Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3803 del 16/02/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 3803 Anno 2018
Presidente: BIELLI STEFANO
Relatore: CAIAZZO ROSARIO

ORDINANZA
sul ricorso N. 18639/11, proposto da:
Agenzia delle Entrate, in persona del legale rappres. P.t., rappres. e difesa
dall’Avvocatura dello Stato presso cui elett.te domic. In Roma, alla via dei
Portoghesi n. 12;
RICORRENTE
CONTRO

Al”

Italgru s.r.I., in persona del legale rappr. P.t., elett.te domic. in Roma, alla via
Crescenzio n. 19, presso l’avv. Lucilla Lenzi, rappres. e difesa dall’avv.
Giuseppe Fattori, con procura speciale a margine del ricorso;
CONTRORICORRENTE
avverso la sentenza n. 39/26/2011 della Commissione tributaria regionale della
Lombardia, depositata il 7/4/2011;
udita la relazione del consigliere dott. Rosario Caiazzo, nella camera di
consiglio del 12 settembre 2017.
RILEVATO CHE
La Italgru s.r.l. impugnò un avviso d’accertamento con cui fu disconosciuto un
credito IVA esposto al rigo VL 8 del modello unico 2003, fondato su un
processo verbale di “constatazione”, redatto a seguito dell’autorizzazione della
1

Data pubblicazione: 16/02/2018

Procura della Repubblica ad utilizzare, limitatamente al 2002, ai fini fiscali, gli
accertamenti espletati dalla P.G. in un procedimento penale.
Si costituì l’ufficio, resistendo al ricorso.
La Ctp accolse il ricorso, ritenendo fondata la violazione dell’art. 127n, della
legge n. 212/2000, assorbiti gli altri motivi.
La Ctr respinse l’appello dell’ufficio, aderendo alla motivazione della Ctp.

Resiste la società con controricorso, eccependo l’inammissibilità e
l’infondatezza dei due motivi.
CONSIDERATO CHE
Con il primo motivo, è stata denunziata la motivazione apparente in relazione
all’art. 360, 1° c., n. 4, c.p.c., non avendo la Ctr esplicitato i motivi per cui
riteneva di confermare la sentenza di primo grado.
Con il secondo motivo, è stata denunziata violazione e falsa applicazione
dell’art. L. n. 212/2000, avendo la Ctr ritenuto erroneamente
applicabile tale norma, in quanto l’avviso impugnato era stato redatto sulla
base del processo verbale redatto dall’ufficio recependo gli atti del
procedimento penale (a “tavolino”), senza alcuna attività di verifica o ispezione
presso il contribuente.
Il primo motivo è infondato, poiché la Ctr ha fatto propria la motivazione della
Ctp, di cui ha esposto il contenuto in maniera sufficiente.
Il secondo motivo è invece fondato in quanto, la Ctr ha ritenuto erroneamente
sussistere la violazione dell’art. 12, e., della L. n. 212/2000 in ordine ad un
processo verbale – sulla cui base fu emesso l’avviso impugnato – non redatto
in seguito ad un accesso o ad un’ispezione presso il contribuente, bensì in
adesione agli atti del procedimento penale (Cass., SU, n. 18184/13; n.
25759/14).
Invero, secondo il consolidato orientamento della Corte, gli avvisi di
accertamento emessi ai sensi degli artt. 32 del D.P.R. 29 settembre 1973, n.
600, e 51 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 per effetto del controllo delle
dichiarazioni e della documentazione contabile del contribuente, non sono
assoggettati al termine dilatorio previsto dall’art. 12, comma 7, della legge 27

L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, formulando due motivi.

luglio 2000, n. 212, la cui applicazione postula lo svolgimento di accessi,
ispezioni e verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio delle attività
commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali del contribuente, e
non si estende all’ipotesi in cui la pretesa impositiva sia scaturita dall’esame di
atti sottoposti all’Amministrazione finanziaria dallo stesso contribuente e da
essa esaminati in ufficio (Cass., ord. t. 21391/14; ord.” 1007/17).

anche per le spese.
P.Q.M.

La Corte rigetta il primo motivo del ricorso; accoglie il secondo motivo e cassa
la sentenza impugnata.
Rinvia alla Ctr della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.
Così deciso nella camera di consiglio del 12 settembre 2017.
Il Presidente

Pertanto, la sentenza impugnata va cassata, con rinvio alla Ctr competente,

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