Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3779 del 15/02/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 3779 Anno 2018
Presidente: D’ASCOLA PASQUALE
Relatore: PICARONI ELISA

ORDINANZA
sul ricorso 25910-2015 proposto da:
BOCCHINI ROBERTO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
L. SPALLANZANI 22, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO
PROTO, rappresentato e difeso da se medesimo;
– ricorrente contro

PREFETTURA BENEVENTO;
– intimata –

avverso la sentenza n. 709/2015 del TRIBUNALE di
BENEVENTO, depositata il 31/03/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio
non partecipata del 30/11/2017 dal Consigliere Dott. Elisa
Picaroni.
Ritenuto che l’avv. Roberto Bocchini ha proposto ricorso,

articolato in tre motivi, per la cassazione della sentenza del

Data pubblicazione: 15/02/2018

Tribunale di Benevento, depositata in data 31 marzo 2015, che
ha rigettato l’appello avverso la sentenza del Giudice di pace di
Solopaca n. 975 del 2012, e nei confronti della Prefettura di
Benevento;
che l’intimata Prefettura non ha svolto difese in questa

che il ricorso è stato chiamato una prima volta per la
decisione all’adunanza del 18 gennaio 2017, sulla proposta di
accoglimento formulata dal relatore ai sensi dell’art. 380-bis
cod. proc. civ.;
che preliminarmente il Collegio ha rilevato la nullità della
notifica in quanto effettuata presso l’Avvocatura distrettuale
dello Stato anziché presso l’Avvocatura generale dello Stato
(ex plurimis, Cass. Sez. U. 15/01/2015, n. 608), e ne ha

disposto la rinnovazione, con ordinanza interlocutoria
depositata in data 24 marzo 2017 e comunicata in pari data
all’indirizzo di posta elettronica del domiciliatario del ricorrente;
che il ricorrente non ha provveduto al deposito del ricorso
rinotificato, come da attestazione della cancelleria in data 22
settembre 2017, e il ricorso è stato nuovamente avviato per la
decisione all’odierna adunanza, con proposta di
inammissibilità;
che il ricorrente ha depositato memoria e documenti dai
quali risulta l’avvenuta rinnovazione della notifica, a mezzo
pec, entro il termine fissato, e chiede di essere autorizzato al
deposito in formato cartaceo della prova dell’avvenuta notifica,
assumendo che «non è stato possibile depositare […] le
notifiche a mezzo pec atteso che non risulta ancora attivato il
processo telematico»;
che il Collegio prende atto dell’avvenuta rinnovazione
della notifica del ricorso nel termine fissato con l’ordinanza
2
Ric. 2015 n. 25910 sez. M2 – ud. 30-11-2017

sede;

interlocutoria,

rileva

la

tardività

del

deposito

della

documentazione e l’insussistenza dei presupposti per la
rimessione in termini del ricorrente, sicché il ricorso deve
essere dichiarato improcedibile ai sensi dell’art.

371-bis cod.

proc. civ.;

consolidata e costante di questa Corte, pure se espressamente
dettata con riferimento all’ipotesi di integrazione del
contraddittorio nel giudizio di cassazione, è applicabile, con
interpretazione estensiva, anche all’ipotesi in cui sia stata
disposta, ai sensi dell’art. 291 cod. proc. civ., la rinnovazione
della notificazione del ricorso e il deposito della relativa
documentazione avvenga dopo la scadenza del termine
perentorio ivi stabilito (ex plurimis, Cass. Se. U. 02/12/2005,
n. 26225; più di recente, Cass. 25/01/2017, n. 1930);
che in mancanza di attività difensiva della controparte
non vi è luogo a pronuncia sulle spese;
che sussistono i presupposti per il raddoppio del
contributo unificato.
PER QUESTI MOTIVI
La Corte dichiara il ricorso improcedibile.
Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115
del 2002, dichiara la sussistenza dei presupposti per il
versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso,
a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della VI-II
Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, il 30

che la disposizione richiamata, secondo la giurisprudenza

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA