Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3760 del 15/02/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 3760 Anno 2018
Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: ROSSETTI MARCO

ORDINANZA
sul ricorso 3231-2016 proposto da:
ZANETTIN ALESSANDRO, Attivamente domiciliato in ROMA,
PIAZZA CAVOLI R, presso la CORTE DI CASSAZIONE,
rappresentato e difeso dall’avvocato RODOLF0 ROMITO;
– ricorrente contro
MARCOL1N PAOLO, MARCOI,IN GIAMPROSPERO,
elettivamente domiciliati in ROMA, CORSO TRIESTE’, 109, presso lo
studio dell’avvocato ANTONIO NL\RTINI, che li rappresenta e
difende unitamente all’avvocato CLAUDIA DOMI/LA PERUCCA
(

)REMI;
– controricorrenti contro

MARCOLIN BENITA, ZANEITI TARCISIO;

Data pubblicazione: 15/02/2018

- intimati avverso la sentenza n. 12905/2015 della CORTE SUPREMA DI
CASSAZIONE di RONIA, depositata il 23/06/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 22/11/2017 dal Consigliere Dott. MARCO

FATTI DI CAUSA
I. Nel 2002 Paolo e Giamprospero Marcolin convennero dinanzi al
“Fribunalc di Vicenza Benita Marcolin, ,\lessandro Zanettin e ‘Farcisi()
Zanettin, esponendo:
(-) di essere coltivatori diretti di un fondo sito nel Comune di
Montegaldella e di proprietà di Benita Nlarcolin;
(-) che il suddetto fondo era stato alienato dalla proprietaria ad
Alessandro e ‘farcisi° Zanettin;
(-) che l’alienazione era avvenuta in violazione del diritto di prelazione
spettante ope legis agli attori.
Chiesero pertanto il retratto del fondo.

P n sentenza 16 ugno 9 009 n. 981 il Tribunale di Vicenza accolse
la domanda.
Con sentenza 7 maggio 2012 n. 1018 la Corte d’appello di Venezia
rigettò il gravame proposto da Alessandro e ‘farcisi° Zanettin.
Con sentenza 23 giugno 2015 n. 12905, questa Corte rigettò il ricorso
proposto da Alessandro Zanettin.

3. Quest’ultima sentenza è stata impugnata con ricorso per
revocazione da Alessandro Zanettin, ai sensi dell’articolo 391 bis c.p.c..
Hanno resistito con controricorso Paolo e Giamprospero Marcolin.

Ric. 2016 n. 03231 sez. M3 – ud. 22-11-2017
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ROSSETTI.

Ti ricorrente ha depositato memoria.

RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Deduce il ricorrente che la sentenza pronunciata da questa Corte nel
2015, con la quale venne rigettato il suo ricorso avverso la sentenza

1.1. Il primo errore revocatorio dedotto dal ricorrente è così
sintetizzabile:
(a) la Corte d’appello di Venezia aveva ritenuto che vi fosse la prova
dell’assenza di vendite infrabiennali di terreni da parte dei retraenti;
(b) tale statuizione era stata impugnata per cassazione, deducendo
(anche) il vizio di motivazione;
(c) la Corte di cassazione aveva ritenuto che la suddetta statuizione
fosse stata impugnata soltanto per violazione di legge, e non anche per
vizio motivazionale.
Tale affermazione, conclude il ricorrente, costituisce il frutto di un
errore percettivo, in quanto il collegio giudicante non si sarebbe
:ivveduto che, invece, il vizio di motivazione era stato ritualmente
proposto sia nella rubrica, sia nella illustrazione, del primo motivo del
ricorso per cassazione.

1.2. Il secondo errore revocatorio dedotto dal ricorrente è così
sintetizzabile:
(a) la Corte d’appello aveva ritenuto sussistente il requisito della
confinanza tra il fondo venduto e quello dei retraenti; aveva ritenuto
sussistente un intento fraudolento da parte della venditrice e dei due
Zanettin; aveva ritenuto che la venditrice Benita Marcolin aveva sì
conservato una porzione di terreno, ma che questa fosse di nessuna
utilità economica;
Ric. 2016 n. 03231 sez. M3 – ud. 22-11-2017
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della Crte d’appello di Venezia, conterrebbe tre diversi errori di fatto.

(b) tali statuizioni erano state impugnate per cassazione, col quarto
motivo del ricorso, invocando anche il vizio di motivazione, sul
presupposto che le conclusioni della Corte d’appello fossero
contrastanti con quelle emergenti dalla consulenza tecnica disposta
d’ufficio nei gradi di merito;

che la suddetta statuizione fosse stata impugnata solo per violazione di
legge, e non anche per vizi() di motivazione.
Anche tale affermazione, conclude il ricorrente, costituisce il frutto di
un errore percettivo, in quanto il collegi() giudicante non si sarebbe
avveduto che, invece, il vizio di motivazione era stato ritualmente
proposto a pag. 24 del ricorso per cassazione, nella illustrazione del
quarto motivo del ricorso stesso.

1.3. 11 terzo errore revocatorio dedotto dal ricorrente è così
sintetizzabile:
(a) la Corte d’appello aveva ritenuto che i due retraenti fossero
coltivatori diretti;
(b) tale statuizione era stata impugnata per cassazione sia prospettando
la violazione di legge, sia prospettando il vizio di motivazione; in
particolare, col primo motivo dell’originario ricorso per cassazione, il
ricorrente aveva dedotto) che nessuno dei due retraenti era stato mai
scritto nella sezione speciale del registro delle imprese come
C C

coltivatore diretto”;

(c) la Corte di cassazione rigettò tale motivo del ricorso sul
presupposto che la qualità di coltivatore diretto dipende dalla effettiva
coltivazione del fondo, e non dal dato formale della iscrizione nel
registro delle imprese.

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(c) la Corte di cassazione aveva tuttavia anche in questo caso ritenuto

_‘nche tale affermazione, conclude il ricorrente, costituisce il frutto di
un errore percettivo, in quanto il collegio giudicante non si sarebbe
avveduto che il ricorrente aveva proposto un motivo di ricorso per
cassazione del tutto diverso: ovvero che, in difetto della prova
ry\A.A
dell’iscrizione dei retraenti Vegistro delle imprese, sarebbe spettato ai

Zanettin) conoscesse la qualità di coltivatori diretti dei retraenti.

2. I tre motivi possono essere esaminati congiuntamente, in quanto
tutti e tre pongono a questa Corte una questione analoga: ovvero se il
primo collegio giudicante di questa Corte non si sia accorto di quale
fosse l’esatto contenuto delle censure proposte avverso la sentenza
della Corte d’appello di Venezia col primo e col quarto motivo del
primo ricorso per cassazione.

2.1. Il ricorso è inammissibile, alla luce del principio già affermato da
questa Corte, secondo cui “in tema di revocaione delle senten.,7e della corte di
Cassaione, conliffirabile solo nelle, ipotesi in cui essa sia giudice del Atto ed incorra
in errore meramente percettivo, non può ritenersi inficiata da errore di Atto la
sentem;a della quale si ce ns ri la valutaione di uno dei motivi del ricors-o ritenendo
che sia stata ei ressa sena considerare le nomentaioni contenute nell’atto
d’impugnaione, penbe” in tal caso è dedotta un’errata con,sideinione e
intopreta:zione de/l’oggetto di ricorso. (Sez. 2, Ordinanza n. 10466 del
12/05/2011, Rv. 617919).
Alla luce di questo principio sarebbe revocabile la sentenza della Corte
di cassazione che, ad esempio, dinanzi ad un ricorso che contenesse
quattro motivi, ne esaminasse solo tre.
Non sarebbe, invece, revocabile ai sensi dell’articolo 391 bis c.p.c. la
sentenza di legittimità la quale, dinanzi ad un motivo che denunciasse
Ric. 2016 n. 03231 sez. M3 – ud. 22-11-2017
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retraenti stessi dare la prova che l’acquirente del fondo (Alessandro

una violazione di legge, ritenesse che con esso sia stato denunciato un
vizio di motivazione, o viceversa.
Infatti qualificare i motivi di ricorso, stabilirne l’esatto contenuto,
sussumerli in una delle cinque categorie previste dall’articolo 360 c.p.c.,
costituiscono altrettante attività di giudi_zio sui fatti processuali, e non di

attività non è ammessa la revocazione.
Nel caso di specie, la sentenza di cui si chiede la revoca ha esaminato
tutti i motivi di ricorso proposti: errori di fatto D percettivi, pertanto,
non vi furono. 1,o stabilire, poi, se quei morivi di ricorso siano stati
bene o male qualificati e decisi è questione non più prospettabile in
questa sede, per superiore volontà della Legge, affinché ne lites fiant pcene

pere/Ines, et vita’ bominum modum e:vcedant.

3. Le spese del presente giudizio di legittimità vanno a poste a carico
del ricorrente, ai sensi dell’art. 385, comma 1, c.p.c., e sono liquidate
nel dispositivo.

4. Il rigetto del ricorso costituisce il presupposto, del quale si dà atto
con la presente sentenza, per il pagamento a carico della parte
ricorrente di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per l’impugnazione, ai sensi dell’art. 13, comma I (poter,
d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (nel testo introdotto dall’art. 1, comma
17, legge 24 dicembre 2012, n. 228).

4.1. E’ necessario precisare, a tal riguardo, ché:
(a) la domanda di retratto agrario non rientra,in nessuna delle ipotesi
per le quali l’art. 10 d.P.R. 30 maggio 2012 n. 115 prevede l’esenzione
dal pagamento del contributo unificato;
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accertamento dei fatti processuali, con la conseguenza che rispetto a tali

(b) la domanda di retratto, non rientrando tra le “controversie in
materia di contratti agrari” di cui all’art. 1, comma 1, della 1. 2.3.1963 n.
320, non è devoluta alle sezioni specializzate agrarie dell’art. 11 del d.
lgs. 1°.9.2011 n. 150 (ex multis,

Sez. 3, Sentenza n. 11553 del

17/11/1998; Sez. 3, Ordinanza n. 4870 -del 07/03/2005);

contributo unificato, esentava le controversie agrarie dal pagamento
della tassa di iscrizione (ovvero l’art. 3, comma terzo, 1. 25.4.’1957 n.
283) è stata abrogata dall’art. 299, d. lgs. 30 maggio 2002, n. 113: con la
conseguenza che tali controversie non possono più ritenersi rientranti
tra i “processi gii esente, secondo previsione legislativa e sena limiti di competem \y

o di valore, dall’imposta di bollo o da ognil

esa, tassa o diritto di qualsiasi specie e

natura”, che ai sensi dell’art. 10, comma 1, d.P.R. 115/02, cit., sono
esenti dal pagamento del contributo unificato.
Pertanto, poiché la domanda di riscatto agrario non è esente dal
pagamento del contributo unificato, il rigetto dell’impugnazione avente
ad oggetto tale materia comporta l’obbligo del soccombente del
pagamento del doppio contributo, ai sensi del ricordato art. 13, comma
1 quater, d.P.R. 115/02.
P.q.m.
(-) dichiara inammissibile il ricorso;
(-)

condanna Alessandro Zanettin alla rifusione in favore di

Giamprospero larcolin e Paolo Marcolin, in solido, delle spese del
presente giudizio di legittimità, che si liquidano nella somma di curo
2.200, di cui 200 per spese vive, oltre I.V.A., cassa forense e spese
forfettarie ex art. 2, comma 2, d.m. 10.3.2014 n. 55;
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti dall’art. 13, comma 1

quater, d.p.r. 30.5.2002 n. 115, per il versamento da parte di _.\lessandro

Ric. 2016 n. 03231 sez. M3 – ud. 22-11-2017
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(c) in ogni caso, l’unica norma che, prima dell’introduzione del

Zanettin di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a
quello dovuto per l’impugnazione.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione
novembre 2017.

civile della Corte di cassazione, addì

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