Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3832 del 07/02/2022

Cassazione civile sez. trib., 07/02/2022, (ud. 21/12/2021, dep. 07/02/2022), n.3832

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANZON Enrico – Presidente –

Dott. TINARELLI FUOCHI Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 16714/2017 R.G. proposto da

A. Srl, rappresentata e difesa dall’Avv. Clemente Massimo,

presso il quale ha domicilio eletto in Roma via Salaria n. 292,

giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi n. 12;

– controricorrente –

e contro

Agenzia entrate riscossione (già Equitalia Sud Spa);

– intimata –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio

n. 8997/06/16, depositata il 22 dicembre 2016;

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 21 dicembre

2021 dal Consigliere Fuochi Tinarelli Giuseppe.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

Numero registro generale 16714/2017 Numero sezionale 6361/2021 Numero di raccolta generale 3832/2022 Data pubblicazione 07/02/2022 A. Srl impugna per cassazione, con sei motivi, la decisione della CTR del Lazio in epigrafe che, confermando la sentenza di primo grado, aveva ritenuto legittime le cartelle di pagamento emesse dall’Agenzia delle entrate a seguito di controllo automatizzato D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36-bis, e D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis, per Iva, Irpef e Irap, oltre sanzioni e interessi, per l’anno d’imposta 2008.

L’Agenzia delle entrate resiste con controricorso.

Il concessionario della riscossione è rimasto intimato.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Preliminarmente va dato atto che è stata omessa la notifica del ricorso al concessionario della riscossione, al quale, peraltro, è stato regolarmente notificato il controricorso da parte dell’Agenzia delle entrate.

Va sottolineato, in ogni caso, che non appare necessario disporre la rinnovazione della notifica del ricorso stesso, che risulta – come si viene ad esaminare – inammissibile o prima facie infondato, non derivando al litisconsorte pretermesso alcun danno dalla pronuncia (v. Cass. n. 18890 del 03/07/2021; Cass. n. 11287 del 10/05/2018; Sez. U n. 6826 del 22/03/2010).

2. Il primo motivo denuncia “erroneità ed illegittimità della sentenza per omessa pronuncia” per aver la CTR omesso di pronunciare su svariati motivi d’appello, limitandosi a definire gli stessi “pretestuosi”.

2.1. Il motivo è infondato.

La CTR, nella narrazione in fatto, ha riscontrato tutte le doglianze formulate dal ricorrente e, dopo aver specificamente esaminato le censure afferenti al difetto di notifica e al vizio di motivazione della cartella, ha affermato “devono essere parimenti disattese tutte le altre eccezioni del contribuente perché pretestuose”.

In tal modo, dunque, ha esplicitamente statuito su tutti i motivi, che ha valutato come manifestamente infondati, sicché non sussiste l’asserita omessa pronuncia, ma, in ipotesi, un vizio di motivazione, in alcun modo censurato.

3. Il secondo motivo denuncia “erroneità ed illegittimità della sentenza per omesso accoglimento dell’eccezione decisiva di inesistenza/nullità della notifica della cartella di pagamento travisamento dei fatti” per l’omesso invio della comunicazione di avvenuta notifica (CAN). Nell’articolazione del motivo contesta, inoltre, che la notifica sia stata operata a mezzo posta, essendo stata consegnata a “mezzo del notificatore”.

3.1. Il motivo è in parte infondato, in parte inammissibile.

3.2. E’ inammissibile, in primo luogo, la contestazione sulle modalità della notifica che, in difetto di autosufficienza (non avendo la parte riprodotto la documentazione afferente alla notificazione), attinge all’accertamento in fatto operato dalla CTR, secondo la quale la notificazione è stata “effettuata direttamente dall’Agente della Riscossione a mezzo plico raccomandato”.

3.3. Non sussiste, inoltre, atteso l’invio diretto della cartella da parte del concessionario a mezzo del servizio posta, la contestata violazione per l’omesso invio della CAN.

In tale evenienza, infatti, anche sulla scorta di quanto precisato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 175 del 2018), “non è necessario l’invio di una successiva raccomandata informativa in quanto trovano applicazione le norme concernenti il servizio postale ordinario” (Cass. n. 10037 del 10/04/2019; Cass. n. 946 del 17/01/2020).

4. Il terzo motivo denuncia “erroneità ed illegittimità della sentenza per omesso accoglimento dell’eccezione decisiva di illegittimità della cartella di pagamento per omessa notifica dell’avviso di liquidazione o bonario”.

4.1. Il motivo è infondato.

Dalla sentenza si evince trattarsi dell’omesso versamento di imposte su voci dichiarate dallo stesso contribuente; pertanto, essendosi il controllo automatico mantenuto sul piano strettamente cartolare, non era necessario il previo invio della comunicazione di irregolarità, né dell’avviso bonario, adempimento che presuppone una discordanza tra quanto dichiarato dal contribuente e quanto risultato dal controllo (v. Cass. n. 12654 del 23/04/2018; Cass. n. 1711 del 24/01/2018).

5. Il quarto motivo denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, violazione degli artt. 125 e 480 c.p.c., per non aver la CTR dichiarato la nullità della cartella per omessa sottoscrizione.

5.1. Il motivo è infondato.

E’ sufficiente richiamare il principio, da cui non v’e’ ragione di discostarsi, secondo il quale, in tema di ruolo esattoriale spetta al contribuente che “lamenti la carenza di sottoscrizione prescritta dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 12, comma 4, darne dimostrazione tramite istanza di accesso, fermo restando, peraltro, che, in virtù del principio di tassatività delle nullità, in mancanza di sanzione espressa, la violazione di detta disposizione non dà luogo ad alcuna invalidità” (Cass. n. 26546 del 21/12/2016; Cass. n. 12243 del 18/05/2018).

6. Il quinto motivo denuncia “illegittimità e nullità della cartella per errata pronuncia sul difetto di motivazione”.

6.1. Il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza, non avendo la parte riprodotto l’atto di cui contesta il difetto di adeguata motivazione, e ciò, tanto più, a fronte dell’esplicita statuizione della CTR secondo la quale la cartella “contiene una pluralità di elementi sicuramente idonei ad identificare esaustivamente l’obbligazione tributaria. Detto obbligo motivazionale e’, quindi, stato pienamente soddisfatto, essendo la cartella un atto meramente liquidatorio”.

7. Il sesto motivo denuncia “nullità ed illegittimità della cartella per inesistenza/nullità/illegittimità degli atti prodromici”. Deduce, inoltre, di aver eccepito la carenza di poteri da parte del soggetto che avrebbe sottoscritto detti atti prodromici.

7.1. Il motivo è inammissibile per novità, trattandosi di questione che né risulta dalla sentenza, né dagli atti.

In ogni caso, vertendosi in tema di cartella emessa a seguito di controllo automatizzato, l’atto viene ad esistenza – normativamente senza necessità di alcun atto prodromico.

8. Il ricorso va pertanto rigettato. Le spese, liquidate come in dispositivo, sono regolate per soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Condanna A. Srl al pagamento delle spese di legittimità a favore dell’Agenzia delle entrate, che liquida in complessive Euro 5.600,00, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 21 dicembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 7 febbraio 2022

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