONTERIO Carla – Consigliere –

Dott. CINQUE Guglielmo – Consigliere –

Dott. BOGHETICH Elena – rel. Consigliere –

Dott. PICCONE Valeria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 20942-2020 proposto da:

A.N., domiciliato presso la cancelleria della CORTE DI

CASSAZIONE, PIAZZA CAVOUR, ROMA, rappresentato e difeso

dall’avvocato EMILIO MASCHERONI;

– ricorrente –

contro

INAIL – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI

SUL LAVORO, (OMISSIS), in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV NOVEMBRE 144, presso lo

studio dell’avvocato (OMISSIS), che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato LETIZIA GRIPPA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1159/2019 della CORTE D’APPELLO di CATANIA,

depositata il 27/11/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 09/11/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ELENA

BOGHETICH.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Con sentenza n. 1159 del 2019 la Corte d’Appello di Catania, confermando la decisione di primo grado, ha accolto la domanda proposta dall’INAIL nei confronti di A.N. di accertamento della responsabilità civile per l’infortunio occorso a danni del dipendente R.E. nel maggio 2001, condannando il datore di lavoro al pagamento, a titolo di regresso, della complessiva somma di Euro 207.103,50, oltre accessori di legge.

2. La Corte d’Appello, per quel che interessa, ha rilevato che, correttamente, il giudice di primo grado aveva respinto l’eccezione di prescrizione dell’azione di regresso promossa dall’Inail posto che non era decorso il triennio dalla sentenza penale di condanna emessa dalla Corte di appello in data 20.3.2011 e la diffida comunicata dall’Inail l'(OMISSIS) nonché il deposito del ricorso introduttivo del giudizio (effettuato il (OMISSIS)), mentre l’appello dell’ A. era, sul punto, del tutto generico, in quanto richiamava il superamento del termine di prescrizione quinquennale dettato dall’art. 2948 c.c., e computando tale termine dalla data dell’infortunio alla data della diffida.

3. Avverso tale decisione l’ A. ha proposto ricorso affidato a un motivo e l’INAIL resiste con controricorso.

4. La proposta del relatore è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’udienza, ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con l’unico motivo di ricorso, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, si denunzia violazione del T.U. n. 1124 del 1965, artt. 111 e 112, e degli artt. 2934,2943 e 2946 c.c., avendo, la Corte di appello, omesso di riqualificare, anche d’ufficio, la natura, decorrenza e durata della prescrizione dell’azione dell’Inail, dovendo ritenersi prescritta l’azione di regresso in quanto il termine non poteva essere interrotto con una semplice messa in mora stragiudiziale bensì soltanto con la valida instaurazione del processo (che era stata proposta tardivamente in quanto il ricorso introduttivo dell’INAIL era stato notificato in data (OMISSIS)).

2. Deve darsi atto che l’attuale ricorrente, per il tramite del procuratore speciale avv. Emilio Mascheroni, ha rinunciato al ricorso per cassazione con atto del (OMISSIS) e la rinuncia è stata accettata dall’INAIL.

3. Sussistono, pertanto, le condizioni previste dall’art. 390 c.p.c., perché sia dichiarata l’estinzione del processo.

4. Non vi è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di legittimità in ossequio alla previsione di cui all’art. 391 c.p.c., avendo, il controricorrente, aderito alla rinunzia del ricorrente.

5.La declaratoria di estinzione del giudizio esonera la parte ricorrente dal versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-bis (cfr. Cass. n. 3688 del 2016; Cass. n. 23175 del 2015).

P.Q.M.

La Corte dichiara estinto il giudizio, nulla sulle spese di lite.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione civile della Corte di cassazione, il 9 novembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 dicembre 2021

 

 

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