Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 38258 del 03/12/2021

Cassazione civile sez. VI, 03/12/2021, (ud. 19/10/2021, dep. 03/12/2021), n.38258

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MOCCI Mauro – Presidente –

Dott. CONTI Roberto Giovanni – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – rel. Consigliere –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 24789-2019 proposto da:

AGENZIA DELLE DOGANE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

A.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA EMILIO

DE’ CAVALIERI 11, presso lo studio dell’avvocato ALDO FONTANELLI,

che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1506/19/2019 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO SEZIONE DISTACCATA di LATINA, depositata il

13/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 19/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. COSMO

CROLLA.

 

Fatto

CONSIDERATO IN FATTO

1. A.A., titolare della concessione del distributore stradale di carburanti, proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Frosinone avverso l’avviso di pagamento, quale obbligato in solido con la ditta Q.V. gestore della stazione di servizio in forza di contratto di affitto di azienda, del debito di accisa pari ad Euro 605.599,00 accumulato negli anni 2014 e 2015.

2. La Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso

3. La sentenza veniva impugnata dal contribuente e la Commissione Regionale Tributaria della Regione Lazio accoglieva l’appello rilevando che non erano stati forniti elementi dai quali si evinceva una qualche forma di compartecipazione del concessionario alla gestione con modalità illecite da parte dell’affittuario dell’attività di distribuzione del carburante

4. Avverso la sentenza della CTR l’Agenzia delle Dogane ha proposto ricorso per Cassazione affidandosi a tre motivi. La contribuente si è costituita depositando controricorso

5 Sulla proposta avanzata dal relatore ai sensi del novellato art. 380 bis c.p.c., risulta regolarmente costituito il contraddittorio. Il contribuente ha depositato memoria.

Diritto

RITENUTO IN DIRITTO

1. Con il primo motivo l’Ufficio denuncia la violazione del D.Lgs. n. 504 del 1995, art. 25, comma 5, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; si sostiene che la CTR abbia erroneamente disconosciuto la responsabilità fiscale solidale del concessionario sancita dalla norma asseritamente trasgredita.

1.1 Con il secondo motivo viene dedotta l’omessa valutazione di un fatto decisivo ai fini del decidere costituito dalla comunicazione trasmessa dal concessionario alle competenti amministrazioni di modifica dell’impianto di distribuzione e della licenza di esercizio

1.2 Con il terzo motivo viene denunciata violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per non aver affermato la corresponsabilità del concessionario per violazione dei doveri di controllo dell’esatto adempimento da parte del gestore incluso il contrabbando, fatto non anomalo e verificabile dai contatori di carico e scarico.

2. Va disattesa l’eccezione preliminare di inammissibilità del ricorso per genericità e aspecificità dei motivi.

2.1 Il testo del ricorso contiene l’esposizione chiara ed esauriente dei fatti di causa, dello svolgersi della vicenda processuale nelle sue articolazioni, delle argomentazioni essenziali sulle quali si fonda la sentenza impugnata, ritualmente prodotta in giudizio, e sulle quali si chiede alla Corte di Cassazione nei limiti del giudizio di legittimità una valutazione giuridica diversa da quella asseritamente erronea compiuta dal giudice di merito.

3. I tre motivi, da esaminarsi congiuntamente stante la loro intima connessione, sono fondati e vanno accolti.

3.1 La pretesa tributaria azionata nei confronti del concessionario trova fondamento normativo nella contestata responsabilità solidale di A.A. di cui al T.U. accise, art. 25, comma 5, che riproduce il D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269, art. 19, comma 3, (recante norme di esecuzione del D.L. 26 ottobre 1970, n. 745, art. 16, conv. con modif. in L. 18 dicembre 1970, n. 1034); il cui tenore, per quanto qui interessa, è il seguente: “Per gli impianti di distribuzione stradale di carburanti la licenza è intestata al titolare della gestione dell’impianto, al quale incombe l’obbligo della tenuta del registro di carico e scarico. Il titolare della concessione ed il titolare della gestione dell’impianto di distribuzione stradale sono, agli effetti fiscali, solidalmente responsabili per gli obblighi derivanti dalla gestione dell’impianto stesso”; il D.P.R. n. 1269 del 1971, art. 19, u.c., dal canto suo, stabilisce che “Il concessionario ha libero accesso, in ogni tempo, nelle aree degli impianti e negli immobili annessi, allo scopo di esaminare i registri, lo stato di manutenzione degli impianti, le scorte e la qualità dei prodotti”.

3.2 E’ noto che l’obbligazione, secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 504 del 1995, art. 2, sorge al momento della fabbricazione o della importazione e l’imposta diviene esigibile all’atto di immissione in consumo del prodotto nel territorio dello stato.

3.3 Nella fattispecie, come si desume dalla pacifica circostanza dell’apertura di un procedimento penale a carico del gestore Q.V. per il delitto di contrabbando previsto dal D.Lgs. n. 504 del 1995, art. 40, può affermarsi che si è in presenza di uno svincolo irregolare dal regime sospensivo; ciò, tuttavia, non fa venir meno la responsabilità solidale di tutti coloro nei confronti dei quali si verifica il presupposto di esigibilità dell’accisa, e, quindi, anche del concessionario il quale ha potere-dovere di effettuare controlli non solo sui registri, ma anche sullo stato di manutenzione degli impianti, sulle scorte e sulla qualità dei prodotti.

3.4 Ed è proprio in forza di tale potere di vigilanza e controllo, espressamente imposto dalla legge, che trova giuridico fondamento la responsabilità del concessionario quale garante in caso di mancato pagamento dell’accisa ove si realizzi il presupposto dell’immissione irregolare in consumo del carburante.

3.5 Non sono idonei a far venir meno la concorrente responsabilità del concessionario per “culpa in vigilando”, né la natura in sé delittuosa dell’attività posta in essere dal gestore, né il fatto che il contribuente non abbia preso parte o abbia avuto la consapevolezza di quanto l’affittuario stesse realizzando, essendo invece rilevante accertare se il concessionario, garante degli obblighi tributari del gestore, abbia o meno assolto la dovere di diligenza secondo i canoni di cui all’art. 1176 c.c., comma 2.

3.6 Al riguardo questa Corte ha recentemente affermato il seguente principio “il concessionario dell’impianto stradale di distribuzione di carburanti è responsabile in solido, in caso di svincolo irregolare dal regime sospensivo del prodotto energetico soggetto ad accisa, con il gestore dell’impianto, salvo prova contraria, da parte del concessionario, del diligente esercizio dei suoi poteri di ispezione e controllo sull’impianto previsti dalla legge” (cfr. Cass. n. 10689 del 2020).

3.7 La CTR non si è attenuta a tale insegnamento in quanto ha sollevato il concessionario da ogni responsabilità dal mancato versamento dell’accise per non avere l’ A. percepito gli utili e per non essersi lo stesso ingerito nella conduzione della stazione di servizio.

4 Il ricorso va, quindi, accolto con cassazione della sentenza e rinvio alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio che, in diversa composizione, che procederà a nuovo esame attenendosi ai suesposti principi e provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte:

accoglie il ricorso.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 19 ottobre 2021.

Depositato in Cancelleria il 3 dicembre 2021

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