Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38309 del 03/12/2021

Cassazione civile sez. II, 03/12/2021, (ud. 13/07/2021, dep. 03/12/2021), n.38309

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GORJAN Sergio – Presidente –

Dott. CARRATO Aldo – rel. Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rosanna – Consigliere –

Dott. VARRONE Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso (iscritto al N. R.G. 20347/2018) proposto da:

B.M., e BIOLIFE + SPOLKA Z OGRANICZONA ODOPOWIEDZIALNOSCIA

spolka komandytowa, in persona del legale rappresentate pro-tempore,

rappresentati e difesi, in virtù di procura speciale in calce al

ricorso, dall’Avv. Paolo D’Urbano, ed elettivamente domiciliati

presso il suo studio, in Roma, v. Carlo Conti Rossini, n. 26;

– ricorrenti –

contro

PREFETTURA DI ASTI, (C.F.: (OMISSIS)), persona del Prefetto

pro-tempore;

– intimata –

avverso la sentenza del Tribunale di Asti n. 1096/2017 (pubblicata il

28 dicembre 2018);

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13 luglio 2021 dal Consigliere relatore Dott. Aldo Carrato.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

1, Con ricorso depositato presso la cancelleria del Giudice di pace di Asti in data 22 ottobre 2015, B.M. e la società SPOLKA Z OGRANICZONA ODOPOWIEDZIALNOSCIA proponevano opposizione, ai sensi del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7 avverso tre distinti verbali della Polstrada di Alessandria elevati il (OMISSIS), uno relativo all’irrogazione di sanzione pecuniaria e gli altri due di applicazione di fermo amministrativo (quale sanzione accessoria), con i quali veniva contestata a carico di G.R.J. (quale conducente del veicolo tipo DAF XF105460, targ. (OMISSIS), con semirimorchio KRONE SD targ. (OMISSIS)) e di B.M., nella qualità di ritenuto obbligato in solido in quanto proprietario del veicolo, la violazione della L. n. 298 del 1974, art. 46 poiché il predetto conducente stava effettuando un trasporto di merci in conto terzi con le caratteristiche di trasporto internazionale con una licenza comunitaria rilasciata ad alla società BIOLIFE + SPOLKA Z OGRANICZONA ODOPOWIEDZIALNOSCIA spolka komandytowa.

I ricorrenti contestavano la sussistenza della contestata violazione sul presupposto che, in realtà, il G.R.I., rinvenuto alla guida dell’anzidetto veicolo, stava effettuando un servizio di trasporto internazionale quale dipendente della citata società esercente una ditta di trasporti polacca in possesso di apposita licenza comunitaria, nel mentre gli agenti accertatori avevano ritenuto che il conducente guidasse l’automezzo risultante di proprietà del B.M., sprovvisto di detta licenza, così procedendo alla rilevazione della menzionata infrazione.

Nella costituzione dell’opposto Prefetto di Asti, l’adito Giudice di pace di quella città, con sentenza n. 401/2016, rigettava il ricorso, ravvisando la sussistenza, nei suoi elementi costitutivi, della contestata violazione, essendo emerso che, in effetti, che né il conducente né il formale proprietario del veicolo oggetto di accertamento erano in possesso di una licenza valida con riferimento alla previsione di cui al citato L. n. 298 del 1974, art. 46 e che, nella fattispecie, non ricorrevano i presupposti per l’applicazione della sentenza n. 12697/2007 di questa Corte.

2. Decidendo sull’appello formulato dal B.M. e dall’anzidetta società, cui resisteva l’appellato Prefetto, il Tribunale di Asti, con sentenza n. 1096/2017 (pubblicata il 28 dicembre 2017), rigettava il gravarne e, nel confermare l’impugnata sentenza, condannava gli appellanti alla rifusione delle spese del grado, liquidate in complessivi Euro 3.500,00, oltre accessori.

A sostegno dell’adottata decisione, il suddetto Tribunale, respinte preventivamente le doglianze afferenti a prospettati vizi procedimentali e a carenze motivazionali dell’impugnata sentenza, con riferimento al merito della controversa violazione, rilevavano come non fosse discutibile la circostanza che, nel momento in cui fu effettuato il controllo, il mezzo che ebbe a costituirne oggetto era risultato di proprietà del B.M. e non già della menzionata società titolare della licenza per trasporto internazionale di merci, evidenziando come dalla documentazione prodotta non era emerso che l’atto di conferimento societario comprovante il trasferimento dell’automezzo in favore della succitata società facesse parte dei documenti di guida, non risultando, peraltro, che la carta di circolazione fosse stata aggiornata con l’annotazione dell’intervenuto tale atto traslativo (mediante, per l’appunto, l’indicazione della nuova proprietaria), con la conseguenza che esso non poteva considerarsi opponibile ai terzi e che, quindi, la contestazione dovesse ritenersi legittimamente effettuata con riguardo alla rilevata violazione amministrativa.

Quanto ai motivi di gravame riguardanti l’opposizione avverso i due verbali di fermo amministrativo, al di là della loro ravvisata legittimità siccome da qualificarsi come sanzioni accessorie correlate all’accertata sussistenza della violazione di cui al citato L. n. 298 del 1974, art. 46 il Tribunale astigiano considerava che fosse sopravvenuto il difetto di interesse degli appellanti nel sostenere il relativo motivo dal momento che, in data (OMISSIS), il B.M. aveva ottenuto l’autorizzazione a scontare il fermo amministrativo in (OMISSIS), essendo, oltretutto, nelle more anche maturata la cessazione delle stesse sanzioni accessorie.

3. Contro la richiamata sentenza di secondo grado hanno proposto ricorso per cassazione, affidato a cinque motivi, le due parti appellanti.

L’intimato Prefetto non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo i ricorrenti hanno denunciato – ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – la violazione della L. n. 298 del 1974, art. 46 degli artt. 1376 e 2684 c.c. nonché della L. n. 689 del 1981, art. 1 per aver il giudice di appello ritenuto non opponibile ai terzi, tra cui la P.A., l’avvenuto trasferimento del mezzo non risultante dai documenti di circolazione sebbene detto trasferimento risultasse inequivocabilmente avvenuto prima della data dell’elevazione del verbale opposto mediante atto notarile avente data certa.

2. Con la seconda censura i ricorrenti hanno dedotto – in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – la violazione della L. n. 689 del 1981, art. 14, art. 201 C.d.S.artt. 1992 e 156 c.p.c. per aver il Tribunale ritenuto sanata la mancata notificazione del verbale al coobbligato in solido, contravvenendo al principio generale di diritto dettato dalla giurisprudenza di legittimità per cui la sanatoria in questione (laddove applicabile agli atti amministrativi e, quindi, non processuali) può aversi solo in presenza di un “atto riconoscibile come notificazione”.

3. Con la terza doglianza i ricorrenti hanno prospettato – con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – la violazione del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 7, comma 4 e art. 100 c.p.c., per aver il giudice di appello ravvisato la carenza di legittimazione di essi ricorrenti in relazione ai verbali di fermo senza tener conto che l’opposizione si estendeva anche alle sanzioni accessorie.

4. Con il quarto motivo i ricorrenti hanno denunciato la nullità dell’impugnata sentenza per omessa pronuncia e/o motivazione ai sensi dell’art. 112 c.p.c., art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, e art. 118 disp. att. c.p.c. e art. 111 Cost. per aver il Tribunale omesso di esaminare la dedotta illegittimità dei verbali stante l’illogicità e contraddittorietà procedimentale degli stessi.

5. Con la quinta ed ultima censura i ricorrenti hanno dedotto – con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – la violazione dell’art. 92 c.p.c. e del D.M. n. 55 del 2014 (e, in particolare, dei relativi artt. 2 e 4), per aver il giudice di appello liquidato, in assenza di nota spese della controparte, i compensi in maniera eccessiva rispetto all’attività da quest’ultima svolta per quanto atteneva esclusivamente alle fasi di studio ed introduttiva con riferimento al valore della causa rientrante nello scaglione fino ad Euro 5.200,00. Pertanto, in virtù dei parametri di cui al citato D.M., l’importo massimo della liquidazione avrebbe dovuto essere limitato nella somma di Euro 1.674,00, da considerarsi inferiore a quella effettivamente riconosciuta in Euro 3.500,00, in ogni caso superiore al valore di liquidazione medio per tutte e quattro le fasi.

6. In via pregiudiziale si osserva che il ricorso per cassazione va ritenuto tempestivo perché, essendo stata l’impugnata sentenza pubblicata il 28 dicembre 2017 (e non notificata), il termine lungo semestrale di cui al novellato art. 327 c.p.c. è venuto a maturare il 28 giugno 2018, ultimo giorno in cui, in effetti, i ricorrenti hanno correttamente provveduto alla notificazione del ricorso per via telematica al Prefetto di Asti (già costituito in appello con la rappresentanza dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Torino) presso l’Avvocatura Generale dello Stato. Al riguardo si ricorda che il computo del termine di decadenza dall’impugnazione ex art. 327 c.p.c. deve essere operato, ai sensi dell’art. 155 c.p.c., comma 2, e art. 2963 c.c., comma 4, non “ex numero” bensì “ex nominatione dierum”, sicché, indipendentemente dall’effettivo numero dei giorni compresi nel periodo, il termine scade allo spirare della mezzanotte del giorno del mese corrispondente a quello in cui il termine ha cominciato a decorrere (cfr. Cass. n. 17313/2015 e Cass. n. 13546/2018).

7. Ciò premesso, rileva il collegio che il primo motivo è fondato per le ragioni che seguono.

Occorre evidenziare che, con l’impugnata sentenza, il giudice di appello ha ritenuto che si erano configurati i requisiti della contestata violazione amministrativa di cui alla L. n. 298 del 1974, art. 46 dal momento che, all’atto del controllo, il mezzo – rispetto alla cui ravvisata illegittimità della circolazione era stato elevato il verbale di contestazione – risultava ancora di proprietà del B.M. e non già della sopraindicata società titolare della licenza per trasporto internazionale di merci, alle cui dipendenze prestava servizio il conducente.

Nella stessa sentenza di appello viene dato atto che, ancorché gli odierni ricorrenti avessero prodotto atto di conferimento societario dal quale si sarebbe dovuto desumere il trasferimento della proprietà dell’automezzo in testa alla suddetta società BIOLIFE + SPOLKA Z OGRANICZONA ODOPOWIEDZIALNOSCIA spolka komandytowa (in data antecedente al (OMISSIS), allorquando venne effettuato il controllo), questo documento di cessione (relativo allo stato giuridico del veicolo) non era risultato riportato, con il necessario aggiornamento della stessa, sulla carta di circolazione, ragion per cui – ad avviso del giudice di secondo grado – la sopravvenuta alienazione del mezzo, non emergendo dai documenti di circolazione al seguito dell’autotreno al momento del controllo, non poteva comportare l’esclusione della configurabilità della contestata violazione, non essendo opponibile nei confronti dei terzi, ma svolgendo i suoi effetti solo tra le parti contrattuali.

Senonché, ad avviso del collegio, occorre porre in risalto che, poiché con l’allegazione di tale documento attestativo della cessione della proprietà dell’autoarticolato in capo alla società titolare della licenza, avvenuta in data precedente a quella del controllo di polizia dell’automezzo, gli odierni ricorrenti avevano vinto la presunzione di ritenuta non coincidenza tra proprietario del mezzo e intestatario della licenza per trasporti internazionali, avrebbe dovuto escludersi che, nella vicenda in concreto, si fosse venuta a configurare la violazione di cui alla L. n. 298 del 1974, art. 46 non risultando, invero, rilevante al riguardo la circostanza della mancata annotazione di tale atto traslativo nella carta di circolazione dell’automezzo, potendo, al limite, tale condotta integrare gli estremi di una diversa infrazione amministrativa, ovvero di quella prevista dall’art. 94 C.d.S.

Pertanto, sulla scorta di tali riscontri documentali e della ricostruzione della loro successione cronologica (con la produzione dei conseguenti effetti di opponibilità verso i terzi), è rimasto comprovato che l’esecuzione del trasporto era stata disposta dall’effettiva proprietaria dell’automezzo all’atto del controllo, titolare della licenza comunitaria, ragion per cui non si era venuta a consumare la condotta vietata dal citato art. 46.

Ed infatti, secondo la giurisprudenza di questa Corte (v. Cass. n. 12697/2007 e Cass. n. 28283/2019), per aversi trasporto di merci su strada in difetto di autorizzazione, sanzionato ai sensi del medesimo art. 46, è necessario che venga effettuato un trasporto di merci da parte di chi non sia titolare della necessaria autorizzazione perché non gli è mai stata rilasciata (restando, peraltro, irrilevante che l’autorizzazione non sia momentaneamente in suo possesso nel momento in cui viene accertata la violazione), ragion per cui, ove detto trasporto sia stato disposto, ancorché in difetto della relativa annotazione dell’atto traslativo precedente sui documenti di circolazione (la cui antecedenza sia stata però idoneamente dimostrata, superandosi la presunzione di cui sopra), dal proprietario dell’autoveicolo intestatario della necessaria autorizzazione (nella specie comunitaria), la violazione di cui al citato art. 46 non viene a configurarsi. A tale principio si uniformerà il giudice di rinvio.

Ed è altrettanto incontroverso (cfr. Cass. n. 21055/2006 e Cass. n. 21955/2014) che la trascrizione della vendita di autoveicolo nel pubblico registro automobilistico non incide sulla validità, né è requisito di efficacia del contratto, in cui l’effetto traslativo della proprietà si verifica a seguito del mero consenso delle parti, ma è preordinata al solo fine di regolare i conflitti tra pretese contrastanti sullo stesso veicolo da parte di coloro che abbiano causa dal medesimo autore. Al di fuori di tale ipotesi, le risultanze del pubblico registro automobilistico hanno il valore di presunzione semplice, che può essere vinta con ogni mezzo di prova, anche nel giudizio d; opposizione ad ordinanza-ingiunzione irrogativa di sanzione amministrativa per violazione della disciplina sulla circolazione stradale, da parte di colui il quale risulti dai pubblici registri essere proprietario dell’autoveicolo. E tale prova era stata, per l’appunto, offerta in giudizio dagli opponenti mediante la produzione dell’atto di conferimento societario effettuato dal B.M. a mezzo di atto notarile del 30 gennaio 2015 (attestante, perciò, la certezza della data), ovvero antecedentemente al giorno del controllo eseguito a carico del conducente dell’automezzo cui si riferiva l’atto di trasferimento della proprietà in capo alla società BIOLIFE + SPOLKA Z OGRANICZONA ODOPOWIEDZIALNOSCIA spolka komandytowa, risultata titolare della licenza comunitaria.

8. La ritenuta fondatezza del primo motivo comporta l’assorbimento degli altri motivi, siccome attinenti a profili da esso dipendenti, ivi compreso quello sull’applicazione delle sanzioni accessorie dei fermi amministrativi.

Il ricorso deve, quindi, essere accolto in relazione al primo motivo, con il derivante assorbimento degli altri e la cassazione dell’impugnata sentenza, con rinvio della causa al Tribunale monocratico di Asti, in persona di altro magistrato, che, oltre ad uniformarsi all’enunciato principio di diritto, provvederà a regolare anche le spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo motivo del ricorso e dichiara assorbiti gli altri; cassa l’impugnata sentenza e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, al Tribunale monocratico di Asti, in persona di altro magistrato.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sezione Seconda civile della Corte Suprema di Cassazione, il 13 luglio 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 dicembre 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA