Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3828 del 16/02/2011

Cassazione civile sez. lav., 16/02/2011, (ud. 20/01/2011, dep. 16/02/2011), n.3828

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ROSELLI Federico – Presidente –

Dott. IANNIELLO Antonio – Consigliere –

Dott. NOBILE Vittorio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – Consigliere –

Dott. ZAPPIA Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 7125-2007 proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE EUROPA 175, presso

la DIREZIONE AFFARI LEGALI POSTE ITALIANE, rappresentata e difesa

dall’avvocato GUADAGNI SIMONETTA, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

P.C., elettivamente domiciliala in ROMA, VIA FLAMINIA 15,

presso lo studio dell’avvocato VACIRCA SERGIO, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato LALLI CLAUDIO, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n, 223/2006 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 21/02/2006 r.g.n. 511/04;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/01/2011 dal Consigliere Dott. PIETRO ZAPPIA;

udito l’Avvocato ORSINO ANNA MARIA per delega GUADAGNI SIMONETTA;

udito l’Avvocato RIZZO ROBERTO per delega VACIRCA SERGIO;

udito il P.M. in persona, del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CESQUI Elisabetta che ha concluso per cessazione della materia del

contendere.

Fatto

Con sentenza in data 17.2/21.2.2006 la Corte d’appello di Firenze, in accoglimento del gravame proposto da P.C. avverso la sentenza del Tribunale, giudice del lavoro, di Pisa n. 774 depositata il 7.1.2004, dichiarava la nullità del termine apposto al contratto di lavoro stipulato in data 1.7.2000 e la permanenza tra le parti da tale data di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Avverso questa sentenza propone ricorso per cassazione la società “Poste Italiane s.p.a.” con quattro motivi di impugnazione.

Resiste con controricorso l’intimata.

Diritto

Posto ciò rileva il Collegio che in corso di causa è stato depositato un verbale di conciliazione in sede sindacale in data 19.11.2008 concernente la presente controversia, debitamente sottoscritto dalla lavoratrice interessata, oltre che dal rappresentante delle Poste Italiane s.p.a.; dal suddetto verbale di conciliazione risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia de qua, dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge.

Il suddetto verbale di conciliazione si palesa idoneo a dimostrare la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo; alla cessazione della materia del contendere consegue pertanto la declaratoria di inammissibilità del ricorso nei confronti della lavoratrice sopra indicata in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui è proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche nel momento della decisione in relazione alla quale, ed in considerazione della domanda originariamente formulata, va valutato l’interesse ad agire (Cass. S.U. 29 novembre 2006 n. 25278).

In definitiva il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse; tenuto conto del contenuto dell’accordo transattivo intervenuto tra le parti, si ritiene conforme a giustizia compensare integralmente tra le stesse le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa tra le parti le spese del giudizio.

Così deciso in Roma, il 20 gennaio 2011.

Depositato in Cancelleria il 16 febbraio 2011

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