Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3769 del 17/02/2010

Cassazione civile sez. trib., 17/02/2010, (ud. 13/01/2010, dep. 17/02/2010), n.3769

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Agenzia delle Entrate, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12,

presso l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e

difende;

– ricorrente –

contro

Forin s.r.l. in persona del legale rapp.te pro tempore, elett.te

dom.ta in Roma al viale Bruno Buozzi 99, presso lo studio degli

avv.ti Criscuolo Fabrizio e Fabio Criscuolo, giusta procura in atti;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

Per la cassazione della sentenza della CTR della Sicilia n. 166

dell’11/12/2006;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 13/1/2010 dal Consigliere Relatore Dott. IACOBELLIS Marcello;

viste le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale, dott. VELARDI Maurizio, che ha concluso aderendo alla

relazione.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

L’Amministrazione ricorre per Cassazione nei confronti della sentenza della Commissione Tributaria Regionale in epigrafe che, parzialmente riformando la decisione di primo grado, ha accolto in parte il ricorso della contribuente avverso il diniego di esenzione decennale per IRPEG e ILOR. Resiste la contribuente con controricorso e propone ricorso incidentale. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 2/12/2009 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. L’Agenzia delle Entrate ha depositato memoria. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

I ricorsi debbono essere preliminarmente riuniti in quanto proposti nei confronti della stessa sentenza.

Con primo motivo l’Agenzia delle Entrate assume la violazione della L. n. 341 del 1995, art. 18, comma 2 in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. La esenzione dall’IRPEG e dall’ILOR non competerebbe alla societa’ avendo la stessa impiantato lo stabilimento nel (OMISSIS) dopo il 31/12/1993.

La censura va accolta limitatamente all’ILOR. Il D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, art. 101 (Testo unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno), prevedeva l’esenzione decennale dall’imposta locale sui redditi “Per gli stabilimenti industriali tecnicamente organizzati che si impiantano nei t erri tori indicati all’art. 1 e per le costruzioni annesse con decorrenza… dal primo esercizio di produzione del reddito dei rispettivi impianti”. Secondo quanto affermato da questa Corte (Sentenza n. 17068 del 26/07/2006; Sez. 5, Sentenza n. 3079 del 17/02/2004) tale esenzione spetta a condizione che l’opificio sia divenuto atto all’uso entro la data del 31 dicembre 1993, secondo la previsione del D.L. 23 giugno 1995, n. 244, art. 18, comma 2 (convertito nella L. 8 agosto 1995, n. 341), il quale ha subordinato la residuale applicazione della disciplina agevolativa in esame al rispetto del suddetto termine (gia’ sancito dalla L. 1 marzo 1986, n. 64, art. 17), da ritenere di natura perentoria, e quindi improrogabile, in ragione del carattere straordinario della disciplina medesima. Il solo riferimento alle “agevolazioni di cui al D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, art. 101”, non consente di ritenere applicabile il disposto dell’art. 18 cit. anche per la riduzione delle imposte sul reddito delle persone giuridiche di cui all’art. 105.

Con secondo motivo l’Agenzia delle Entrate assume la insufficiente motivazione circa la novita’ dell’impianto produttivo ai fini della esenzione D.P.R. 6 marzo 1978, n. 218, ex art. 105.

La censura e’ inammissibile per difetto di autosufficienza, non indicando l’Agenzia delle Entrate le argomentazioni eventualmente espresse con l’atto di appello circa l’assenza di novita’ dell’impianto, in ordine alle quali sussisterebbe una carenza di motivazione.

Con ricorso incidentale la Forin assume la violazione e falsa applicazione del D.P.R. 6 marzo 1975, n. 218, artt. 101 e 105 in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. La censura e’ inammissibile in quanto priva del quesito di diritto di cui all’art. 366 bis c.p.c..

Da quanto sopra consegue la cassazione della sentenza impugnata limitatamente all’ILOR; non essendo necessari ulteriori accertamenti nel merito, ai sensi dell’art. 384 c.p.c. va rigettato il ricorso proposto dalla Forin relativamente all’esenzione ILOR. La natura della controversia, le circostanze che caratterizzano la vicenda e l’esito del ricorso giustificano la compensazione tra le parti delle spese del merito e la condanna della Forin s.r.l. alla rifusione, in favore dell’Amministrazione finanziaria, delle spese del giudizio di legittimita’ che si liquidano in complessivi Euro 2.000,00, di cui Euro 200,00 per spese.

P.Q.M.

LA CORTE Riuniti i ricorsi, dichiara inammissibile il ricorso incidentale, accoglie il ricorso principale nei limiti di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso originariamente proposto dalla Forin relativamente all’esenzione ILOR. Compensa tra le parti le spese del merito e condanna la Forin s.r.l. alla rifusione, in favore dell’Amministrazione finanziaria, delle spese del giudizio di legittimita’ che si liquidano in complessivi Euro 2.000,00, di cui Euro 200,00 per spese.

Cosi’ deciso in Roma, il 13 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 17 febbraio 2010

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