Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3820 del 14/02/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 14/02/2017, (ud. 06/12/2016, dep.14/02/2017),  n. 3820

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. ARMANO Uliana – Consigliere –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22278-2015 proposto da:

2P SERVICE DI P.M., ricorrente che non ha depositato il

ricorso entro i termini prescritti dalla legge;

– ricorrente non costituita –

contro

TOTALERG S.P.A., in persona del legale rappresentante, elettivamente

domiciliata in ROMA VIALE GORIZIA 25/C, presso lo studio

dell’Avvocato GIORGIO FALANI che la rappresenta e difende unitamente

all’avvocato PAOLA MARTINO, PAOLA SULLO, giusta procura in calce

all’atto di citazione notificato;

– resistente –

avverso l’ordinanza n. r.g. 1800/14 del TRIBUNALE di AVELLINO del

18/05/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

06/12/2016 dal Consigliere Relatore Dott. CIRILLO FRANCESCO MARIA.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

E stata depositata la seguente relazione.

“1. La 2P Service di P.M. ha proposto regolamento di competenza avverso l’ordinanza del 18 maggio 2015 emessa dal Tribunale di Avellino nel giudizio che la vedeva contrapposta alla s.p.a. Total Erg.

Si è costituita la Total Erg s.p.a. con controricorso.

2. Osserva il relatore che il ricorso può essere trattato in camera di consiglio, in applicazione degli artt. 369, 375 e 376 c.p.c. art. 380 – bis c.p.c., in quanto appare improcedibile.

La ricorrente, infatti, dopo la notifica del ricorso non ha provveduto al deposito dello stesso presso la cancelleria di questa Corte, ricorso che è stato poi iscritto a ruolo a cura della società controricorrente.

3. Si ritiene, pertanto, che il ricorso vada trattato in camera di consiglio per essere dichiarato improcedibile”.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Non sono state depositate memorie alla trascritta relazione.

A seguito della discussione sul ricorso, tenuta nella camera di consiglio, ritiene il Collegio di condividere i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione medesima e di doverne fare proprie le conclusioni.

2. Il ricorso, pertanto, è dichiarato improcedibile.

A tale esito segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate ai sensi del D.M. 10 marzo 2014, n. 55.

Sussistono inoltre le condizioni di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 – quater, per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

PQM

La Corte dichiara il ricorso improcedibile e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in complessivi Euro 2.500, di cui Euro 200 per spese, oltre spese generali ed accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1- quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile – 3, il 6 dicembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 14 febbraio 2017

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