Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3784 del 15/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 3784 Anno 2018
Presidente: CIRILLO ETTORE
Relatore: LUCIOTTI LUCIO

ORD INANZA

c

sul ricorso iscritto al n. 11155-2016 R.G. proposto da:

EQUITALIA SUD s.p.a., in persona del responsabile del contenzioso
esattoriale della regione Campania, Giuseppe Giuliano, rappresentata e difesa,
per procura speciale in calce al ricorso, dall’avv. Gennaro Di Maggio, presso il
cui studio legale sito in Napoli, alla via del Rione Sirignano, n. 6, è
elettivamente domiciliata;

– ricorrente contro

ESPOSITO Giuseppina;
– intimata avverso la sentenza n. 9606/33/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE della CAMPANIA, depositata il 3/11/2015;

Data pubblicazione: 15/02/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata
dell’11/01/2018 dal Consigliere dott. Lucio LUC1OTTI.
RILEVATO
— che con la sentenza in epigrafe indicata la Commissione tributaria
regionale della Campania rigettava l’appello proposto dall’Equitalia Sud s.p.a.

Giuseppina Esposito avverso il provvedimento di iscrizione ipotecaria emesso
dal predetto agente della riscossione con riferimento a cartella di pagamento
precedentemente notificato alla predetta contribuente;
— che secondo la CTR, che accertava la regolarità della notifica della
cartella di pagamento, l’agente della riscossione avrebbe dovuto far precedere
l’iscrizione ipotecaria de qua, effettuata ai sensi dell’art. 77 del d.P.R. n. 602 del
1973, da una comunicazione al contribuente e ciò anche se non era nella
specie applicabile la disposizione di cui all’art. 50 del medesimo decreto,
«costituendo principio generale, caratterizzante qualsiasi sistema di civiltà
giuridica» la comunicazione di «provvedimenti limitativi della sfera giuridica
dei destinatari», autonomamente impugnabili;
– che avverso tale statuizione l’agente della riscossione propone ricorso
per cassazione affidato ad un unico motivo, cui non replica l’intimata;
– che risulta regolannente costituito il contraddittorio sulla proposta
avanzata dal relatore ai sensi del vigente art. 380 bis cod. proc. civ.;

che il Collegio ha deliberato la redazione dell’ordinanza con

motivazione semplificata;
CONSIDERATO
– che con l’unico motivo di ricorso viene dedotta la violazione degli artt.
50 e 77 d.P.R. n. 602 del 1973, in relazione all’art. 360 primo comma n. 3
c.p.c., per avere la CTR ritenuto necessaria la notifica alla contribuente di una
comunicazione con cui anticipava l’iscrizione ipotecaria, prevista invece da

2

avverso la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto da

una disposizione — il comma 2—bis dell’art. 77, aggiunto dall’art. 7, comma 2,
lettera u—bis, del d.l. n. 70 del 2011, convertito con modificazioni nella legge n.
106 del 2011 — entrata in vigore successivamente all’iscrizione de qua, e quindi
non applicabile al caso di specie;
– che il motivo è infondato e va rigettato;

come l’omessa attivazione del contraddittorio endoprocedimentale in materia
di iscrizione ipotecaria, comporti la nullità della stessa per violazione del
diritto alla partecipazione al procedimento, garantito anche dagli artt. 41, 47 e
48 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea, si è consolidato
nella giurisprudenza di questa Corte il principio secondo cui «in tema di
riscossione coattiva delle imposte, l’iscrizione ipotecaria ex art. 77 del d.P.R. n.
602 del 1973 (nella formulazione vigente ” ratione temporis”) non costituisce atto
di espropriazione forzata e può, pertanto, essere effettuata senza la previa
notifica dell’intimazione di cui al precedente art. 50, comma 2, ma, in ossequio
al principio del contraddittorio endoprocedimentale, deve essere preceduta,
pena la sua nullità, dalla comunicazione e dalla concessione di un termine di
trenta giorni al contribuente per il pagamento o la presentazione di
osservazioni» (Cass. n. 23875 del 2015, n. 7597 e n. 4587 del 2017);
—che è quindi inaccoglibile la diversa tesi sostenuta dalla ricorrente, con
conseguente rigetto del ricorso;
—che la mancata costituzione in giudizio dell’intimata esonera la Corte dal
provvedere sulle spese processuali;

P.Q.M.
rigetta il ricorso.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito
dall’art. 1, comma 17, della 1. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei
presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo

3

– che, invero, sulla scia di Cass., Sez. U., n. 19667 del 2014, che ha rilevato

a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del
comma 1-bis, dello stesso articolo 13.

Giud~

Così deciso in Roma 111 /01/2018

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