Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38267 del 03/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/12/2021, (ud. 21/09/2021, dep. 03/12/2021), n.38267

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FIECCONI Francesca – Presidente –

Dott. SCRIMA Antonietta – rel. Consigliere –

Dott. IANNELLO Emilio – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

Dott. GORGONI Marilena – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2840-2021 proposto da:

S.S., ricorrente che non ha depositato il ricorso entro i

termini prescritti dalla legge;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, (OMISSIS), in persona del Ministro pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso l’ordinanza n. 8147/2020 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE di

ROMA;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 21/09/2021 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIETTA

SCRIMA.

 

Fatto

CONSIDERATO

che:

S.S. ha notificato, in data 10 novembre 2020, ricorso per revocazione avverso l’ordinanza n. 8147/2020 di questa Corte, pubblicata in data 23 aprile 2020, con cui è stato rigettato il ricorso proposto dal medesimo S. nei confronti del Ministero della Giustizia e di Equitalia Sardegna S.p.a. e avverso la sentenza n. 1926/2016 del Tribunale di Cagliari, depositata il 21 giugno 2016;

il Ministero della Giustizia ha resistito con controricorso;

Agenzia Entrate Riscossione (già Equitalia Sardegna S.p.a., poi Equitalia Centro S.p.a., poi Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a.), non ha svolto attività difensiva in questa sede.

Diritto

RILEVATO

che:

il ricorso non risulta essere stato depositato nel termine di cui all’art. 369 c.p.c. (v. certificazione della Cancelleria di questa Corte, datata 2 febbraio 2021, attestante la mancata iscrizione a ruolo del ricorso in parola nel periodo compreso tra il 10 novembre 2020 e il 2 febbraio 2021);

il predetto termine è perentorio e, in mancanza di rispetto dello stesso, è prevista dal codice di rito la specifica sanzione processuale dell’improcedibilità del ricorso;

peraltro, secondo la costante giurisprudenza di questa Corte (v., ex plurimis, Cass. 24/05/2013, n. 12894; Cass., ord., 8/10/2013, n. 22914; Cass., ord. 17/09/2012, n. 15544; Cass. 26/01/2006, n. 1635; Cass. 4/06/2004, n. 10699; Cass. 19/05/1997, n. 4452) l’improcedibilità del ricorso per cassazione prevista dall’art. 369 c.p.c., comma 1, per l’ipotesi in cui il ricorso stesso non venga depositato nella cancelleria della Corte nel termine di venti giorni dalla data di notificazione alla parte contro il quale esso è stato proposto, deve essere rilevata d’ufficio, stante il carattere perentorio di detto termine, e non potendo la suddetta violazione ritenersi sanata dalla circostanza che la parte resistente abbia notificato il proprio controricorso e si sia costituita (v. anche Cass., ord., 22/0172021, n. 1737; Cass., ord., 3/12/2020, n. 27679, Cass., ord., 22/09/2020, n. 19841);

ritenuto che:

nel caso in esame, sulla scorta dell’assorbente ragione sopra evidenziata (preclusiva dell’esame circa la fondatezza o meno dei motivi di ricorso), il ricorso deve essere dichiarato improcedibile;

le spese seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo tra il ricorrente e il controricorrente mentre non vi è luogo a provvedere nei confronti dell’intimata, non avendo la stessa svolto attività difensiva in questa sede;

va dato atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, se dovuto, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello eventualmente dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis (Cass., sez. un., 20/02/2020, n. 4315).

PQM

La Corte dichiara improcedibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento, in favore del controricorrente, delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 2.300,00 per compensi, oltre alle spese prenotate a debito; ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, se dovuto, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello eventualmente dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile – 3 della Corte Suprema di Cassazione, il 21 settembre 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 dicembre 2021

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